Punta Maladecia

Punta Maladecia

Punta Maladecia

La Punta Maladecia (2.745 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Marittime situata in provincia di Cuneo.

La montagna sovrasta la valle che da Vinadio sale al santuario di Sant’Anna ed al Colle della Lombarda.

Si può salire sulla vetta lasciando l’automobile lungo la strada che conduce al Colle della Lombarda; più in particolare dopo che la strada si è diramata da quella che sale al santuario di Sant’Anna si percorrono i tornanti in salita e poi quando la strada diventa più pianeggiante si posteggia lungo la strada a quota di circa 2.000 metri.

Punta Maladecia. (17 luglio 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 9 agosto 2018, 12:16 da it.wikipedia.org

Immagine | Santuario Sant’Anna di Vinadio

Giardino Botanico Alpinia

Giardino Botanico Alpinia

Giardino Botanico Alpinia

Il giardino botanico Alpinia si trova nella località Alpino – frazione di Stresa – situato sulle pendici del Mottarone sovrastanti la riva Occidentale del Lago Maggiore con fronte al golfo Borromeo. Il giardino copre una superficie di circa 40.000 m² ed ospita più di mille specie botaniche provenienti dalla fascia alpina e subalpina, nonché dal Caucaso, dalla Cina e dal Giappone.

Il giardino Alpinia (fino alla fine del periodo Fascista chiamato “Duxia”) viene ufficialmente fondato nel 1934 da Igino Ambrosini e Giuseppe Rossi; al momento dell’inaugurazione è uno dei primi esempi di giardino botanico Alpino presenti in Italia e ciò gli dona subito notorietà, assieme agli apprezzamenti giunti da naturalisti e botanici internazionali.

Il giardino è posto in una zona panoramica di raro valore; offre una balconata naturale con un ampio belvedere sul Lago Maggiore e le Isole Borromee, oltre a una vista su alcune vette del Parco nazionale della Val Grande quali le Alpi Lepontine, il Monte Disgrazia, le Grigne ed il Monte Legnone. Situato a 800 m s.l.m., il giardino è raggiungibile velocemente tramite la Funivia Stresa-Alpino-Mottarone.

All’interno del giardino vi sgorga una fonte, che è stata dedicata al naturalista Marco De Marchi fondatore dell’Istituto Idrobiologico di Pallanza.

Alcuni scopi fondativi nelle parole di Igino Ambrosini:

1° Impedire che la località singolarissima venisse ceduta per costruzioni private, così da toglierla al godimento pubblico, com’era già avvenuto ormai in tutti i più bei posti panoramici della località Alpino;

2° Formarvi una raccolta di vegetazioni che costituisse oggetto di godimento estetico, facesse conoscere la vita delle piante montane e la loro utilizzazione: con ciò fosse fonte e mezzo di istruzione e di affiatamento del gusto per notevoli masse di visitatori;

3° Costituire – per la concomitanza della visione panoramica e l’esistenza di un giardino alpino – un singolare richiamo turistico per italiani e stranieri.

Giardino botanico Alpinia. (17 marzo 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 11 maggio 2018, 06:39 da it.wikipedia.org

Immagine Montagna Italia Webcams

Cervino – Plateau Rosa

Cervino - Plateau Rosa

Cervino - Plateau Rosa

Plateau Rosa (pronunciato Plató Rosà) è un ghiacciaio che si trova nel Vallese svizzero sulle Alpi Pennine appena oltre il confine italo-svizzero.

Il nome deriva dal francese “plateau”, pianoro, e dal patois valdostano “rosà”, che significa “ghiacciato”, secondo la stessa etimologia del Monte Rosa (“Rouésa” in patois valdostano significa “ghiaccio”).

Superbo è il panorama che si gode dal Plateau Rosa sul vicino Cervino e sul gruppo del Monte Rosa. È particolarmente importante perché è stato attrezzato per lo sci estivo.

Si presenta come un pianoro perennemente ghiacciato delimitato a nord dal Piccolo Cervino (in tedesco Klein Matterhorn – 3.883 m), ad est dal Breithorn Occidentale (4.165 m), a sud dalla Gobba di Rollin (3.899 m) e ad ovest dalla Testa Grigia (3.480 m) e dal Colle del Teodulo (3.290 m).

