Bergeggi e Isola di Bergeggi

Bergeggi - Vista verso ponente
Vista verso ponente
Bergeggi - Vista su Capo Noli
Vista su Capo Noli
Bergeggi - Vista sull Isola di Bergeggi
Vista sull Isola di Bergeggi
Bergeggi - Vista Sud verso la Corsica
Vista Sud verso la Corsica

Bergéggi (Berzezi in ligure) è un comune italiano di 1.129 abitanti della provincia di Savona in Liguria.

Il borgo storico di Bergeggi è situato in prossimità della costa della Riviera delle Palme, a circa 110 m di altitudine, alle pendici del monte Sant’Elena (347 m s.l.m.) dove viottoli permettono di scendere verso la passeggiata a mare e quindi il litorale.

Con Legge Regionale n. 10 del 27 febbraio 1985 è stata istituita la Riserva naturale regionale di Bergeggi che comprende l’Isola di Bergeggi e la linea di costa che le sta di fronte, mentre dal 2007 è stata istituita un’area marina protetta.

Bergeggi. (16 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 11 aprile 2017, 12:43 da it.wikipedia.org

L’Isola di Bergeggi o di Sant’Eugenio è un isolotto situato nei pressi della costa ligure, nella Riviera di Ponente, di fronte al comune di Bergeggi. L’estremità del piccolo promontorio di Punta Predani dista dall’isola circa 280 metri.

L’isola, che fa parte della Riserva naturale regionale, ha una costa rocciosa medio-alta, che si erge sul mare fino a 53 metri di altezza.

L’ambiente naturale include frammenti di macchia mediterranea. Sulle rocce bagnate dalle onde si trovano il finocchio di mare e Limonium cordatum, oltre ad altre specie quali la Campanula sabatia e l’Euphorbia dendroides.

La zona marina circostante l’isola era stata inserita tra le aree per le quali sarebbe stata istituita un’area marina protetta, per via delle caratteristiche dei fondali dal punto di vista biologico: il Decreto ministeriale del 7 maggio 2007 ha reso effettiva l’istituzione dell’Area marina protetta.

L’isola presenta segni di insediamento umano, nella fattispecie di popolazioni liguri risalenti a epoca pre-romana. Sulla sommità vi è situata una torre di avvistamento a base circolare e i resti di una chiesa del IV secolo dedicata al santo di origine africana Eugenio.

L’isolotto è stato infatti noto anche come “isola di sant’Eugenio”. Nel corso dei secoli e, a seconda di chi abitava nei borghi vicini, è stato chiamato come “Isoletta di Liguria”, “Isola di Spotorno”, “Isola di Noli” e, nome che ha poi prevalso, “Isola di Bergeggi”.

Attualmente la situazione dell’isola rimane instabile. La popolazione di Gabbiano è aumentata spropositatamente riflettendosi sulle caratteristiche chimico-fisiche del suolo e quindi sulla flora dell’isola. Partendo da dati storici ottenuti nel 1907 si è potuto constatare che la biodiversità floristica ha subito una notevole perdita di oltre il 60%.

Isola di Bergeggi. (25 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 11 aprile 2017, 12:45 da it.wikipedia.org

Immagine | Pro Loco

Marina di Carrara – Bagno Paradiso

Marina di Carrara - Bagno Paradiso

Marina di Carrara - Bagno Paradiso

Marina di Carrara è una località balneare della costa apuana, frazione del comune di Carrara, nota come località di villeggiatura e per la fiera annuale Marmotec. La frazione fa parte di un agglomerato urbano intervallato da pinete e parchi, che si estende senza soluzione di continuità tra il mare e il centro di Avenza, dove si trova la stazione ferroviaria di Carrara-Avenza, mentre a ovest si salda alla località ligure di Marinella di Sarzana.
Marina di Carrara, in passato conosciuta come Marina di Avenza, nacque per volontà del Duca di Modena Francesco III. I primi tentativi di costruire un sicuro scalo alla Marina di Avenza risalgono al XVIII secolo e furono compiuti dagli Estensi, che incaricarono delle rilevazioni e del progetto l’inglese ing. Aschenden, inviato direttamente dal Governo Britannico al quale Francesco III aveva chiesto finanziamenti.

