Jesolo – Viste sulla spiaggia

Jesolo - Viste sulla spiaggia

Jesolo - Viste sulla spiaggia

Jesolo - Viste sulla spiaggia

Jesolo - Viste sulla spiaggia

Jesolo - Viste sulla spiaggia

Jesolo, o con la grafia Iesolo (Jèxoło in veneto), è un comune italiano di 26 147 abitanti della città metropolitana di Venezia in Veneto.

La storia di Jesolo è strettamente legata a quella di Venezia, in quanto erede della antica città lagunare di Equilio, una delle fondatrici della lega lagunare che avrebbe poi portato alla nascita di Venezia.

Il territorio si estende lungo la costa veneziana, su un territorio pianeggiante affacciato sul mare Adriatico e orlato dalla laguna di (22 km²), dai fiumi Sile e Piave, e alle foci di questo dall’antistante laguna del Mort. La valle di Dragojesolo è, insieme con quella di Grassabò, la più estesa della laguna Nord di Venezia. La fascia costiera è bassa e sabbiosa, costituita da una ininterrotta spiaggia lunga circa 12 chilometri e di ampiezza variabile tra i 30 e i 100 metri.

La stragrande maggioranza delle aree urbanizzate della città si trovano su una sorta di “isola”, delimitata dai fiumi: Piave nuovo (a est), Piave Vecchio a ovest con le acque del Sile da Caposile e nel letto del vecchio Piave, e dal canale artificiale Cavetta, che parte dal centro di Jesolo paese e si inoltra verso Cortellazzo.

A partire dalla seconda metà degli anni novanta, l’amministrazione comunale, ha lanciato un ambizioso programma di rilancio urbanistico, comunemente noto come “Master Plan”, realizzato da Kenzō Tange.

A partire dal 2000 molti alberghi sono stati riconvertiti in residence e moltissime aree, prima ad uso agricolo, sono state convertite ad uso residenziale, permettendo così la costruzione di decine di nuove strutture ricettive a bassa densità (villaggi turistici), o in alcuni casi ad alta densità, con una verticalizzazione degli edifici (“torri”) senza precedenti nelle altre località del Veneto.

Tra i progetti più ambiziosi sono da segnalare il campo da golf a 18 buche, la nuova grande darsena turistica e la “città della musica” X-Site, un enorme complesso edilizio comprendente discoteche e ristoranti etnici.

Se tutti i progetti attualmente approvati (o di prossima approvazione) vedranno la luce, lo skyline della costa (Lido di Jesolo) cambierà radicalmente, avviando una verticalizzazione urbana che non trova altri riscontri in località similari italiane.

Jesolo. (17 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 5 aprile 2017, 07:58 da it.wikipedia.org

Immagini | Iesolo Webcam

Termoli – Circolo della Vela di Rio Vivo

Termoli - Circolo della Vela di Rio Vivo

Termoli (Térmele in dialetto molisano) è un comune italiano di 33 657 abitanti[2] della provincia di Campobasso in Molise.

Per popolazione è il secondo della provincia e della regione dopo Campobasso. Si caratterizza per la presenza di un promontorio sul quale sorge l’antico borgo marinaro, delimitato da un muraglione che cade a picco sul mare. La città si estende oggi sulla costa e verso l’interno, ma il suo centro propulsore è il promontorio sul mare Adriatico, sede del caratteristico Borgo Antico, topograficamente diviso dal resto della città dalle mura di contenimento e dal castello.

La città si affaccia sul mare Adriatico ed ha un’altezza che va dai 0 ai 178 m sul livello del mare. La città è situata nella zona altimetrica della collina litoranea ed è classificata a basso rischio sismico. Geograficamente gran parte del territorio si colloca tra il fiume Biferno (a sud) e il torrente Sinarca (a nord) entrambi a carattere torrentizio; la parte storica della città si sviluppa sul piccolo promontorio-penisola a ridosso del mare ma la città moderna trova il suo ampliamento nella zona dell’entroterra in particolar modo nei quartieri-satellite.

