Lago di Santa Croce

Lago Santa Croce

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Il lago di Santa Croce è un lago naturale (il cui bacino è stato ampliato artificialmente negli anni trenta) situato in provincia di Belluno, nella zona dell’Alpago, al confine con la provincia di Treviso.

I principali immissari del lago sono a nord il Canale Cellina, che raccoglie le acque del fiume Piave a Soverzene, e il torrente Tesa. Il lago di Santa Croce ha un solo emissario, il torrente Rai che serve da sicurezza in caso di piene del lago e confluisce nel Piave in località Cadola di Ponte nelle Alpi.

Fino alla metà del secolo XVIII il Lago di Santa Croce non aveva alcun emissario, ma la vicinanza del Bosco del Cansiglio, da cui si traeva gran quantità di legname da costruzione, spinse a scavare il torrente Rai, lungo 7 km, che immetteva nel Piave.

Sul lago si affacciano i centri abitati di Farra d’Alpago a nord, della frazione di Poiatte a est, del paese di Santa Croce del Lago a ovest e della frazione de La Secca a nord. Inoltre, l’intero versante occidentale del lago è attraversato dalla strada statale 51 di Alemagna, che costituiva la principale via di comunicazione tra la provincia di Treviso e la provincia di Belluno prima dell’inaugurazione nel 1995 del tratto Vittorio Veneto-Belluno dell’autostrada A27.

Il Lago di Santa Croce e, più a sud, il Lago Morto rappresentano due esempi di laghi intravallivi formatisi per sbarramento alluvionale, morenico e di frana.

Sulle origini del lago, soprattutto sulla successione temporale degli avvenimenti, e sul ruolo preciso del Fiume Piave nella formazione dell’intera vallata non vi è ancora assoluta chiarezza. Vi è chi, soprattutto tra gli studiosi meno recenti, ritiene che il dirigersi del Piave prima verso il lago di Santa Croce per poi svoltare bruscamente all’altezza di Ponte nelle Alpi verso la Val Belluna, indichi che anticamente questo fiume scendesse verso il mare passando per la Val Lapisina e poi per la Valle del Meschio, passaggio mascherato successivamente dai fenomeni glaciali e di frana. Ricerche più recenti condotte nella conca di Ponte nelle Alpi e nella Val Lapisina hanno chiarito che le acque del Piave, provenienti dal Cadore, defluirono con continuità verso il Vallone Bellunese e quindi nel Canale di Quero solo dopo il ritiro dei ghiacciai pleistocenici, e precisamente dopo lo sbarramento della Valle di Santa Croce determinato dalla frana di Fadalto.

Le immagini che seguono visualizzano l’inquadramento geografico e la rappresentazione del complesso sistema orografico sovrastante il Lago di Santa Croce – Lago Morto ottenute mediante l’elaborazione di un Modello digitale di elevazione (DEM – Digital elevation model) del terreno, derivato dalla composizione di alcuni elementi della Carta Tecnica Regionale Numerica della Regione Veneto.

Il Lago di Santa Croce è molto noto tra i windsurfisti e i velisti che escono in località Poiatte (metà lago, lato est) e tra i kiters che escono sulla spiaggia a nord antistante ad un campeggio.

Questo lago è caratterizzato da un vento termico pomeridiano analogo a quello presente sul Lago di Garda, che soffia da sud verso nord dalle prime ore del pomeriggio fino a sera con una intensità variabile tra i 5 e i 10 m/s. Il vento termico sul Lago di Santa Croce generalmente si presenta da primavera a autunno, con maggior intensità nei mesi primaverili ed è generato dalla differenza termica che viene a crearsi tra le montagne sovrastanti l’altopiano dell’Alpago a nord e la Pianura veneto-friulana a sud; la particolare conformazione della Val Lapisina a sud del Lago, che viene a restringersi bruscamente in prossimità della Sella del Fadalto sopra il Lago Morto, accentua l’intensità del vento, fenomeno evidentemente provocato da un Effetto Venturi.