Gli avversi eventi storici non permisero la realizzazione dell’opera, ma i Duchi di Modena non desisterono dal tentativo di vitalizzare il litorale carrarese nel quale essi avevano il solo sbocco al mare; nel 1833 il governo fece predisporre una sommaria lottizzazione della zona litoranea ed assegnò, gratuitamente, i terreni fabbricabili.

Malgrado queste «incentivazioni», però, lo sviluppo demografico ristagnava ed altrettanto avveniva per le strutture necessarie all’imbarco dei marmi: la piccola flotta estense continuava ad essere senza un porto e senza un attracco sufficientemente sicuro.

Fu un inglese, l’industriale Guglielmo Walton, attivo per moltissimi anni a Carrara, che nel 1851 fece progettare e costruire la prima grande struttura pre-portuale: un lungo pontile caricatore che permetteva, finalmente, l’attracco abbastanza agevole delle navi. L’intensificazione dei traffici favorì, naturalmente, anche lo sviluppo demografico: un segno delle nuove esigenze legate a questo aspetto della realtà fu la costruzione di una grande chiesa parrocchiale, iniziata nel 1857 ed ultimata molti anni dopo.

Marina di Carrara. (16 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 6 aprile 2017, 13:24 da it.wikipedia.org

Immagine Marina di Carrara – Bagno Paradiso | bagnoparadiso.com

Jesolo – Viste sulla spiaggia

Jesolo - Viste sulla spiaggia

Jesolo - Viste sulla spiaggia

Jesolo - Viste sulla spiaggia

Jesolo - Viste sulla spiaggia

Jesolo - Viste sulla spiaggia

Jesolo, o con la grafia Iesolo (Jèxoło in veneto), è un comune italiano di 26 147 abitanti della città metropolitana di Venezia in Veneto.

La storia di Jesolo è strettamente legata a quella di Venezia, in quanto erede della antica città lagunare di Equilio, una delle fondatrici della lega lagunare che avrebbe poi portato alla nascita di Venezia.

Il territorio si estende lungo la costa veneziana, su un territorio pianeggiante affacciato sul mare Adriatico e orlato dalla laguna di (22 km²), dai fiumi Sile e Piave, e alle foci di questo dall’antistante laguna del Mort. La valle di Dragojesolo è, insieme con quella di Grassabò, la più estesa della laguna Nord di Venezia. La fascia costiera è bassa e sabbiosa, costituita da una ininterrotta spiaggia lunga circa 12 chilometri e di ampiezza variabile tra i 30 e i 100 metri.

La stragrande maggioranza delle aree urbanizzate della città si trovano su una sorta di “isola”, delimitata dai fiumi: Piave nuovo (a est), Piave Vecchio a ovest con le acque del Sile da Caposile e nel letto del vecchio Piave, e dal canale artificiale Cavetta, che parte dal centro di Jesolo paese e si inoltra verso Cortellazzo.

A partire dalla seconda metà degli anni novanta, l’amministrazione comunale, ha lanciato un ambizioso programma di rilancio urbanistico, comunemente noto come “Master Plan”, realizzato da Kenzō Tange.

A partire dal 2000 molti alberghi sono stati riconvertiti in residence e moltissime aree, prima ad uso agricolo, sono state convertite ad uso residenziale, permettendo così la costruzione di decine di nuove strutture ricettive a bassa densità (villaggi turistici), o in alcuni casi ad alta densità, con una verticalizzazione degli edifici (“torri”) senza precedenti nelle altre località del Veneto.

Tra i progetti più ambiziosi sono da segnalare il campo da golf a 18 buche, la nuova grande darsena turistica e la “città della musica” X-Site, un enorme complesso edilizio comprendente discoteche e ristoranti etnici.

Se tutti i progetti attualmente approvati (o di prossima approvazione) vedranno la luce, lo skyline della costa (Lido di Jesolo) cambierà radicalmente, avviando una verticalizzazione urbana che non trova altri riscontri in località similari italiane.

