Maluha Bay – Torre Chianca – Lecce

Torre Chianca è una località balneare salentina, frazione di Lecce da cui dista 10 km.

La località prende il nome dall’omonima torre cinquecentesca fatta costruire dagli Spagnoli per difendere il Salento dagli attacchi dei pirati Saraceni. Nasce come derivazione del vicino borgo di Case Simini, località del comune di Lecce appena più nell’entroterra.

Di particolare interesse naturalistico sono i bacini Idume e Fetida, dove crescono alghe characee e brasca pettinata. Qui si getta nel mare il fiume sotterraneo Idume. Lungo le sponde sono presenti fitti canneti, una “steppa salata” di salicornia annuale e piante quali il narciso.

L’antica torre di avvistamento, risale al Cinquecento nel periodo in cui Carlo V fece custodire il Salento dalle incursioni turche. Oggi è in parte crollata.

Torre Chianca, come tutta la litoranea leccese, ha un clima subtropicale secco, caratterizzato da inverni miti e brevi con una temperatura massima di 19-20° la mattina e di 17-19° la sera, con punte di 29-30° percepiti nelle giornate più afose, le primavere e gli autunni hanno temperature elevate con picchi di anche 35°; le estate sono molto lunghe e particolarmente afose, con temperature intorno ai 33° di mattina e di 19-20° la sera, ma le temperature percepite per via degli elevatissimi tassi di umidità si spingono quasi sempre oltre i 40° con picchi record da 50-55°. Si contano 116 giornate con temperature sopra i 30° e di 40 giorni con temperature percepite oltre i 45°. Le precipitazioni sono quasi assenti, la siccità di protrae in tutto l’anno, cadono mediamente 169 mm di pioggia in 17 giorni l’anno. La zona è ventilata con correnti provenienti soprattutto da nord, sud e sud-est

A Torre Chianca sono presenti la flora e la fauna tipici della macchia mediterranea, con piante spettacolari. Per quanto riguarda la fauna ittica sono presenti molti cefali, gamberi, moscatelle, e molto altro.

Torre Chianca (Lecce). (21 settembre 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 27 novembre 2019, 12:02 da it.wikipedia.org

Immagine | 365 giorni nel Salento

Gallipoli

Gallipoli - Vista Ovest

Vista Ovest

Gallipoli - Vista Sud-Est

Vista Sud-Est

Gallipoli - Vista Sud-Ovest

Vista Sud-Ovest

Il santuario di Santa Maria del Canneto si erge nei pressi del ponte che collega la città vecchia, posta sull’isola, al borgo. Affacciata sullo specchio d’acqua del Seno del Canneto, l’antico porto di Gallipoli, fu costruita nell’ultima metà del Seicento su un preesistente edificio sacro del 1504. Un portico, con tre arcate frontali e due laterali a tutto sesto con archi, introduce alle tre navate sormontate da un pregevole soffitto ligneo a cassettoni. Sulla parete di fondo troneggia l’antica effigie della Madonna del Canneto, legata a una leggenda cara ai pescatori del posto.

Gallipoli. (3 agosto 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 4 agosto 2017, 15:08 da it.wikipedia.org

A Gallipoli sono presenti 2 porti: uno antico nei pressi della Fontana greca e uno mercantile nella città vecchia. Il porto antico ospita i pescherecci, chiamati paranze mentre il porto mercantile ospita navi di grandi dimensioni. Nel XV sec. la città passa ai veneziani vi iniziarono i lavoro per edificare il porto – che fino a quel momento era solo un piccolo riparo per barche. Intorno al 1480, il porto di Gallipoli venne ristrutturato completamente dai Veneziani e successivamente passò in mano agli Aragonesi.

Ferdinando I di Borbone avviò la costruzione del porto che divenne nel Settecento la più importante piattaforma olearia del Mediterraneo per il commercio dell’olio per lampade (olio lampante). In quel periodo il porto divenne un punto di riferimento per il commercio soprattutto dell’olio lampante e del vino. Nel 1850 dopo ulteriori miglioramenti, divenne il porto più importante dell’area ionica del Salento. Gallipoli e il suo porto ebbero un’importanza fondamentale per il commercio dell’olio lampante. Dal suo porto partivano navi cariche di olio verso tutto il mondo. Tuttora risiedono in città i discendenti di famiglie genovesi, sarde, veneziane e napoletane di commercianti di olio che si spostarono a Gallipoli come gli Spinola, i Vallebona, i Calvi, ecc. Gran parte dell’olio prodotto o depositato nelle cisterne veniva venduto a Paesi esteri, i quali avevano rappresentanza in Gallipoli con propri vice consolati. In Gallipoli si ebbero fino al 1923 i consolati esteri di molte nazioni europee: Austria, Danimarca, Francia, Inghilterra, Impero ottomano, Paesi Bassi, Portogallo, Prussia, Russia, Spagna, Svezia e Norvegia, Turchia. Il porto è protetto, dalle forti mareggiate, da due moli, il Molo Foraneo ed il Molo Tramontana. Inoltre nel porto arrivano navi che esportano in tutto il mondo cemento prodotto dalla ditta Colacem, il terzo produttore e distributore in Italia di cemento ed è la società capofila del Gruppo Financo.

