Monte della Neve

Monte della Neve

Il Monte della Neve (3.178 m s.l.m. – Schneespitze in tedesco) è una montagna delle Alpi Breonie nelle Alpi Retiche orientali. Si trova lungo il confine tra l’Italia (provincia autonoma di Bolzano) e l’Austria (Tirolo).

Si può salire sulla vetta partendo dal Rifugio Cremona (2.423 m).

Monte della Neve. (21 settembre 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 18 luglio 2018, 08:15 da it.wikipedia.org

Le Alpi Retiche orientali (Östliche Rätische Alpen in tedesco) sono una sezione delle Alpi. Secondo la classificazione della SOIUSA appartengono alle Alpi Centro-orientali. La vetta più alta è il Wildspitze che raggiunge i 3.772 m s.l.m.

Interessano l’Austria (Land del Tirolo) e l’Italia (Regione Trentino-Alto Adige).

Secondo la Partizione delle Alpi del 1926 le Alpi Retiche formavano una sola sezione alpina. Di conseguenza le Alpi Retiche orientali erano inglobate nella più grande sezione.

L’AVE non definisce sezioni alpine di grandi dimensioni ma, seguendo motivazioni soprattutto di carattere morfologico, suddivide le Alpi Orientali in gruppi montuosi di dimensioni minori. Pertanto definisce le Alpi Venoste, le Alpi dello Stubai e le Alpi Sarentine come gruppi indipendenti.

La SOIUSA ha cercato una mediazione tra le due precedenti situazioni. Da una parte ha mantenuto il concetto di sezione anche se, per motivi principalmente di composizione geologica, ha suddiviso le Alpi Retiche in tre sezioni distinte: Alpi Retiche occidentali, Alpi Retiche orientali ed Alpi Retiche meridionali. Ha inoltre introdotto il concetto di sottosezione alpina andando così a ricuperare i gruppi dell’AVE.

Alpi Retiche orientali. (21 settembre 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 18 luglio 2018, 08:14 da it.wikipedia.org

Immagine Monte Della Neve | Comune di Livigno

Pozza di Fassa – Vista sul Sassolungo

Pozza di Fassa - Vista sul Sassolungo

Pozza di Fassa (Poza in ladino) è un comune italiano di 2 276 abitanti della provincia di Trento.

La zona di Pozza faceva parte politicamente dell’Antica Corte Longobarda di Fassa che aveva sede a Vigo. Successivamente divisa in 7 Regole, corrispondenti ai 7 Comuni attuali, con ordinamenti antichissimi. Poco ci resta di documentazione della sua storia antica. La valle in epoca altomedievale fu data ad un Cortese Longobardo poi Palatino Imperiale e poi Ministeriale Vescovile, che aveva il compito di fornire cavalli al suo signore. Per secoli formalmente sotto il dominio del Principe Vescovo di Bressanone, la valle vive una sua storia libera ed indipendente, quasi una piccola repubblica.

La Val di Fassa già abitata dai Rezi, antica popolazione di celti italici, in epoca preromana, fu poi romanizzata, tanto che i fassani popolo fiero, civile, onesto e laborioso, pur mantenendo nei secoli irrinunciabili e indiscutibili peculiarità, sempre si dichiararono ladini, cioè latini, italiani e non tedeschi, e anche più volte si protestarono parte delle genti italiane davanti al loro lontano signore la cui corte ecclesiastica e civile parlava ufficialmente tedesco. Tuttora in valle si parla un dialetto italiano di ceppo retico chiamato Ladino. Il Ladino come lingua è riconosciuto e protetto dallo stato italiano che ne promuove l’insegnamento nella valle al pari della lingua italiana. La Repubblica Italiana ne riconosce inoltre l’importanza culturale, sociale, storica, e si sente partecipe delle vicissitudini del popolo ladino. (vedi sotto in geografia antropica )

Pozza con la Valle passo sotto il controllo diretto del Tirolo appartenne nel 1803. Il fronte durante la Prima Guerra Mondiale passava nella valle e ancora si trovano piccoli reperti metallici e resti di bombe. Il 24 novembre del 1918 finita la guerra tornò a ricongiungersi col resto d’Italia. Dalla Metà del ‘900 cominciò il turismo di massa.

L’economia della valle è basata sulla bellezza delle sue montagne e sul turismo . L’attività di accoglienza si divide nell’offera tra estate ed inverno.

Nell’estate maggiore è la presenza di famiglie che cercano sui monti un po’ di quella tranquillità e genuinità che nelle grandi città di pianura sta scomparendo.L’aria buona, la gentilezza dei valligiani, i cibi genuini ed appetitosi, come il famoso formaggio d’alpeggio. Il pane fatto come una volta, i dolci secondo le ricette tradizionali, l’acqua sorgiva dei ghiacciai intubata nell’acquedotto. Molto buona anche l’offerta di carni particolarmente saporite, provenienti dagli allevamenti delle malghe.

A pochi minuti dal centro abitato con comode rilassanti tranquille passeggiate si può raccogliere le bacche e i funghi nella assoluta quiete del bosco. I più avventurosi possono cimentarsi in arrampicate su per le rocce, anche giusto sopra il paese. Una serie di rifugi permettono gite di svariati giorni senza scendere a valle. Gli alberghi offrono i più moderni confort e servizi di livello eccellente affiancati ad un’accoglienza familiare ed un’atmosfera tipica delle valli alpine.

Legato all’attività sportiva sciistica, attualmente molto in voga. La valle è uno dei principali centri turistici delle Dolomiti. Qui è nata la campionessa italiana di sci Chiara Costazza. Comodissima è la pista dell’Alloch è in paese davanti alla chiesetta di San Nicolò, dove, seduti sui tavolini del bar, si possono guardare gli sciatori che scendono veloci esibendo le loro prodezze atletiche. Poco oltre, di fronte, si può prendere la Cabinovia del Monte Bufaure, dove, con un sistema di piste, tra cui un’immensa pista che scende giù al paese. si può restare a sciare tutto il giorno. Non mancano piscine, saune, terme, per ristorarsi a fine giornata, tra cui i bagni sorti attorno alla sorgente dell’acqua sulfurea in fondo al prato della chiesa.

Pozza di Fassa. (6 settembre 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 14 settembre 2017, 10:41 da it.wikipedia.org

Immagine Pozza di Fassa | Hotel Alaska