Jesolo. (17 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 5 aprile 2017, 07:58 da it.wikipedia.org

Immagini | Iesolo Webcam

Porto di Andora

Porto di Andora

Porto di Andora

Andora (Andȍa, “Andȍ(r)a, o Andȍra, in ligure) è un comune italiano di 7.552 abitanti della provincia di Savona in Liguria.

Andora è situata nella parte più occidentale della Riviera delle Palme, al confine amministrativo con la provincia di Imperia, tra le insenature di Capo Mele (a levante) e Capo Mimosa (a ponente), alla foce del torrente Merula che l’attraversa. I suoi vasti arenili sono considerati tra i più belli del ponente ligure e si estendono per quasi 2 km di lunghezza. Lungo la costa si sviluppa la località di Marina di Andora.

L’economia andorese si basa principalmente sul turismo balneare; questo grazie al fatto che la località può contare su uno dei più vasti arenili in sabbia della Riviera di Ponente grazie alla costruzione del porto turistico.

Durante la stagione estiva la popolazione giunge a toccare circa dai settantamila ai centomila abitanti, data la presenza di numerosissime ville e seconde case.

I maggiori flussi turistici si hanno nel bacino di utenza proveniente dal Piemonte, dalla Valle d’Aosta e dalla Lombardia.

Andora è dotata di uno degli approdi turistici più importanti della Liguria: il porto turistico “Marina di Andora” che dispone di 800 posti barca (il 5º porto turistico per grandezza della regione dopo Lavagna, Imperia, Sanremo e Marina degli Aregai). Il porto si trova a levante vicino al promontorio di Capo Mele.

Andora. (21 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 5 aprile 2017, 07:42 da it.wikipedia.org

Immagine Porto di Andora | portodiandora.it

Sulzano – Vista sul Lago d’Iseo

Sulzano - Vista sul Lago d'Iseo

Sulzano (Sülsà in dialetto bresciano) è un comune italiano di 1.926 abitanti della provincia di Brescia, in Lombardia. Situato sulla sponda est del Lago d’Iseo, è principalmente conosciuto per il collegamento con Monte Isola. Nel Giugno 2016 Sulzano è stato al centro dell’attenzione mondiale per aver ospitato l’opera d’arte The Floating Piers, un pontile galleggiante color giallo dalia che univa Sulzano a Monte Isola. La conformazione di Sulzano offre scenari molto vari, dalle spiaggette, al borgo antico, dalla montagna con boschi incontaminati ai punti panoramici da cui ammirare il Sebino e la pianura padana dall’alto. Sulzano è attraversato da due torrenti: il “Mesagolo”, più piccolo, verso nord ed il “Calchere” poco più corposo, formato da due rami che si uniscono in località S.Fermo.

In epoca romana, il centro principale era Martignago, mentre Sulzano ebbe origine da uno scalo lacustre.

Dopo la seconda guerra d’indipendenza entrò a far parte del regno di Sardegna (dal 1861, Regno d’Italia all’interno del mandamento IX di Iseo a sua a volta appartenente al Circondario I della provincia di Brescia.

A seguito del RD 18 ottobre 1927, n. 2017, la municipalità fu soppressa e il territorio fu aggregato al vicino comune di Sale Marasino. Nel 1947 essa fu ricostituita con decreto legislativo del capo provvisorio dello stato 610/1947.

Sulzano. (27 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 5 aprile 2017, 07:28 da it.wikipedia.org

Immagine Sulzano – Vista sul Lago d’Iseo | Skyline

Cervino – Plateau Rosa

Cervino - Plateau Rosa

Cervino - Plateau Rosa

Plateau Rosa (pronunciato Plató Rosà) è un ghiacciaio che si trova nel Vallese svizzero sulle Alpi Pennine appena oltre il confine italo-svizzero.

Il nome deriva dal francese “plateau”, pianoro, e dal patois valdostano “rosà”, che significa “ghiacciato”, secondo la stessa etimologia del Monte Rosa (“Rouésa” in patois valdostano significa “ghiaccio”).