Il Plateau è raggiunto dalla funivia del Plateau Rosa sul versante italiano; nella parte svizzera è raggiunto dagli skilift ad ancora che partono dal Trockener Steg e dalla funivia del Piccolo Cervino.

I primi ad arrivare sul ghiacciaio con degli impianti di risalita furono gli italiani, con l’apertura nel 1938 della prima funivia da Cervinia. Negli anni sessanta e settanta alcuni skilift gestiti dalla Cervino S.p.A. consentivano di praticare lo sci estivo sul ghiacciaio. Successivamente il ghiacciaio venne raggiunto anche dagli impianti di Zermatt e gli skilift, essendo in territorio elvetico, passarono in gestione agli svizzeri: ancora oggi diversi impianti percorrono il ghiacciaio e per utilizzarli occorre uno skipass internazionale.

Dal versante italiano il punto di partenza è Breuil-Cervinia (2.025 m) ed il punto di arrivo principale è la vetta Testa Grigia (3.480 m).
Dal versante svizzero il punto di partenza è Zermatt (1.616 m) ed il punto di arrivo principale è il Piccolo Cervino (3.883 m). La funivia che arriva al Piccolo Cervino è, in Europa, quella che arriva a maggiore altezza. Inoltre, una sciovia, aperta solamente nel periodo estivo, arriva alla Gobba di Rollin (3.899 m).

Nei pressi dell’arrivo della funivia del Piccolo Cervino è visitabile tutto l’anno al costo di 8 CHF il Palazzo di Ghiaccio’: una serie di grotte scavate a 15 metri di profondità nel ghiacciaio, dove sono presenti alcune sculture di ghiaccio e neve e schede informative sulla glaciologia.

Vi si trova il rifugio Guide del Cervino oltre al posto di polizia di frontiera e doganale italiano e svizzero, alla stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare e al Laboratorio del CNR. Quest’ultimo è stato attrezzato da RSE per il monitoraggio dei gas serra.

Plateau Rosa. (23 settembre 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 31 marzo 2017, 09:08 da it.wikipedia.org

Immagine Cervino – Plateau Rosa | Cervinia.it

Rifugio Zamboni Zappa – Vista sul Monte Rosa

Rifugio Zamboni Zappa – Vista sul Monte Rosa

Rifugio Zamboni Zappa  - Vista sul Monte Rosa

Il rifugio Zamboni-Zappa è un rifugio situato nel comune di Macugnaga (VB), in valle Anzasca, nelle Alpi Pennine, a 2070 m s.l.m.

Il rifugio Zamboni fu costruito nel 1925 dalla SEM (Società Escursionisti Milanesi), si trattava di un piccolo edificio al quale, per soddisfare la crescente affluenza di alpinisti ed escursionisti, fu accostato nel 1954 il rifugio Zappa. Il risultato fu l’attuale rifugio dedicato a Rodolfo Zamboni e Mario Zappa.

Il rifugio dispone di 74 posti letto. 31 nel locale invernale.

La struttura estiva dispone di 72 posti letto, disposti su due piani. Il pernottamento è in camerette da 4 o da 6 posti con lavandino in camera. Doccia calda e servizi al piano.

Dalla frazione Pecetto di Macugnaga, passando per l’alpe Burki e il rifugio Cai Saronno, si raggiunge la stazione terminale della seggiovia in località Belvedere (m. 1914, 2 ore); da qui, costeggiando l’imponente apparato morenico del ghiacciaio del Belvedere, si raggiunge l’alpe Pedriola e il rifugio (45 min.). Oppure prima dell’alpe Burki (dove finisce il primo tratto della seggiovia) si attraversa il torrente a sinistra su guado in pietra e si sale verso l’alpe Rosareccio e successivamente ai piani alti di Rosareccio (il percorso è ben segnalato con tratti di vernice giallorossi). A destra del vecchio impianto di risalita abbandonato si diparte il sentiero che con un percorso molto facile e panoramico conduce al rifugio (2 ore circa).