Nella città di Termoli si incrociano il 42º parallelo Nord e il 15º meridiano Est; quest’ultimo è il meridiano centrale del fuso orario (UTC+1 o Central European Time) di Berlino, Parigi e Roma (Europa centro-occidentale) che di fatto determina l’ora del fuso stesso (chiamata infatti l’ora di Termoli). Il meridiano è denominato Termoli-Etna e questo fa della città adriatica una “Greenwich” italiana. L’incrocio tra le due linee immaginarie avviene sulla spiaggia di Rio Vivo o più precisamente presso la marina di San Pietro, a pochi passi dal luogo dove fino a poco tempo fa era situato un trabucco in disuso (Trabucco di Bricche). I calcoli più datati situavano invece il punto di incrocio in corrispondenza di un’antica torretta semi-distrutta che si trova sempre sulla strada di Rio Vivo. Un bassorilievo ricorda tale luogo. Si può notare come il trasferimento della carovana del Giro d’Italia 2011 seguì idealmente tale meridiano: la tappa siciliana si concluse sul Mongibello, e quella molisana ripartì dalla città adriatica.

Termoli. (28 febbraio 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 14 marzo 2017, 10:21 da it.wikipedia.org

Il porto di Termoli (III classe), è un porto passeggeri, peschereccio e turistico per diporto del Mar Adriatico, situato nel comune di Termoli in provincia di Campobasso.

L’infrastruttura è caratterizzata dalla presenza di tre moli: quelli sud della marina di San Pietro adibiti a porticciolo turistico e quello nord (lungo circa 1.200 m), ospita i cantieri navali di Termoli (CNT), attualmente gravati da una crisi societaria. La banchina tra il molo sud e il braccio ospita, come la prima parte del braccio portuale stesso, il porto peschereccio e i mezzi della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza mentre la seconda parte del braccio accoglie le navi passeggeri dirette alle Isole Tremiti, con cui i collegamenti sono garantiti tutto l’anno. La banchina antistante l’area dei Cantieri Navali Termoli (molo sud-est) ha attualmente una destinazione ad uso promiscuo con ormeggio di navi in disarmo e pescherecci in transito vista l’impossibilità di attivare traffici commerciali.

Porto di Termoli. (5 gennaio 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 14 marzo 2017, 10:21 da it.wikipedia.org

Immagine | Meteo in Molise

Madagascar – Andilana Beach Resort

Madagascar - Andilana Beach Resort

Vista sulla piscina
Madagascar - Andilana Beach Resort - Piscina

Vista sulla spiaggia
Madagascar - Andilana Beach Resort - Spiaggia

Lo Andilana Beach Resort è posizionato sull’Isola di Nosy Be.

Nosy Be o Nossi-bé è un’isola poco al largo della costa nordoccidentale del Madagascar. Appartiene alla provincia di Antsiranana, e conta 60.000 abitanti.

In lingua malgascia, “nosy be” significa “grande isola”. Storicamente, all’isola furono attribuiti diversi nomi nel corso dei secoli. All’inizio del periodo coloniale, nel XVII secolo, l’isola veniva chiamata Assada. Nomi malgasci alternativi sono Nosy Manitra (“isola profumata”) o Antsirambazaha.

I primi abitanti di Nosy Be erano di etnia Sakalava; in seguito giunsero sull’isola piccoli gruppi di Antankarana, Zafinofotsy, abitanti delle Comore, indiani e Antandroy. Fu annessa al regno di Radama intorno al 1837.

Nosy Be è uno dei poli turistici principali del Madagascar. Altra risorsa importante è l’agricoltura: vi si coltivano, fra l’altro, caffè, cacao, vaniglia, cannella e ylang-ylang, da cui si estrae un’essenza usata nell’industria dei profumi (proprio da queste coltivazioni derivava il nome “isola profumata”). Fino a pochi anni fa, si coltivava anche canna da zucchero.

Nosy Be è un’isola vulcanica, situata alla latitudine sud 13° 21′ e longitudine est 40° 21′, a circa 8 km dalla costa del Madagascar, nel canale di Mozambico. Ha un’area complessiva di 300 km² e il punto più alto, costituito dal monte Lokobe, è 450 m s.l.m. Il capoluogo dell’isola è la città di Andoany, nota nel periodo coloniale come Hell-Ville, dal nome dell’ammiraglio francese Anne Chrétien Louis de Hell.

