Pian Cansiglio

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Webcam panoramica da Pian Cansiglio – Casera Le Rotte (Fregona – TV – Italia), quota 1056m s.l.m.

Il Cansiglio (Canséi o Canséjo in veneto) è un vasto altopiano delle Prealpi Bellunesi, circondato dall’omonima foresta, situato a cavallo di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, ad un’altitudine compresa tra i 900m e 1200m s.l.m., nella regione storico-geografica dell’Alpago, principalmente nei territori del comuni di Tambre, Fregona, Caneva e Alpago.

L’altopiano si eleva rapidamente dalla sottostante pianura veneto-friulana oltre i 1.000 m d’altitudine. Si tratta invero di una conca “coronata” da alcune cime rocciose: a sud-ovest il Costa, la Cima Valsotta, il Millifret e il Pizzoc, che lo dividono dalla Val Lapisina, ad est il gruppo del Cavallo, oltre il quale si trova il Piancavallo.

Sono presenti vari fenomeni di origine carsica, in particolar modo doline e inghiottitoi. I più celebri sono il Bus de la Lum, il Bus della Genziana e l’Abisso del Col della Rizza i quali sono profondi rispettivamente -180, -585 e -794 metri.

Quasi tutto il suo territorio è ricoperto da selve che prendono nell’insieme il nome di bosco o Foresta del Cansiglio. Predomina soprattutto la faggeta, autoctona, sviluppatasi su substrati carbonatici, ma sono presenti ampiamente specie non autoctone, come le aghifoglie (soprattutto abete rosso). Le particolarità climatiche della conca, inoltre, fanno sì che la distribuzione delle specie vegetali sia invertita, per cui piante tipiche degli ambienti più freddi si trovano a basse altitudini e viceversa. Di grande effetto visivo è la presenza in primavera di una estesa fioritura nemorale di anemone, sotto la faggeta. Vasti spazi, ubicati soprattutto nella conca, sono adibiti a pascolo e ancor oggi vi si pratica la pastorizia (ovini e bovini soprattutto).

Cansiglio. (8 marzo 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 15 marzo 2019, 16:46 da it.wikipedia.org

Immagine | meteo ravanel

Castello Ceconi di Pielungo

Castello Ceconi di Pielungo

Alla fine dell’Ottocento la storia di Vito d’Asio fu legata al nome del conte Giacomo Ceconi, nato e vissuto nella frazione di Pielungo. Il conte provvide a valorizzare il suo paese natale con numerose opere pubbliche; tra le più importanti troviamo la Chiesa di San Antonio a Pielungo e la Strada Regina Margherita, inaugurata nel 1891, che da Pielungo scende verso la zona pedemontana. Egli destinò inoltre ingenti somme per la costruzione di edifici scolastici e il finanziamento di una scuola artigiana e di una cooperativa di consumo. Successivamente, eletto sindaco del comune, istituì numerosi servizi di pubblica utilità. Trascorse gli ultimi anni della sua vita nel castello che fece costruire a Pielungo.

Vito d’Asio. (22 giugno 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 18 luglio 2018, 07:00 da it.wikipedia.org

Immagine Castello Ceconi | Graphistudio

Tarvisio – Piazza Unità

Tarvisio - Piazza Unità

Tarvisio (Tarvis in friulano e tedesco, Trbiž in sloveno) è un comune italiano di 4.597 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. È il comune più a est della provincia.

Sorge in Val Canale a 754 metri m s.l.m. Geograficamente non appartiene alla regione italiana essendo posta al di là dello spartiacque alpino e facendo parte del bacino idrografico del Danubio e del Mar Nero: infatti il fiume Slizza (Gailitz in tedesco) che attraversa Tarvisio sfocia nella Zeglia a Oristagno.

Sul Monte Forno vi è la triplice frontiera, punto in cui si incontrano i confini di Italia, Austria e Slovenia.

Nonostante sia posta a soli 754 m s.l.m., ha un clima continentale con inverni freddi (temperatura minima assoluta -23 °C nel gennaio 1985) e molto nevosi (causa precipitazioni elevate, media annua di 250 cm di precipitazioni nevose). Per contro le estati sono piuttosto calde (massima assoluta 37 °C nel luglio 1983)

Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Tarvisio, ufficialmente riconosciuta dall’organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima della corrispondente area alpina.

Tarvisio. (14 ottobre 2015). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 20 ottobre 2015, 12:06 da it.wikipedia.org

Immagine | comuneditarvisio.com

Lignano Sabbiadoro

Lignano Sabbiadoro - Terrazza a Mare
Lignano Sabbiadoro - Pineta
Lignano Sabbiadoro - Spiaggia
Lignano Sabbiadoro - Riviera

Lignano Sabbiadoro (Lignan in friulano e in veneto) è un comune italiano di 6 950 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Frazione di Latisana sino al 1959, rappresenta una delle più note e frequentate località balneari dell’Adriatico, insignita della bandiera blu.