Rifugio Zamboni-Zappa. (5 giugno 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 30 novembre 2016, 11:19 da it.wikipedia.org

Immagine | Sito del Rifugio

Quarazza Lago delle Fate

Quarazza Lago delle Fate

Quarazza Lago delle Fate

Quarazza (Kratz in tedesco e walser) è una piccola frazione del comune di Macugnaga, situata nella omonima Val Quarazza, laterale della Valle Anzasca che si chiude al Passo del Turlo, dal quale si discende ad Alagna Valsesia, e deriva il suo nome dal toponimo “Kratzertal”, la valle dell’Orso, in lingua walser.

La frazione sorge sulle rive dell’omonima diga artificiale, detto “Lago delle Fate”, un laghetto alpino di un colore blu e verde scintillante, costruito tra gli anni 1948 e 1952 e che sommerse nelle acque la quasi totalità dell’antico abitato, sbarrando il corso del torrente Quarazza.

Attualmente a Quarazza sorgono poche baite, due strutture turistico-ricettive ed una Cappella dedicata San Niklaus/San Nicola (1950), che ha sostituito, inglobando alcune parti originarie, la vecchia chiesetta anch’essa sommersa dalle acque della diga.

A circa venti minuti di cammino a piedi dall’imbocco della valle, sorge Crocette / Zemarval, detta anche “Città morta”, antico insediamento di minatori che lavoravano le vicine miniere. Si tratta di un villaggio con costruzioni in muratura, completamente abbandonato, eccetto per alcune strutture ancora integre e la presenza dell’Accantonamento del Club Alpino Italiano della Sez. di Piedimulera “Fratelli Pirazzi”.

Proseguendo lungo la Val Quarazza si incontrano numerosi alpeggi, alcuni dei quali ancor oggi utilizzati dagli alpigiani per la qualità delle erbe che forniscono latte e formaggio d’eccellenza e per la purezza delle sorgenti: l’Alpe Prelobia, l’Alpe Caspisana, La Pissa, La Piana e l’Alpe Quarazzola, dalla quale, valicando la montagna, si scende a Carcoforo, centro dell’alta Valsesia. Presso l’alpeggio della Pissa, si trova una cascata a strapiombo di grandissimo impatto scenico.

La valle raggiunge quindi il Bivacco Emiliano Lanti ed infine il Passo del Turlo, dal quale si ammira il Corno di Faller e da cui si può scendere ad Alagna Valsesia.

Quarazza. (25 maggio 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 13 ottobre 2016, 10:47 da it.wikipedia.org

Immagine Quarazza Lago delle Fate | MeteoLiveVco

Macugnaga – Vista sul Ghiacciaio Belvedere sul Monte Rosa

Macugnaga - Vista sul Ghiacciaio Belvedere sul Monte Rosa

Macugnaga  - Vista sul Ghiacciaio Belvedere sul Monte Rosa

Il ghiacciaio del Belvedere è un ghiacciaio alpino situato nel territorio di Macugnaga in valle Anzasca, sul versante est del Monte Rosa.

La lunga lingua glaciale del Belvedere è alimentata dai soprastanti ghiacciai della Nordend, del Monte Rosa e del Signal, distendendosi lungo il versante settentrionale delle punte Grober e Tre Amici, e quello orientale delle punte Gnifetti, Zumstein, Dufour, Nordend e dello Jägerhorn.

Esso ha origine a circa 4400–4500 m s.l.m., e spinge il suo fronte fino a circa 1800 m. È uno dei pochi ghiacciai alpini in avanzata; si suppone che questo fenomeno, peraltro presente solo dal 2001, in controtendenza rispetto al generale regresso dei ghiacciai alpini, sia dovuto all’aumento della temperatura del ghiaccio nelle zone superiori della parete est del Monte Rosa. Ciò determinerebbe un progressivo scivolamento della massa glaciale verso il basso originando il fenomeno di surge o piena glaciale. Sempre dal 2001 si può notare il discontinuo formarsi di un piccolo lago, di dimensioni variabili e transitorie che, appunto per queste caratteristiche, viene chiamato lago Effimero.

Nel 2012 è stata scoperta una grotta nel ghiaccio da contatto ribattezzata Effimera, profonda 78 m e di oltre 500 m di lunghezza.

