Madonna di Campiglio – Monte Spinale

Madonna di Campiglio – Monte Spinale

Madonna di Campiglio – Monte Spinale

Madonna di Campiglio – Monte Spinale

Madonna di Campiglio è una località turistica di 822 abitanti della provincia di Trento situata a 1.550 m s.l.m. a poca distanza da Campo Carlo Magno, tra le Dolomiti di Brenta e le Alpi dell’Adamello e della Presanella. Fa parte dei comuni di Pinzolo e di Tre Ville (sorto in seguito alla fusione del comune di Ragoli con quelli di Montagne e Preore).

Nota stazione di soggiorno estiva e soprattutto invernale, disponendo di numerosissimi impianti di risalita per la pratica dello sci alpino e dello snowboard, è uno dei maggiori poli sciistici a livello nazionale.

La località può essere raggiunta tramite la Strada statale 239 di Campiglio che collega la Val di Sole con le Valli Giudicarie passando tramite il valico alpino di Campo Carlo Magno.

Nel 1910 un gruppo di “skiatori” inglesi risalì il vicino Monte Spinale, per testarne le potenzialità sciistiche.

La prima affermazione della località trentina nell’ambito del turismo invernale avvenne però solo dopo il 1930, grazie alla realizzazione dell’attuale statale che permise di rompere l’isolamento del paese durante i mesi freddi. Al 1936 risale la realizzazione del primo impianto di risalita del paese, la “slittovia del Belvedere”, seguito nel 1937 dalla sciovia Campo Carlo Magno-Spinale. Tra il 1938 e il 1942 Campiglio è stata inoltre sede dei “littoriali della neve e del ghiaccio”. La stagione turistica invernale per Campiglio divenne una realtà consolidata però solo dopo gli anni cinquanta, che videro l’affermazione del turismo di massa e l’arrivo degli sciatori richiamati dalle piste dello Spinale, di Pradalago, della 5 Laghi e del Grostè.

Madonna di Campiglio può vantare 160 km circa di piste e 60 impianti di risalita.
Famose sono la pista 3-Tre (il nome sta a significare “3 Gare del Trentino”), nella quale vengono disputate gare di slalom speciale della Coppa del Mondo di sci alpino, e anche la Spinale Direttissima che ha nella parte finale pendenze molto elevate; in particolare è stato intitolato a Michael Schumacher l’ultimo tratto della pista.

Il comprensorio di Madonna di Campiglio è collegato a quello di Folgarida e Marilleva e dalla stagione invernale 2011/12 è attivo il collegamento sciistico con Pinzolo, per un totale di circa 150 km di piste.

Madonna di Campiglio. (22 dicembre 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 28 dicembre 2017, 09:07 da it.wikipedia.org

Immagini Monte Spinale | Funivie Campiglio

Vista sul Catinaccio da Nova Levante

Vista sul Catinaccio da Nova Levante

Vista sul Catinaccio da Nova Levante

Il gruppo del Catinaccio (in tedesco Rosengartengruppe o solo Rosengarten, in ladino Ciadenac o Vaiolon) è un massiccio delle Dolomiti situato tra la valle di Tires, la val d’Ega e la val di Fassa nel Parco naturale dello Sciliar. Altre valli interne alla catena montuosa sono (da ovest a est) il Vael, la val di Vajolet, la val di Udai, la val di Dona e la val Duron. Interessa la provincia autonoma di Trento e la provincia autonoma di Bolzano nel Trentino-Alto Adige.

Domina, anche se distante una ventina di chilometri, l’orizzonte orientale di Bolzano. Caratteristica del gruppo è la colorazione rosata che assume al tramonto, fenomeno visivo chiamato enrosadira.

La prima ascensione alla vetta più alta, il Catinaccio d’Antermoia, risale al 31 agosto 1872 ad opera di Charles Comyns Tucker, T.H. Carson e A. Bernard.

Esistono due nomi originari, relativi ai due versanti della catena che funge da confine linguistico tra il mondo ladino e quello germanofono. Quello ladino, “Ciadenac”, “Catenaccio”, costituisce anche la base della forma italiana più recente ed è da riferirsi, secondo Karl Felix Wolff alla ghiaia dolomitica tipica della catena.[3] L’altro nome, quello tedesco di “Rosengarten”, in uso dal versante sudtirolese, è attestato già dal XV secolo (1497 Rosengarten, 1506 Kofl am Rosengarten[4]), ed è riferito alla leggenda del mitico Re Laurino e pertanto di carattere eziologico, volendo dare una spiegazione al fenomeno dell’enrosadira. La saga del giardino ha anche dato il nome al cosiddetto Gartl (la zona ghiaiosa centrale della cima più alta) che da lontano appare come zona bianca, perché spesso imbiancata di neve già nelle stagioni intermedie.

