Voltago Agordino

Voltago Agordino

Voltago Agordino

Voltago Agordino (Oltach in ladino) è un comune italiano di 862 abitanti della provincia di Belluno in Veneto.

I primi insediamenti si ebbero nel Medioevo, dimostrati dai recenti ritrovamenti di documenti del periodo Longobardo; il paese viene richiamato nel 1146 come “Vico Woltagi”, nome derivato probabilmente dal tedesco “Walt”.

Qualche anno fa sono stati ritrovati i resti dell’antico castello dei signori “da Voltago”, che si erigeva all’inizio del paese, di fronte a quello dei “della Valle”, cosicché in caso di emergenza potessero comunicare fra di loro con segnali di fuoco. I “da Voltago” vengono citati nel 1424 tra le famiglie facenti parte di diritto al consiglio di Agordo.

La chiesa di San Vittore è documentata dall’anno 1388. Nel Settecento ne è stata costruita una più ampia ma la vecchia chiesa è rimasta assumendo il ruolo di cappella invernale. Quest’ultima contiene affreschi di Lorenzo Paulitti datati 1578. Entrambe le costruzioni sono state restaurate nel 2004.

La legge 482/1999 ha riconosciuto i comuni dell’Agordino come zona a minoranza linguistica Ladino-Veneto.

Nel 1937 fu teatro di alcune presunte apparizioni mariane: il vescovo di Feltre e Belluno Giosuè Cattarossi escluse tuttavia “in via assoluta” che potessero trattarsi di “vere apparizioni” della Vergine.

Nel luglio 2017 un Comitato Spontaneo di Cittadini, commercianti locali, alcuni volontari e un “foresto” (villeggiante dal dialetto locale) come primo promotore ed ispiratore, i quali per amore del proprio territorio, hanno pensato di organizzare la Prima Festa Medievale rievocando il periodo nel quale questo territorio fu scoperto. Non una semplice “Festa” ma una fedele rievocazione storica della vita medievale nei luoghi. Un importantissimo contributo storico che possa rendere onore alla storia del Paese e proprio territorio comunale, il quale comprende anche il paese di Frassenè Agordino.

Voltago Agordino. (13 maggio 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 23 giugno 2017, 15:40 da it.wikipedia.org

Immagine Voltago Agordino | Hotel Stella Alpina

Monte Civetta – Vista da Canale d’Agordo

Monte Civetta - Vista da Canale d'Agordo

Monte Civetta - Vista da Canale d'Agordo

Il Civetta (El Zuìta in ladino veneto) è un gruppo montuoso appartenente alle Dolomiti, situato in Provincia di Belluno.

Separa la Val di Zoldo dall’Agordino e fa da cornice al caratteristico paesino di Alleghe.

Nel lato a nord-ovest è caratterizzata da un’impressionante parete verticale con un dislivello di più di 1000 metri ed una lunghezza di circa 4 km, tra la “cima Su Alto” e la “Torre Coldai”. È chiamata nell’ambiente alpinistico “la parete delle pareti”, sulla quale scorrono alcune famosissime vie, tra le quali la Solleder-Lettembauer, la Philip-Flamm, la via dei 5 di Valmadrera e altri itinerari di elevata difficoltà alpinistica.

A 200 metri dalla vetta, sul più pacato lato zoldano, sorge il piccolo rifugio Torrani. A nord del gruppo, presso il monte Coldai vi è il Rifugio Sonino al Coldai, al centro, sul versante alleghese, il rifugio Tissi mentre all’altro estremo è localizzato il rifugio Vazzoler.

Il Civetta è citato per la prima volta in un documento del 1665 come Zuita, mentre viene riportato nella cartografia ufficiale a partire dal 1774.

L’origine del nome è stata a lungo discussa. Prevalgono principalmente due ipotesi: la prima lo avvicina al latino civitas, in quanto il versante che dà su Alleghe somiglierebbe ad una città turrita; altri, osservando che il monte viene chiamato Civetta (Zuita) anche nello Zoldano, dove la caratteristica parete non è visibile, lo rimandano al rapace notturno, forse perché in passato la montagna era ritenuta portatrice di disgrazie o maledetta. Taluni autori, in genere non bellunesi, preferiscono utilizzare la forma femminile “La Civetta”.

Il primo a raggiungere la vetta fu ufficialmente l’inglese Francis Fox Tuckett con le guide svizzere Melchior Anderegg e Jacob Anderegg nel 1867. In realtà, la cima era stata raggiunta almeno una volta nel 1855 da Simeone De Silvestro detto “Piovanel”, cacciatore di Pecol e informatore del Tuckett. Può darsi addirittura che ve ne fossero stati altri prima di allora, tutti cacciatori spintisi presso la vetta inseguendo i camosci.

Molto nota e conosciuta non solo dagli addetti ai lavori è la Transcivetta, classica impegnativa di corsa in coppia che si svolge ogni anno nella seconda metà di luglio lungo le pendici del monte.

Monte Civetta. (30 agosto 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 2 febbraio 2017, 13:39 da it.wikipedia.org

Immagine | CdAMeteo