Situata in una verde penisola ad una cinquantina di chilometri da Udine ed equidistante (90 chilometri) da Venezia e Trieste, Lignano Sabbiadoro è posta tra la Laguna di Marano ad est, la sponda sinistra del fiume Tagliamento a ovest e il mare Adriatico a sud. È il comune più meridionale della sua provincia di appartenenza, piccola appendice della bassa pianura veneto-friulana e della bassa friulana.

l comune non riconosce alcuna sottodivisione amministrativa (frazioni o località) ed effettivamente Lignano si presenta come un unico agglomerato urbano dal quale si distingue solo il piccolo nucleo abitato di Casabianca. Il centro può essere però suddiviso in 3 quartieri, indicati anche dalla segnaletica interna alla cittadina. All’estremità nordest, presso l’imboccatura del porto di Lignano, si trova Sabbiadoro, che rappresenta il nucleo più “antico” e la sede del municipio. Segue, più a sud-ovest, il nucleo di Pineta e, ancora oltre, presso il confine con Bibione (rappresentato dal Tagliamento), Riviera. La già citata Casabianca sorge a nordovest di Riviera.

Lignano vanta di un complesso di infrastrutture nautiche da diporto, tra le più sviluppate d’Europa con circa 5.000 posti barca e 8 darsene. Ha un litorale e una spiaggia suddivisa in tre zone (Sabbiadoro, Pineta e Riviera), che si estendono per circa 8 km con infrastrutture ricettive e ricreative degne di nota. La presenza turistica è molto elevata con circa 4.000.000 di presenze annuali[12] con turisti stranieri di molteplici nazionalità, soprattutto del nord ed est Europa (austriaci, tedeschi, russi, polacchi, cechi ec…). Da alcuni anni Lignano fa parte, unitamente ai comuni di Grado e Aquileia, del comprensorio turistico lagunare della Bassa Friulana di cui concorre ad incentivare lo sviluppo, l’economia e i consumi agricoli.

Lignano Sabbiadoro. (30 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 6 aprile 2017, 07:05 da it.wikipedia.org

Immagine Lignano SabbiadoroLignano Webcam in tempo reale vento e previsioni Meteo

Forni di Sopra – Vista dal Monte Crusicalas

Forni di Sopra - Campo Scuola Davost

Forni di Sopra – Campo Scuola Davost

Forni di Sopra - Malga Varmost

Forni di Sopra – Malga Varmost

Forni di Sopra (For Disore in friulano standard, For Disora in friulano carnico[3]) è un comune italiano di 972 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Non è un comune sparso, nonostante il capoluogo (oggi identificato con il toponimo del comune dai segnali stradali di delimitazione dell’abitato) sia anche noto come Vico.

Fa parte del club dei borghi autentici d’Italia[4].

Il paese dominato dalle Dolomiti friulane sorge a 907 m s.l.m. nell’alta Val Tagliamento, nella regione alpina della Carnia, sulla riva sinistra del fiume, è il comune più occidentale della provincia di Udine.

Gli abitati sono dominati dalle splendide vette dolomitiche dei monti Cridola (2.581 m) e Monfalconi a ovest, Pramaggiore (2.478 m) a sud-ovest e dalle cime dei monti Bivera (2.473 m), Clap Savon (2.462 m) e Clap Varmost (2.073 m) a nord-est. Parte del territorio comunale è incluso nel Parco naturale delle Dolomiti Friulane.

Di origini celtiche[senza fonte], il primo documento che attesta l’esistenza di Forni di Sopra è stato erroneamente datato 778 d.C. che invece riguarda Forni Avoltri in quanto qui vi erano attività estrattive sul monte Avanza (Vedi G.B. Carulli – “Antiche miniere della Carnia” in Studi tolmezzini, Arti grafiche friulane,198. Vedi anche C.C. Desinan – “Osservazioni sulla toponomastica del Canal di Gorto” in Memorie forogiuliesi, anno MCXCV, vol. LXXV, Deputazione di Storia Patria, 1999). È stata per lungo tempo considerata distinta dal resto della Carnia, per la sua dipendenza dalla famiglia Savorgnan, che la ricevette, così come la vicina Forni di Sotto dai patriarchi di Aquileia. Da qui viene il nome di Forni Savorgnani usato per denominare questa parte della valle.

L’economia del paese è basata principalmente sul turismo: oggi è una nota meta di turismo estivo ed invernale, uno dei principali poli turistici montani del Friuli-Venezia Giulia, grazie al paesaggio di rara bellezza e alle ottime piste di sci alpino (in particolare quelle situate sul versante meridionale del Varmost) e di fondo.