Ghiacciaio del Belvedere. (29 giugno 2015). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 13 ottobre 2016, 10:18 da it.wikipedia.org

Immagine Ghiacciaio Belvedere sul Monte Rosa | MeteoLiveVco

Bardonecchia – Plateau Monte Jafferau

Bardonecchia - Plateau Monte Jafferau

Bardonecchia - Plateau del Monte Jafferau

Il massiccio del Monte Jafferau è una montagna delle Alpi Cozie, la cui sommità più elevata raggiunge i 2.805 m s.l.m. Si eleva di fronte al comune di Bardonecchia dalla sinistra orografica della Dora di Bardonecchia ed è costituito da due cime, la Testa del Ban (2.652 metri s.l.m.) e la cima Jafferau propriamente detta (2.805 metri s.l.m). Divide la conca di Bardonecchia dalla Valfredda.

Le sue pendici sono sede di impianti sciistici (da circa 1.400 metri s.l.m. a circa 2.700) facenti parte del comprensorio sciistico di Bardonecchia, ma isolati dalle altre aree del comprensorio (Colomion, Les Arnauds e Melezet) poiché siti dalla parte opposta della conca rispetto alla Dora di Bardonecchia.

A circa 1.900 metri s.l.m., sul versante occidentale del monte, sono installati due grossi serbatoi (“i bacini”, località detta Fregiusia) che ricevono l’acqua dall’invaso artificiale di Rochemolles e dai quali questa, in condotta forzata, alimenta la centrale idroelettrica dell’ENEL sita in Bardonecchia (circa 600 metri di dislivello). Sulle falde del monte lungo la strada carrozzabile (aperta nel 1951) che porta ai bacini,[1] è sita Millaures, frazione di Bardonecchia, ed il nuovo villaggio di Le Gleise (1.600 metri s.l.m circa).

In vetta al monte è situato il Forte dello Jafferau, costruito nel 1800, importante fortificazione della cd. “Opera di Bardonecchia” per postazioni di artiglieria, e una tra le più alte fortificazioni delle Alpi Cozie (superata in altitudine solo da quella del monte Chaberton).

Monte Jafferau. (15 febbraio 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 11 aprile 2016, 08:08 da it.wikipedia.org

Immagine Monte Jafferau | Bardonecchia Ski

Monte Bianco – Aiguille du Midi (Skyway Monte Bianco)

Monte Bianco - Aiguille du Midi (Skyway Monte Bianco)
Cresta dell'Aiguille du Midi (Skyway Monte Bianco)
Cresta dell’Aiguille du Midi
Vista sul Monte Bianco dall'Aiguille du Midi (Skyway Monte Bianco)
Vista sul Monte Bianco dall’Aiguille du Midi
Vista sulla Valle di Chamonix dalla sommità di Aiguille du Midi (Skyway Monte Bianco)
Vista sulla Valle di Chamonix dalla sommità di Aiguille du Midi
Vista sull'Aiguille du Midi da Punta Helbronner (Skyway Monte Bianco)
Vista sull’Aiguille du Midi da Punta Helbronner

L’Aiguille du Midi è la guglia più alta (3.842 m) delle Aiguilles de Chamonix e si trova nella parte meridionale del massiccio del Monte Bianco.

L’Aguille du Midi è raggiunta da una funivia che parte da Chamonix. Per questo motivo è molto frequentata da turisti, da sciatori per la discesa del ghiacciaio della Mer de Glace, e da alpinisti, per salire velocemente in quota per le ascensioni sulle montagne circostanti o per raggiungere il Rifugio des Cosmiques.

La prima ascensione della cima Nord fu compiuta il 4 agosto 1818 da Antoni Malczewski, Jean-Michel Balmat e cinque altre guide. La cima Sud, la più elevata, fu invece raggiunta il 5 agosto 1856 da Alexandre Devouassoux, Ambroise e Jean Simond.

Nei pressi della montagna sorge il Rifugio des Cosmiques, luogo di pernottamento e di partenza per varie ascensioni del massiccio del monte Bianco.

L’Aiguille du Midi è stato trasformato nel tempo in un vero e proprio alveare umano dedicato al turismo. È stato trafitto da una rete di tunnel e possiede vari servizi, alcuni dedicati alle strutture ricettive.

Sulla sommità settentrionale, l’arrivo e la partenza della funivia, sopra il ristorante 3842 (3842 metri di altitudine è la vetta dell’Aiguille du Midi) secondo ristorante più alto d’Europa (dietro il Piccolo Cervino a Zermatt ), e anche sopra la terrazza Chamonix. Poi c’è una caffetteria, croque – minute e sullo sfondo, la terrazza Aravis.