Superbo è il panorama che si gode dal Plateau Rosa sul vicino Cervino e sul gruppo del Monte Rosa. È particolarmente importante perché è stato attrezzato per lo sci estivo.

Si presenta come un pianoro perennemente ghiacciato delimitato a nord dal Piccolo Cervino (in tedesco Klein Matterhorn – 3.883 m), ad est dal Breithorn Occidentale (4.165 m), a sud dalla Gobba di Rollin (3.899 m) e ad ovest dalla Testa Grigia (3.480 m) e dal Colle del Teodulo (3.290 m).

Il Plateau è raggiunto dalla funivia del Plateau Rosa sul versante italiano; nella parte svizzera è raggiunto dagli skilift ad ancora che partono dal Trockener Steg e dalla funivia del Piccolo Cervino.

I primi ad arrivare sul ghiacciaio con degli impianti di risalita furono gli italiani, con l’apertura nel 1938 della prima funivia da Cervinia. Negli anni sessanta e settanta alcuni skilift gestiti dalla Cervino S.p.A. consentivano di praticare lo sci estivo sul ghiacciaio. Successivamente il ghiacciaio venne raggiunto anche dagli impianti di Zermatt e gli skilift, essendo in territorio elvetico, passarono in gestione agli svizzeri: ancora oggi diversi impianti percorrono il ghiacciaio e per utilizzarli occorre uno skipass internazionale.

Dal versante italiano il punto di partenza è Breuil-Cervinia (2.025 m) ed il punto di arrivo principale è la vetta Testa Grigia (3.480 m).
Dal versante svizzero il punto di partenza è Zermatt (1.616 m) ed il punto di arrivo principale è il Piccolo Cervino (3.883 m). La funivia che arriva al Piccolo Cervino è, in Europa, quella che arriva a maggiore altezza. Inoltre, una sciovia, aperta solamente nel periodo estivo, arriva alla Gobba di Rollin (3.899 m).

Nei pressi dell’arrivo della funivia del Piccolo Cervino è visitabile tutto l’anno al costo di 8 CHF il Palazzo di Ghiaccio’: una serie di grotte scavate a 15 metri di profondità nel ghiacciaio, dove sono presenti alcune sculture di ghiaccio e neve e schede informative sulla glaciologia.

Vi si trova il rifugio Guide del Cervino oltre al posto di polizia di frontiera e doganale italiano e svizzero, alla stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare e al Laboratorio del CNR. Quest’ultimo è stato attrezzato da RSE per il monitoraggio dei gas serra.

Plateau Rosa. (23 settembre 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 31 marzo 2017, 09:08 da it.wikipedia.org

Immagine Cervino – Plateau Rosa | Cervinia.it

Termoli – Circolo della Vela di Rio Vivo

Termoli - Circolo della Vela di Rio Vivo

Termoli (Térmele in dialetto molisano) è un comune italiano di 33 657 abitanti[2] della provincia di Campobasso in Molise.

Per popolazione è il secondo della provincia e della regione dopo Campobasso. Si caratterizza per la presenza di un promontorio sul quale sorge l’antico borgo marinaro, delimitato da un muraglione che cade a picco sul mare. La città si estende oggi sulla costa e verso l’interno, ma il suo centro propulsore è il promontorio sul mare Adriatico, sede del caratteristico Borgo Antico, topograficamente diviso dal resto della città dalle mura di contenimento e dal castello.

La città si affaccia sul mare Adriatico ed ha un’altezza che va dai 0 ai 178 m sul livello del mare. La città è situata nella zona altimetrica della collina litoranea ed è classificata a basso rischio sismico. Geograficamente gran parte del territorio si colloca tra il fiume Biferno (a sud) e il torrente Sinarca (a nord) entrambi a carattere torrentizio; la parte storica della città si sviluppa sul piccolo promontorio-penisola a ridosso del mare ma la città moderna trova il suo ampliamento nella zona dell’entroterra in particolar modo nei quartieri-satellite.