Lo specchio d’acqua del Lago di Santa Croce presenta delle caratteristiche zone a maggiore (o minore) intensità di vento dovute alla particolare orografia del Monte Millifret e della Sella del Fadalto a sud, dal quale proviene; generalmente a centro lago vi è presente una zona a minor intensità mentre ai lati ovest (Punta Trifina) e est (località Poiatte), vi possono essere locali rinforzi di notevole intensità anche se questa situazione, talvolta, può risultare del tutto ribaltata. La presenza del vento termico su questo lago è fortemente influenzata (come sugli altri laghi) dalle condizioni meteorologiche di copertura nuvolosa e precipitazioni sulle alture circostanti; generalmente, condizioni di soleggiamento mattutino sull’Alpago, unite ad una certo grado di umidità in pianura, sono garanzia della presenza di un buon vento pomeridiano.

Complessivamente il Lago di Santa Croce, nella logica degli sport velici, può ritenersi un lago adeguatamente ventilato e proprio per questo è meta di un gran numero di appassionati e di sportivi.

Lago di Santa Croce. (27 marzo 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 19 giugno 2018, 13:27 da it.wikipedia.org

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Malga Giau presso il Passo Giau

Malga Giau presso il Passo Giau

Malga Giau presso il Passo Giau

Il Passo Giau (Jof de Giau o Jou de Giau in ladino) è un valico alpino delle Dolomiti posto a 2236 m. in provincia di Belluno che mette in comunicazione i due comuni ladini di Colle Santa Lucia e Cortina d’Ampezzo.

È situato al centro di un vasto alpeggio, ai piedi del Nuvolau (2.574 m) e dell’Averau (2.647 m) da cui è possibile raggiungere facilmente il Monte Pore (2.405 m) o anche l’alpe di Mondeval. Maestoso è il panorama ad Ovest verso Colle Santa Lucia con le Pale di San Martino Le Cime D’Auta, la Marmolada, il Piz Boè e i Setsass, altrettanto ad est verso la conca di Cortina D’Ampezzo, con le Tofane, la Croda Rossa, il Pomagagnon, il Cristallo, Croda da Lago, Lastoni di Formin, ecc…

Da un punto di vista geografico il Passo Giau è compreso nei territori di Colle Santa Lucia, San Vito di Cadore e Cortina D’Ampezzo, oltre che per qualche centinaia di metri nel territorio di Selva di Cadore. La strada che sale da Colle Santa Lucia conta 29 tornanti e 3 gallerie per la protezione dalle valanghe, mentre il versante verso Cortina risulta più facilmente percorribile. Rappresenta un’interessante alternativa per arrivare a Cortina dalla zona dell’Agordino anche perché la strada del Passo Giau, a differenza della strada del Passo Falzarego è transitabile da camion e corriere. Tuttavia, nonostante gli interventi realizzati nel corso degli anni la stagione invernale è spesso compromessa dalle valanghe che scendono ad ostruirei i tratti scoperti di strada.

Si tratta di uno dei passi leggendari del Giro d’Italia, soprattutto dal versante di Colle Santa Lucia, per la sua durezza (misura 10,1 km con una pendenza media del 9,1%) e la sua costanza, mentre il versante ampezzano è più breve (8,6 km) e leggermente più facile (8,3% di pendenza media) anche se rimane molto impegnativo in quanto la pendenza media è falsata da alcuni facili tratti iniziali, mentre nella parte centrale e finale è molto dura e costante.

L’ultimo passaggio del Giro d’Italia risale al 21 maggio 2016 con la 14ª Tappa, definita Regina del Giro con partenza da Farra D’Alpago e arrivo a Corvara in Alta Badia.

Al Giro d’Italia è stato Cima Coppi, cioè la cima più alta scalata dal Giro in quell’edizione, nel 1973, quando vi transitò per primo lo scalatore spagnolo José Manuel Fuente, e nel 2011, quando scollinò per primo in vetta Stefano Garzelli.

Dal 1988 il Passo Giau è parte della Maratona delle dolomites, manifestazione ciclistica (granfondo) che conta ogni anno circa 10.000 partecipanti.

Passo di Giau. (21 settembre 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 6 novembre 2017, 09:48 da it.wikipedia.org

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