Modena – Vista sulla Ghirlandina

Modena - Vista sulla Ghirlandina

La Ghirlandina (in dialetto modenese: Ghirlandèina) è un campanile del Duomo di Modena.

Alta 86,12 metri, ben visibile al viaggiatore che arrivi in città da qualunque punto cardinale, la torre è il vero simbolo di Modena.

La Torre Civica, con il duomo e la Piazza Grande della città, è stata inserita dal 1997 nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

L’originale Torre di San Geminiano, di pianta quadrata, innalzata su cinque piani entro il 1179, fu poi rialzata nei due secoli successivi (anche per motivi di rivalità con le torri bolognesi) con l’introduzione della caratteristica punta ottagonale, secondo un disegno di Arrigo da Campione, uno dei tanti ‘Maestri campionesi’ che tra Duecento e Quattrocento aggiornarono lo stile della cattedrale al nuovo gusto gotico. La punta è ornata da due ghirlande, vale a dire due ringhiere di marmo, da cui il nome.

All’interno, la Sala della Secchia (con affreschi del Quattrocento), custodisce una copia della celebre secchia rapita: testimonianza di quando la torre era sede dei forzieri e dei ‘trofei’ del comune modenese.

Alla fine dell’Ottocento alla torre furono fatti diversi lavori. Nel 1890 fu riparata la parte piramidale superiore esterna e nel 1893 dopo aver impiantato una grande armatura tutta intorno fu eseguito il rivestimento in marmo di Verona. I lavori terminarono nel 1897 e dopo il collaudo dell’ingegnere Giacomo Gallina del Regio Genio Civile la Ghirlandina tornò allo stupore dei modenesi e non, più bella che mai.

Assolutamente unico il panorama che si gode dalla lanterna, sulle tegole rosse dei tetti di Modena.

Nella piccola Piazza Torre che si affaccia su via Emilia, è collocato il sacrario partigiano e il Monumento ad Alessandro Tassoni, il più celebre dei poeti modenesi, autore del poema eroicomico La secchia rapita, in cui con suprema ironia si narrano le contese medievali tra modenesi e bolognesi. L’arguzia del personaggio è ben rappresentata nella posa della statua, realizzata nel 1860 dallo scultore modenese Alessandro Cavazza.

Le cinque campane, in accordo di Do maggiore, risalgono all’epoca rinascimentale.

Degni di nota anche i capitelli scolpiti della Stanza dei Torresani, al quinto piano.

Capitello di Davide: due figure incoronate suonano degli strumenti circondati di danzatrici.

Il Capitello dei Giudici: il significato delle scene raffigurate non è chiaro: a sinistra un re con un libro in mano sembra ascoltare le suppliche di due donne; sulla destra un personaggio si dispera mentre alle sue spalle due esseri alati si allontanano.

Gli altri capitelli non pongono problemi interpretativi in quanto sono puramente decorativi.

Ghirlandina. (19 agosto 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 20 aprile 2020, 09:00 da it.wikipedia.org

Immagine | UNIMORE – Osservatorio Geofisico dell’Università degli Studi di Modena

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