Nella città di Termoli si incrociano il 42º parallelo Nord e il 15º meridiano Est; quest’ultimo è il meridiano centrale del fuso orario (UTC+1 o Central European Time) di Berlino, Parigi e Roma (Europa centro-occidentale) che di fatto determina l’ora del fuso stesso (chiamata infatti l’ora di Termoli). Il meridiano è denominato Termoli-Etna e questo fa della città adriatica una “Greenwich” italiana. L’incrocio tra le due linee immaginarie avviene sulla spiaggia di Rio Vivo o più precisamente presso la marina di San Pietro, a pochi passi dal luogo dove fino a poco tempo fa era situato un trabucco in disuso (Trabucco di Bricche). I calcoli più datati situavano invece il punto di incrocio in corrispondenza di un’antica torretta semi-distrutta che si trova sempre sulla strada di Rio Vivo. Un bassorilievo ricorda tale luogo. Si può notare come il trasferimento della carovana del Giro d’Italia 2011 seguì idealmente tale meridiano: la tappa siciliana si concluse sul Mongibello, e quella molisana ripartì dalla città adriatica.

Termoli. (28 febbraio 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 14 marzo 2017, 10:21 da it.wikipedia.org

Il porto di Termoli (III classe), è un porto passeggeri, peschereccio e turistico per diporto del Mar Adriatico, situato nel comune di Termoli in provincia di Campobasso.

L’infrastruttura è caratterizzata dalla presenza di tre moli: quelli sud della marina di San Pietro adibiti a porticciolo turistico e quello nord (lungo circa 1.200 m), ospita i cantieri navali di Termoli (CNT), attualmente gravati da una crisi societaria. La banchina tra il molo sud e il braccio ospita, come la prima parte del braccio portuale stesso, il porto peschereccio e i mezzi della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza mentre la seconda parte del braccio accoglie le navi passeggeri dirette alle Isole Tremiti, con cui i collegamenti sono garantiti tutto l’anno. La banchina antistante l’area dei Cantieri Navali Termoli (molo sud-est) ha attualmente una destinazione ad uso promiscuo con ormeggio di navi in disarmo e pescherecci in transito vista l’impossibilità di attivare traffici commerciali.

Porto di Termoli. (5 gennaio 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 14 marzo 2017, 10:21 da it.wikipedia.org

Immagine | Meteo in Molise

Monte Civetta – Vista da Canale d’Agordo

Monte Civetta - Vista da Canale d'Agordo

Monte Civetta - Vista da Canale d'Agordo

Il Civetta (El Zuìta in ladino veneto) è un gruppo montuoso appartenente alle Dolomiti, situato in Provincia di Belluno.

Separa la Val di Zoldo dall’Agordino e fa da cornice al caratteristico paesino di Alleghe.

Nel lato a nord-ovest è caratterizzata da un’impressionante parete verticale con un dislivello di più di 1000 metri ed una lunghezza di circa 4 km, tra la “cima Su Alto” e la “Torre Coldai”. È chiamata nell’ambiente alpinistico “la parete delle pareti”, sulla quale scorrono alcune famosissime vie, tra le quali la Solleder-Lettembauer, la Philip-Flamm, la via dei 5 di Valmadrera e altri itinerari di elevata difficoltà alpinistica.

A 200 metri dalla vetta, sul più pacato lato zoldano, sorge il piccolo rifugio Torrani. A nord del gruppo, presso il monte Coldai vi è il Rifugio Sonino al Coldai, al centro, sul versante alleghese, il rifugio Tissi mentre all’altro estremo è localizzato il rifugio Vazzoler.

Il Civetta è citato per la prima volta in un documento del 1665 come Zuita, mentre viene riportato nella cartografia ufficiale a partire dal 1774.