Una delle caratteristiche peculiari del Catinaccio è la colorazione rosata che assume al tramonto. Il fenomeno è dovuto alla composizione delle pareti rocciose delle Dolomiti (formate dalla dolomia contenente dolomite, un composto di carbonato di calcio e magnesio). In ladino il fenomeno prende il nome di enrosadira, che letteralmente significa “diventare di color rosa”.

Senza dubbio è più suggestiva la spiegazione offerta da una delle più celebri leggende delle Dolomiti, la “leggenda di Re Laurino”, un re dei nani che aveva sul Catinaccio uno splendido giardino di rose (il significato della parola tedesca Rosengarten è appunto giardino di rose).

Un giorno il principe del Latemar incuriosito dalla presenza delle rose si inoltrò nel regno di re Laurino, ne vide la figlia Ladina, se ne innamorò e la rapì per farne la sua sposa. Laurino, disperato lanciò una maledizione sul suo giardino di rose colpevole di aver tradito la posizione del suo regno: né di giorno, né di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo. Laurino dimenticò però il tramonto e l’alba quando, ancora oggi, il giardino e i suoi colori divengono visibili.

Gruppo del Catinaccio. (21 gennaio 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 20 gennaio 2017, 14:06 da it.wikipedia.org

Immagine | Hotel Nigglhof

Rifugio Contrin sul massiccio della Marmolada

Rifugio Contrin sul massiccio della Marmolada
Vista sul Rifugio Contrin
Vista sul Rifugio Contrin

Il rifugio Contrin è un rifugio situato in Provincia di Trento, nel cuore del massiccio della Marmolada, a 2.016 metri di quota.

Il 6 settembre 1915 un colpo di mortaio distrusse il Contrinhaus, il rifugio che l’Alpenverein di Norimberga aveva inaugurato il 28 luglio 1897 in alta val di Fassa, ai piedi del vallone che sale a Passo Ombretta, davanti al pilastro sud della Marmolada di Penia, nel cuore del Trentino. Era destinato agli escursionisti, ma durante il conflitto, essendo sulla linea del fronte, era stato occupato dal comando austriaco della guarnigione a difesa della valle.

L’ufficiale italiano che diresse così magistralmente quel tiro si chiamava Arturo Andreoletti: Comandante della zona Serauta-Marmolada, 7º reggimento alpini, btg. Val Cordevole. Egli era un esperto alpinista, pioniere sulle Dolomiti e perfetto conoscitore di quelle montagne. Dopo la guerra il Contrin passò dalla SAT, la Società degli alpinisti trentini, all’Associazione Nazionale Alpini. Fu lo stesso Andreoletti, divenuto presidente dell’ANA da lui stesso fondata, a volere la ricostruzione del rifugio, che venne inaugurato con un’Adunata nazionale nei giorni a cavallo fra l’agosto e il settembre del 1926. Tre anni dopo fu costruito il rifugio attiguo, che sarà intitolato alla Medaglia d’Oro Efrem Reatto, caduto in Abissinia.

È del 1930, una cappella dedicata ai Caduti della montagna e una statua in bronzo che ricorda la figura di Francesco Barbieri, Medaglia d’Oro al Valor Militare del 7° alpini, caduto sulle Creste di Costabella nell’ottobre 1916.

il fascino spettacolare di un panorama che, a 360 gradi, lascia anche lo spettatore più tiepido stregato dalla magia delle cenge e dei canaloni ancora abbondantemente innevati, delle cascate che animano le pareti, della maestosa e austera verticale sud della Marmolada, con i suoi 700 metri che svettano verso il cielo.

Al resto ci pensa madre natura. C’è una fioritura dove i rododendri fanno la parte del leone, ma non sono marginali nemmeno le genzianelle e una miriade di stupendi cuscinetti multicolori. Gli esperti dell’Unesco, dopo ricognizioni e attenti studi, hanno riconosciuto le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità. Ne siamo orgogliosi. Per noi, tuttavia, le nostre montagne, tutte, sono da sempre un patrimonio di uomini perché lì hanno imparato una importante lezione di vita.

Rifugio Contrin. (10 ottobre 2015). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 28 ottobre 2015, 13:42 da it.wikipedia.org

Immagine Rifugio Contrin | Rifuginrete

Val di Fassa – Vista sul Catinaccio

Val di Fassa - Vista sul Catinaccio

La val di Fassa (Val de Fascia in ladino, e Fassatal in tedesco) è una delle principali valli dolomitiche ed è situata nel Trentino nord-orientale.

