Eiger Parete nord (The North Face)

Eiger - Vista sulla parete nord (The North Face)

Eiger - Vista sulla parte nord (The North Face)

Eiger - Vista sulla parte nord (The North Face)

L’Eiger è una montagna svizzera delle Alpi bernesi, situata nella regione montuosa dell’Oberland. È particolarmente famosa per la sua parete nord, che ha costituito uno dei principali problemi alpinistici degli anni trenta.

Si trova nelle Alpi Bernesi, in prossimità della località di Grindelwald. La cresta principale (cresta Mittellegi), che sale in direzione ovest-sud-ovest, raggiunge la vetta per piegare verso sud, scendendo ad un colle che separa l’Eiger dal vicino Mönch; dalla vetta del Mönch la cresta scende al passo dello Jungfraujoch, punto di arrivo della Ferrovia della Jungfrau. Dalla vetta dell’Eiger si dipartono due creste secondarie: una scende in direzione ovest verso il colle della Kleine Scheidegg, l’altra digrada verso sud-ovest.

Tutte le facce della montagna sono assai scoscese. La via normale si sviluppa sul versante occidentale.

La montagna è attraversata dal tunnel della ferrovia Jungfraubahn, che unisce la Kleine Scheidegg allo Jungfraujoch. Si tratta di una ferrovia a scartamento ridotto con alimentazione a corrente trifase, attiva dal 1898. La ferrovia ha due stazioni intermedie in galleria all’interno dell’Eiger, la Eigerwand e la Eismeer, che rappresentano due punti panoramici rispettivamente sulla parete nord dell’Eiger e sul ghiacciaio di Grindelwald (Grindelwaldgletscher). La stazione di partenza alla Kleine Scheidegg offre un’ottima visuale della parete nord dell’Eiger, e permette quindi di seguire (con l’ausilio di cannocchiali e binocoli) le cordate che ne tentano la salita.

La parete nord dell’Eiger rappresentò a lungo un problema alpinistico insolubile. Le grosse difficoltà della parete sono soprattutto di carattere ambientale: a causa della sua esposizione, infatti, presenta ampie zone di neve perenne e ghiacciai, ed è soggetta a numerose frane, distacchi e scariche di pietre, soprattutto nella stagione estiva, a causa del disgelo diurno di parte del ghiaccio.

Per questi motivi la parete fu evitata fino agli anni trenta del XX secolo, quando si susseguirono diversi tentativi di salirla. Il primo ebbe luogo nel 1934, da parte degli alpinisti tedeschi Willy Beck, Kurt Löwinger e Georg Löwinger. La cordata riuscì a salire fino ad una quota di 2.900 m, poi si ritirò.

Nel 1935 la salita fu tentata da un’altra cordata tedesca, composta da Karl Mehringer e Max Sedlmeyer. I due raggiunsero una quota di 3.300 m, ma furono sorpresi dal maltempo, che li bloccò in parete, dove morirono; il posto dove si fermarono è da allora noto come bivacco della morte.

Nel 1936 vi fu un ulteriore tentativo, da parte di due cordate separate: i tedeschi Andreas Hinterstoisser e Toni Kurz, e gli austriaci Willy Angerer ed Edi Rainer. Incontratesi in parete, le due cordate decisero di unire le forze nel tentativo. Hinterstoisser riuscì ad oltrepassare il passaggio chiave della via, un lungo traverso esposto che oggi porta il suo nome (traversata Hinterstoisser). Nelle fasi successive però Angerer fu colpito alla testa da una scarica di pietre, rimanendone ferito; tentò comunque di proseguire. Al quarto giorno di salita, a causa delle cattive condizioni di Angerer e del peggiorare del tempo, il gruppo decise di ritirarsi; non riuscendo però ad effettuare a ritroso la traversata Hinterstoisser, dovettero scendere per la via più diretta, molto esposta a valanghe e scariche. Quasi alla fine della discesa, il gruppo fu appunto travolto da una valanga: Angerer, Rainer ed Hinterstoisser morirono immediatamente, mentre Toni Kurz morì di sfinimento il giorno successivo, nonostante i tentativi di salvarlo da parte di un’apposita squadra di soccorso.

Eiger. (13 novembre 2015). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 20 novembre 2015, 08:53 da it.wikipedia.org

Immagine | Jungfrau e Hotel Belvedere

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