L’origine del nome è stata a lungo discussa. Prevalgono principalmente due ipotesi: la prima lo avvicina al latino civitas, in quanto il versante che dà su Alleghe somiglierebbe ad una città turrita; altri, osservando che il monte viene chiamato Civetta (Zuita) anche nello Zoldano, dove la caratteristica parete non è visibile, lo rimandano al rapace notturno, forse perché in passato la montagna era ritenuta portatrice di disgrazie o maledetta. Taluni autori, in genere non bellunesi, preferiscono utilizzare la forma femminile “La Civetta”.

Il primo a raggiungere la vetta fu ufficialmente l’inglese Francis Fox Tuckett con le guide svizzere Melchior Anderegg e Jacob Anderegg nel 1867. In realtà, la cima era stata raggiunta almeno una volta nel 1855 da Simeone De Silvestro detto “Piovanel”, cacciatore di Pecol e informatore del Tuckett. Può darsi addirittura che ve ne fossero stati altri prima di allora, tutti cacciatori spintisi presso la vetta inseguendo i camosci.

Molto nota e conosciuta non solo dagli addetti ai lavori è la Transcivetta, classica impegnativa di corsa in coppia che si svolge ogni anno nella seconda metà di luglio lungo le pendici del monte.

Monte Civetta. (30 agosto 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 2 febbraio 2017, 13:39 da it.wikipedia.org

Immagine | CdAMeteo

Vista sul Catinaccio da Nova Levante

Vista sul Catinaccio da Nova Levante

Vista sul Catinaccio da Nova Levante

Il gruppo del Catinaccio (in tedesco Rosengartengruppe o solo Rosengarten, in ladino Ciadenac o Vaiolon) è un massiccio delle Dolomiti situato tra la valle di Tires, la val d’Ega e la val di Fassa nel Parco naturale dello Sciliar. Altre valli interne alla catena montuosa sono (da ovest a est) il Vael, la val di Vajolet, la val di Udai, la val di Dona e la val Duron. Interessa la provincia autonoma di Trento e la provincia autonoma di Bolzano nel Trentino-Alto Adige.

Domina, anche se distante una ventina di chilometri, l’orizzonte orientale di Bolzano. Caratteristica del gruppo è la colorazione rosata che assume al tramonto, fenomeno visivo chiamato enrosadira.

La prima ascensione alla vetta più alta, il Catinaccio d’Antermoia, risale al 31 agosto 1872 ad opera di Charles Comyns Tucker, T.H. Carson e A. Bernard.

Esistono due nomi originari, relativi ai due versanti della catena che funge da confine linguistico tra il mondo ladino e quello germanofono. Quello ladino, “Ciadenac”, “Catenaccio”, costituisce anche la base della forma italiana più recente ed è da riferirsi, secondo Karl Felix Wolff alla ghiaia dolomitica tipica della catena.[3] L’altro nome, quello tedesco di “Rosengarten”, in uso dal versante sudtirolese, è attestato già dal XV secolo (1497 Rosengarten, 1506 Kofl am Rosengarten[4]), ed è riferito alla leggenda del mitico Re Laurino e pertanto di carattere eziologico, volendo dare una spiegazione al fenomeno dell’enrosadira. La saga del giardino ha anche dato il nome al cosiddetto Gartl (la zona ghiaiosa centrale della cima più alta) che da lontano appare come zona bianca, perché spesso imbiancata di neve già nelle stagioni intermedie.

Una delle caratteristiche peculiari del Catinaccio è la colorazione rosata che assume al tramonto. Il fenomeno è dovuto alla composizione delle pareti rocciose delle Dolomiti (formate dalla dolomia contenente dolomite, un composto di carbonato di calcio e magnesio). In ladino il fenomeno prende il nome di enrosadira, che letteralmente significa “diventare di color rosa”.

Senza dubbio è più suggestiva la spiegazione offerta da una delle più celebri leggende delle Dolomiti, la “leggenda di Re Laurino”, un re dei nani che aveva sul Catinaccio uno splendido giardino di rose (il significato della parola tedesca Rosengarten è appunto giardino di rose).