Costituita da sette comuni, è attraversata per intero dall’alto corso del torrente Avisio (affluente di sinistra del fiume Adige), dalle sorgenti fino alla confluenza del rio San Pellegrino nel centro di Moena[1], che costituisce il confine naturale con la Val di Fiemme.

La valle è circondata da alcuni dei più importanti massicci delle Dolomiti, i Monti Pallidi: la Marmolada, il Gruppo del Sella, il Gruppo del Sassolungo, il Gruppo del Catinaccio, ma anche da montagne a litologia non dolomitica quali il Buffaure e i Monzoni.

È l’unica valle trentina (assieme alle valli di Gardena e Badia in Alto Adige e alla valle di Livinallongo e parte della conca ampezzana in Veneto), dove tuttora si parla la lingua ladina (più precisamente il ladino dolomitico).

La val di Fassa è collegata alle altre valli dolomitiche attraverso la Strada statale 48 delle Dolomiti (a sud con la Val di Fiemme) e con numerosi valichi: il passo San Pellegrino collega Moena con la valle del Biois (BL), il passo Fedaia collega con Rocca Pietore, il passo di Costalunga connette Vigo di Fassa con la val d’Ega (Alto Adige), mentre da Canazei è possibile raggiungere Livinallongo (BL) tramite il passo Pordoi e la val Gardena (BZ) tramite il passo Sella.

Le attività che si svolgono in valle sono legate principalmente al turismo, sia estivo che invernale. Le località sciistiche della valle fanno parte del consorzio Dolomiti Superski, il più esteso al mondo. Le aree sciistiche della valle sono le seguenti:

Catinaccio-Rosengarten, presso Vigo e Pera di Fassa.
Buffaure, presso Pozza, collegata poi verso il Ciampac di Alba di Canazei.
Belvedere/Col Rodella di Canazei/Campitello, di notevoli dimensioni, collegata con val Gardena (BZ) e Arabba-Marmolada (BL). Da qui si può partecipare al giro del dolomitico Gruppo del Sella, chiamato Sellaronda.
Tre Valli presso Moena e passo San Pellegrino-Falcade (BL).
Per quanto riguarda il turismo estivo, è possibile utilizzare i mezzi di risalita invernali per raggiungere i punti di accesso più comodi per numerose escursioni, caratterizzate da laghi alpini, boschi e pareti rocciose.

Nella valle è molto forte la tradizione popolare, legata alla cultura ladina. In valle sono conosciute favole, leggende e racconti popolari legate ai maestosi monti che le fanno da contorno. È celebre quella di Ciambolpìn, il pastore innamorato nativo del lago di Fedàia, presso la Marmolada, rimasto stregato dalla fata Kelina. A Vigo di Fassa, centro amministrativo della valle, hanno sede l’Istituto Culturale Ladino Majon di fascegn e il museo ladino di Fassa. In ogni paese c’è una chiesa dall’architettura caratteristica della zona trentina e del vicino Alto Adige.

I comuni che ne fanno parte sono, da sud a nord, Moena, Soraga, Vigo di Fassa, Pozza di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa e Canazei.

Val di Fassa. (24 giugno 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 14 settembre 2017, 12:20 da it.wikipedia.org

Immagine | Visit Trentino

Avio – Vallagarina

Avio - Vallagarina

Avio - Vallagarina

Avio (Avi in dialetto trentino) è un comune italiano di 4117 abitanti della provincia di Trento.

Avio dista circa 50 chilometri da Trento in direzione sud rispetto al capoluogo. Il comune fa parte della Vallagarina ed è attraversato dal fiume Adige. È confinante a sud con la provincia di Verona; confina a nord con il comune trentino di Ala. Il comune si trova in una valle pianeggiante limitata ad ovest dal Monte Baldo e ad est dai Monti Lessini.

Nel XIII secolo ad Avio viene formata la signoria dei Castelbarco che nel 1198 vengono investiti del castello. Essi tendono ben presto ad accumulare potere e ricchezze nella valle. Alla morte senza discendenti di Ettore Castelbarco, il vicariato di Avio, insieme a quelli di Ala e Brentonico, passano sotto il dominio della repubblica di Venezia. Questo fatto viene salutato in modo molto positivo da entrambe le parti: se i veneziani avevano bisogno di una base per espandersi a nord, gli abitanti della zona ottennero una certa autonomia che produsse un periodo d’oro.5] Fino al 1918 il comune rappresentava l’avamposto più meridionale del Tirolo storico, provincia dell’Austria Ungheria, e sia per la vicinanza che per la mancanza di un forte militare (non ancora ultimato)fu di facile conquista da parte dell’esercito italiano.