Forni di Sopra per la sua particolare attenzione a favorire un turismo sostenibile a mobilità dolce è inserito nel consorzio delle Perle delle Alpi.[7]

Forni di Sopra. (24 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 23 maggio 2017, 08:07 da it.wikipedia.org

Immagine Forni di Sopra | Agenzia Promotour

Monte Zoncolan – Vista Panoramica



Il Monte Zoncolan (Çoncolan in friulano standard) è una montagna della Carnia, in Friuli, alta 1.750 m, posta tra i territori dei comuni di Sutrio, Ovaro e Ravascletto, sede di un importante polo sciistico del Friuli-Venezia Giulia.

Dal punti di vista orografico e geomorfologico, fa parte del gruppo montuoso del Monte Arvènis-Tamai, all’interno delle Alpi Carniche. La cima è raggiungibile da Ovaro e Sutrio attraverso delle strade che salgono fino in cima, e da Ravascletto tramite la Funivia Ravascletto-Zoncolan che nella stagione invernale porta gli sciatori in vetta oppure a piedi tramite il sentiero denominato “Gjalinâr” (utilizzato soprattutto in estate).

Dalla cima si gode un panorama che abbraccia quasi tutta la Carnia: sono facilmente riconoscibili le cime delle Dolomiti Pesarine, e a nord gran parte della Catena carnica principale con il monte Peralba (2.692 m), il Monte Volaia (2.470 m), Coglians (2.780 m), Creta delle Chianevate (2.769 m), Crostis (2.251 m), Dimon (2.043), Paularo (2.043), Sernio (2.190 m), oltre a diversi paesi del fondovalle.

Sulla cima e lungo i versanti del monte è sorto un esteso polo sciistico che è uno dei più importanti del Friuli-Venezia Giulia con quasi 30 km di piste: con piste verdi, blu, rosse e nere, il polo sciistico conta 25 piste di discesa e 26 da fondo.

Monte Zoncolan. (2 maggio 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 10 maggio 2019, 22:47 da it.wikipedia.org

Immagine | Promotur

Tarvisio – Monte Lussari

Monte Lussari - Arrivo Pista Di Prampero

Monte Lussari – Arrivo Pista Di Prampero

Il Monte Santo di Lussari (1.790 m s.l.m. – detto anche Svete Višarje, “Le sante alture”, in sloveno, La Mont Sante di Lussari in friulano e Luschariberg in tedesco) è una montagna delle Alpi Giulie. Si trova nel comune di Tarvisio (UD), a sud della frazione di Camporosso.

Con i suoi 1.789 m s.l.m., non è una delle maggiori cime delle Alpi Giulie e deve la sua fama principalmente al convento sorto nel XVI secolo in cima al monte.

Dalla sua sommità si gode un ampio panorama sulla conca del tarvisiano e sulle alture circostanti, quali i gruppi del Mangart e del Jof di Montasio. Dalla cima si dipartono diversi sentieri, il più noto dei quali è quello che porta alla Cima del cacciatore a 2.071 m s.l.m.

La prima cappella, della quale non rimane più traccia, venne costruita nel 1360 nel luogo ove secondo la tradizione venne ritrovata una statuetta della Madonna col Bambino.

L’attuale chiesa risale invece al 1500 ed al 1600. Nel corso dei secoli ha subito alcuni danneggiamenti: nel 1807 venne colpita da un fulmine e nel 1915 venne bombardata, ma venne sempre ricostruita. Nell’anno 2000, in occasione del Giubileo, la chiesa è stata completamente ristrutturata e rinnovata.

La chiesa è chiamata anche “dei tre popoli”, in quanto è luogo di pellegrinaggio per le genti di tutte e tre le nazionalità confinanti: austriaci, italiani e sloveni.

Il Lussari è anche una stazione sciistica, raggiungibile con la telecabina che porta gli sciatori, da dicembre ad aprile, a cimentarsi sulle svariate piste da sci che sorgono sui fianchi del monte quali la Di Prampero (con una lunghezza di 3.920 m ed un dislivello di 940 m) e la Alpe Limerza. Questa pista, oltre che essere stata teatro di numerose gare di sci valevoli per la Coppa Europa, ha ospitato la Coppa del Mondo di sci femminile nel 2007, nel 2009, e il 5 e 6 marzo 2011.

Dalla frazione di Camporosso, ad 805 m s.l.m. parte una moderna telecabina, che con una lunghezza di 3.070 m ed una portata di 1.880 persone/ora porta in poco più di 15 minuti a quota 1.760, ai piedi del borgo abitato ed all’inizio delle pista da sci.

Monte Santo di Lussari. (5 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 23 maggio 2017, 08:21 da it.wikipedia.org

Immagine Tarvisio – Monte Lussari | Agenzia Regionale Promotour