Un giorno il principe del Latemar incuriosito dalla presenza delle rose si inoltrò nel regno di re Laurino, ne vide la figlia Ladina, se ne innamorò e la rapì per farne la sua sposa. Laurino, disperato lanciò una maledizione sul suo giardino di rose colpevole di aver tradito la posizione del suo regno: né di giorno, né di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo. Laurino dimenticò però il tramonto e l’alba quando, ancora oggi, il giardino e i suoi colori divengono visibili.

Gruppo del Catinaccio. (21 gennaio 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 20 gennaio 2017, 14:06 da it.wikipedia.org

Immagine | Hotel Nigglhof

Lago di Bilancino – Mugello

Lago di Bilancino - Mugello

Lago di Bilancino - Mugello

Il Lago di Bilancino è un lago artificiale nel Mugello, presso Barberino di Mugello in provincia di Firenze.

Già sul finire degli anni cinquanta si fece strada l’ipotesi di creare uno sbarramento sul fiume Sieve, in località Bilancino, onde limitare i rischi di alluvione nella piana dell’Arno e sopperire al bisogno idrico di Firenze e Prato. Dopo l’alluvione di Firenze (novembre 1966) uno studio di ingegneria di Milano (Franco Cambi – Renato Sacchi) elaborò un progetto di massima per uno sbarramento sul Fiume Sieve proprio in Località Bilancino. Lo scopo del progetto era, nell’immediato, l’imbrigliatura delle acque del fiume e, in prospettiva, l’utilizzo delle stesse per uso potabile e per la produzione di energia elettrica. Tale progetto fu poi sottoposto all’esame degli Enti locali nel 1968. Fu solo nel 1978 tuttavia che si costituì il “Consorzio per le risorse idriche. Schema 23 Firenze”, formato da 10 comuni della piana (attuali province di Firenze e Prato). Gli studi di progetto vennero affidati agli ingegneri Giuseppe Baldovin, Arrigo Forasassi e Giorgio Hautmann e ad Alessandro Martelli (ingegnere capo del Consorzio Schema 23); gli elaborati furono presentati nel 1982 e nel 1984 venne stipulata una convenzione tra la Regione Toscana, il comune di Barberino, la Comunità Montana e la Provincia di Firenze che prevedeva la trasformazione dell’invaso in un vero e proprio lago, con la conseguente creazione di aree attrezzate e di recupero lungo le sponde: in particolare vennero previste 5 aree comprensive di un centro permanente di ricerca e controllo per problemi ambientali, un’area faunistico-venatoria e un polo di sport acquatici.

I lavori di sbancamento e risistemazione furono avviati nello stesso 1984, ma se le opere relative alla diga procedevano speditamente, più complesso fu l’iter della torre di presa e della casa di guardia, per la quale i tre progettisti incaricati avevano presentato un progetto “in stile” rifiutato dalla committenza. A tal fine nel 1987 venne incaricato l’architetto Angelo Villa di redigere un nuovo progetto, presentato l’anno successivo e immediatamente approvato; i lavori per queste due fabbriche furono avviati nel luglio 1991 e conclusi ufficialmente il 21 febbraio 1996.

La diga è stata ufficialmente inaugurata con l’apertura al pubblico nell’ottobre 1999.

La diga è costituita da un imponente bastione che adattandosi parzialmente all’orografia del sito definisce il margine sud-orientale del lago; tale bastione presenta sul versante orientale una scarpata terrazzata rivestita di manto erboso e scandita da camminamenti d’ispezione sia in verticale che in orizzontale; sul versante verso il lago, un’interrotta pendenza in massi calcarei e ciottoli di ghiaia. Sul culmine di tale sezione triangolare è posizionata la viabilità di servizio che, partendo dalla variante della statale della Futa in coincidenza con l’abitato di Bilancino, conduce ai due corpi della casa di guardia e della torre di presa, collegate da un’aerea passerella metallica. La viabilità di collegamento, dall’andamento sinuoso e dal carattere panoramico, è scandita regolarmente da speroni triangolari (alternativamente a monte e a valle) aventi funzione di sosta e di controllo.

Lago di Bilancino. (25 giugno 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 30 novembre 2016, 11:31 da it.wikipedia.org

Immagine | Meteosystem