Dalla cima nord, la porta d’ingresso dà accesso alle gallerie del picco centrale, si accede alla galleria del ghiaccio e alla terrazza Monte Bianco. Si accede, poi, attraverso questi tunnel per l’uscita alla cresta NE e la Vallée Blanche e dall’altro per la funivia dei Ghiacciai.

L’ascensore dà accesso alla terrazza posta sulla sommità cima (picco centrale, detta anche vetta meridionale), ai piedi della torre di telecomunicazioni.

Dalla fine del 2013 vi è anche il cosiddetto “Passo nel vuoto”, una costruzione in vetro e acciaio parallepipida a strapiombo da cui si ha la sensazione di essere sospesi nel vuoto. L’attrazione è compresa nel prezzo della salita in funivia.

Il 23 giugno 2015 la funivia Skyway Monte Bianco ha fatto il suo viaggio inaugurale. La stazione di arrivo a punta Helbronner a quota 3465mt offre al pubblico una vista impagabile.

Aiguille du Midi. (7 ottobre 2015). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 19 ottobre 2015, 13:28 da it.wikipedia.org

Immagine Aiguille du Midi – Compagnie du Mont Blanc Chamonix

Ristoro Sitten – Vista sul Monte Rosa

Ristoro Sitten – Vista sul Monte Rosa
Ristoro Sitten - Vista sul Monte Rosa
Ristoro Sitten – Vista Sul Monte Rosa

Ristoro Sitten - Vista sulla Conca del Gabiet
Ristoro Sitten – Vista sulla Conca del Gabiet

Ristoro Sitten - Vista su Gressoney
Ristoro Sitten – Vista su Gressoney

L’Albergo Ristoro Sitten, si trova in Valle d’Aosta ,a Gressoney la Trinitè, a 2300mt in mezzo alle piste di sci del comprensorio sciistico del Monterosa Ski.

Da sitten.it

Il Monte Rosa o Massiccio del Monte Rosa è il massiccio montuoso più esteso delle Alpi, il secondo per altezza dopo il Monte Bianco, ed allo stesso tempo il monte più elevato della Svizzera, particolarmente famoso per la sua parete est, ovvero il versante di Macugnaga, la parete a più alta prominenza delle Alpi e l’unica di dimensioni himalayane.

Si trova nelle Alpi Pennine e si estende su territorio italiano (nei comuni di Alagna Valsesia, Ayas, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean, Macugnaga e Valtournenche lungo i confini tra Valle D’Aosta e Piemonte) e svizzero (nei comuni di Saas-Almagell e Zermatt).

La Punta Dufour, con i suoi 4.637 metri, è la vetta più alta del gruppo, visibile tra tutti i paesi circondanti soltanto dall’abitato di Macugnaga, intitolata in omaggio al Generale svizzero e grande cartografo Guillaume-Henri Dufour (1787 – 1875). Sulla Punta Gnifetti è ubicato invece il rifugio alpino più alto d’Europa, la Capanna Regina Margherita (a quota 4.554 metri), sede anche di una stazione meteorologica e centro di ricerche sugli effetti dell’alta quota sul corpo umano. Il massiccio è ampiamente visibile da una parte relativamente estesa della Pianura Padana.

Si parla sovente in modo un po’ indistinto di Monte Rosa, Massiccio del Monte Rosa e Alpi del Monte Rosa.

Secondo la SOIUSA il Gruppo del Monte Rosa è un supergruppo delle Alpi del Monte Rosa nelle Alpi Pennine.

Comunemente le Alpi del Monte Rosa si distinguono dal Massiccio del Monte Rosa perché includono anche le creste di montagna che si propagano a sud interessando le valli valdostane (Valtournenche, Val d’Ayas e la Valle del Lys) e le valli piemontesi (Valsesia e Valle Anzasca). Queste creste vengono definite come Contrafforti valdostani del Monte Rosa e Contrafforti valsesiani del Monte Rosa.

Monte Rosa. (14 luglio 2015). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 6 agosto 2015, 10:43 da it.wikipedia.org

Immagine Ristoro Sitten – Vista sul Monte Rosa | Rifugi In Rete