Una moderna ristrutturazione si è avuta nel 1980 ed oggi il Porto Mercantile ha una estensione di 80mila metri quadrati.Nel porto vi sono sedi della Capitaneria di Porto, Polizia di Stato squadra nautica, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Oggi è un importante fulcro commerciale e durante il periodo estivo diventa un importante scalo turistico per il Salento. Tutti i giorni, al tramonto, le imbarcazioni rientrano nei porti per vendere il pesce pescato. Presso il porto si svolge ogni anno la premiazione del Premio Barocco trasmesso in diretta dall’emittente televisiva RAI.

Porto di Gallipoli. (30 luglio 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 4 agosto 2017, 15:09 da it.wikipedia.org

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Villanova di Ostuni – Vista sul porto

Villanova di Ostuni - Vista sul porto

Villanova è una frazione del comune di Ostuni (BR), situata sulla costa adriatica, a circa 7 km dal capoluogo del comune di appartenenza e a circa 35 km dal capoluogo di provincia.

È la frazione principale della cosiddetta “Marina di Ostuni” che si estende dal Parco naturale delle Dune costiere (nel quale vi sono il Lido Morelli e il Lido Bosco Verde) e l’adiacente frazione Pilone, fino alla frazione Santa Lucia – Torre Pozzella. In questo tratto di costa sono comprese le note località turistiche di Rosa Marina, Monticelli, Diana Marina, Gorgognolo, Costa Merlata e Cala dei Ginepri.

Villanova dispone di un porticciolo turistico ai piedi del basso castello fortilizio del XIV secolo, una chiesa ottocentesca e numerose spiagge. La zona del porto è il nucleo centrale del paese che comprende anche le zone di Camerini e Fontanelle.

Il piccolo centro sorge in prossimità dell’antica Via Traiana, infrastruttura romana di collegamento tra il Nord ed il Sud della Puglia rimasta in uso anche in età normanno sveva. Nel XII secolo il sistema portuale dell’area adriatica sotto l’autorità di Ostuni è ampliato dallo sviluppo della piccola Petrolla, oggi Villanova. Indice dell’espansione sull’Adriatico di Ostuni. Nel 1182 Tancredi Conte di Lecce e signore di Ostuni, concede al vescovo ed ai cittadini ostunesi di fondare un centro presso San Nicola di Petrolla e di popolarlo. È in oltre concesso un mulino ed un forno, riservandosi il diritto di amministrarvi la giustizia.

Il centro viene rilevato nel percorso di ritorno dalla terza crociata di Filippo II Augusto re di Francia nel 1191 et recedens, inde transitum fecit.. per villam que dicitur la Petrolle.

È l’imperatore Federico II di Svevia a dare la maggiore spinta propulsiva per lo sviluppo del casale. Il 9 ottobre 1239 Federico II ordina ad Andrea di Acquaviva, giustiziere di Terra d’Otranto di verificare perché il suo predecessore Filippo di Maremonte non sia riuscito a far ripopolare Petrolla nonostante il suo ordine. Il 29 febbraio 1240 rinnova l’ordine allo stesso giustiziere e richiede di far pervenire ad cameram nostram una relazione completa. Pervenuta puntualmente il 6 aprile 1240.

Nel 1277 Carlo I d’Angiò fonda Villanova sulle ceneri della scomparsa Petrolla. Gli abitanti di Villanova erano tenuti, insieme agli abitanti di Carovigno alla manutenzione dell’antico castello di Ostuni, uno dei Castra exempta del Regno di Sicilia.

Scavi archeologici degli ultimi anni hanno attestato le rovine sottomarine del porto romano di Ostuni, costruito durante l’impero di Traiano, molto attivo per i traffici commerciali soprattutto d’olio e vino fino alla distruzione da parte delle scorrerie dei saraceni.

Villanova (Ostuni). (25 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 12 aprile 2017, 14:17 da it.wikipedia.org

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