È circondata da un arcipelago di altre isole minori fra cui Nosy Komba (celebre per i lemuri macaco), Nosy Sakatia, Nosy Tanikely, Nosy Mitsio, Nosy Raty, Nosy Fanihy, Nosy Faly, Nosy Mamoko e Nosy Iranja, nonché numerosi isolotti disabitati come Nosy Kivongy, Nosy Antsoha e Nosy Ankazoberavina[1].

Sull’isola di Nosy Be ci sono undici laghi vulcanici, che costituiscono un’importante risorsa d’acqua per la coltivazione e un ottimo habitat per i coccodrilli. Il paesaggio è molto vario e dominato da grandi colline e rilievi minori, come il già menzionato Lokobe e il monte Passot (350 m). La costa è frastagliata e ricca di insenature e piccole baie.

Il clima di Nosy Be è ideale per il turismo. 27 gradi di media con percentuali molto basse di umidità. Il Massiccio di Tsaratanana protegge l’isola dai forti venti di nord est che colpiscono il Madagascar in agosto, e le acque del canale di Mozambico sono calde in tutte le stagioni dell’anno. In estate (dicembre, gennaio e febbraio e marzo) l’umidità è elevata a causa delle piogge notturne e del caldo del giorno; nello stesso periodo l’isola, soprattutto la costa orientale, può essere interessata dal passaggio di cicloni.

L’isola ospita la Riserva naturale di Lokobe, una delle cinque riserve naturali integrali del Madagascar, che protegge quanto rimane della foresta pluviale tropicale che un tempo ricopriva interamente l’isola.

Nosy Be. (30 agosto 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 15 settembre 2016, 14:09 da it.wikipedia.org

Immagine Andilana Beach Resort | Andilana Resort

Marotta di Fano – Vista sulla spiaggia

Marotta di Fano - Vista sulla spiaggia

Marotta è una località balneare abitata da 11.659 abitanti situata nella provincia di Pesaro e Urbino il cui territorio è ripartito in due comuni: Mondolfo e, per una piccola parte, San Costanzo. La spiaggia di Marotta rientra tra quelle che hanno ottenuto la Bandiera Blu d’Europa.

A nord-ovest confina con la località di Ponte Sasso (comune di Fano), a sud-est con la località di Cesano (comune di Senigallia), a sud-ovest con le città di Mondolfo e San Costanzo e a nord-est è bagnata dal mar Adriatico per tutti i suoi 5 km di lunghezza. A sud-est il fiume Cesano segna il confine tra la provincia di Pesaro-Urbino e la provincia di Ancona. Lungo il litorale si alternano zone di spiaggia sabbiosa e spiaggia rocciosa, mentre il fondale è uniformemente sabbioso.

L’origine del nome Marotta si fa risalire al latino Mala Rupta o Mauri Rupta. Infatti secondo alcuni storici, a differenza di quanto sostenuto sino ad ora, nel 207 a.C. la battaglia tra Roma e Cartagine durante la seconda guerra punica che vide la sconfitta dell’esercito cartaginese e la morte di Asdrubale Barca, sarebbe stata combattuta nella vallata del Cesano anziché su quella del Metauro.

Marotta e Mondolfo passarono quasi indenni la Prima guerra mondiale, nonostante le perdite dei giovani chiamati in leva o per qualche sporadico bombardamento dalle navi austriache al largo. Il 17 novembre 1917 a seguito di un fortunale affonda a Marina di Montemarciano il pontone armato Cappellini, mentre si arena sul lido di Marotta il pontone armato Faà di Bruno della Regia Marina ritirati dal fronte marittimo di Monfalcone in seguito ai fatti di Caporetto per essere portati nel porto di Ancona. L’equipaggio del pontone armato Faà di Bruno si salva per l’intervento generoso di undici coraggiose ragazze del luogo premiate poi con la medaglia di bronzo al merito della Marina.

Marotta. (25 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 27 marzo 2017, 08:50 da it.wikipedia.org

Immagine | Hotel Imperia