È zona di produzione di numerosi vini, tra i quali il Pinot Grigio, lo Chardonnay, il Marzemino e l’Enantio, quest’ultimo autoctono della zona. Avio è inserito nel consorzio TerraDeiForti. Inoltre hanno grossa rilevanza i settori dell’allevamento e della produzione di formaggi.

Avio. (1 luglio 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 12 luglio 2018, 15:24 da it.wikipedia.org

Immagine | Smaniotto.eu

Torbole – Lago di Garda

Torbole - Lago di Garda
Circolo Vela Torbole - Lago di Garda
Circolo Vela Torbole

Torbole - Lago di Garda

Nago-Torbole (Nach e Tùrbule in dialetto gardesano; Nach e Torbol in dialetto trentino) è un comune italiano sparso di 2 819 abitanti della provincia autonoma di Trento. Il suo territorio si estende dai 63 metri sul livello del mare fino ai 2 078 metri della cima del monte Altissimo di Nago. Fa parte della comunità di valle Alto Garda e Ledro.

Prende il nome dai principali centri abitati, molto vicini e di dimensioni simili: Nago (222 m s.l.m) si trova alle pendici del Monte Altissimo, Torbole (sede municipale) in riva al lago di Garda.

Torbole è situata nell’angolo nord-orientale del lago di Garda e comprende la foce del fiume Sarca, suo immissario. Ad est si eleva la catena del Baldo, con il Monte Altissimo. Nel retroterra a nord si estende una piana di circa 7 chilometri che include Arco. La strada statale 249 Gardesana Orientale diretta ad ovest costeggia il lago e congiunge Torbole con Riva del Garda diviso dal monte Brione.

Grazie alla protezione delle montagne alle spalle e l’azione termoregolatrice del lago, l’intera piana gode di un microclima di tipo mediterraneo. Per questo Goethe la chiamava la terra dove fioriscono i limoni.

L’attività turistica dell’Alto Garda si basa anche sulla completa affidabilità dei venti della zona, presenti tutti i giorni dell’anno e particolarmente apprezzati dagli appassionati di windsurf.

Economia di pescatori fino agli anni venti, Torbole ha iniziato a lanciarsi nel turismo già dall’inizio del Novecento allorché la sponda nord del lago di Garda era ancora sotto la bandiera della monarchia d’Austria. Ma fu il dopoguerra a portare l’abbandono dell’economia tradizionale legata all’agricoltura e alla pesca e l’ingresso nell’impresa turistica di gran parte della popolazione. Ancora fiorenti sono le attività artigianali.

Torbole è piuttosto apprezzata per la balneazione e per gli sport d’acque interne, grazie al vento forte e costante. Attorno a Nago sono invece disponibili tracciati per mountain bike e pareti per il free climbing, oltre ai normali tracciati escursionistici sul Monte Baldo, ancora praticamente vergine su questo versante.

Il Circolo Vela Torbole nasce nel 1964 e conta attualmente 180 soci. È uno dei più importanti a livello nazionale e conosciuti d’Europa. Le sue regate ospitano di norma campioni e squadre nazionali a livello internazionale.

Il Circolo Surf Torbole viene fondato nel 1979 e conta attualmente 250 soci, fra cui anche la campionessa olimpica Alessandra Sensini. Tra le manifestazioni nazionali ed internazionali ospitate, si ricordano soprattutto tre edizioni dei mondiali (1988, 1992 e 2006).

Fonte wikipedia

Immagine | Meteo Garda e Meteo System

Col Rodella

Col Rodella

Col Rodella Sud

Col Rodella Nord

Col Rodella - Vista sul Sella e sul Pordoi
Col Rodella – Vista sul Sella e sul Pordoi

Il Col Rodella (Col Rodela in ladino) è un rilievo appartenente alla Val di Fassa, nel cuore delle Dolomiti, situato nel gruppo montuoso del Sassopiatto (in ladino Sas Piat e in tedesco Plattkofel).

Il colle è considerato uno dei terrazzi panoramici più belli per ammirare i gruppi montuosi della Val di Fassa.

La sua imponente mole sovrasta di mille metri il comune di Campitello di Fassa, collegato al paese per mezzo della funivia omonima. È possibile raggiungere il rilievo a piedi partendo da Campitello, Canazei o dalla più veloce strada non asfaltata partente dal Passo Sella. Sul Col Rodella si trova anche una piccola via ferrata adatta soprattutto ai principianti che vogliono intraprendere questo sport.

Dal rilievo è possibile raggiungere in poco tempo il Sassopiatto e il Sassolungo; in poche ore si raggiunge il Gruppo del Sella dal Passo Sella e il Catinaccio (Rosengarten in Tedesco) attraverso la Val Duron.

Col Rodella. (21 settembre 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 17 luglio 2018, 12:18 da it.wikipedia.org

Immagine | Meteotrentino