Castel di Sangro (AQ)

Castel di Sangro

Castel di Sangro

Castel di Sangro (Caštiéllë in dialetto castellano) è un comune italiano di 6 668 abitanti della provincia dell’Aquila, in Abruzzo. Tradizionalmente parte integrante del Sannio, costituisce il principale centro dell’Alto Sangro, attivo centro turistico data la vicinanza agli impianti sciistici di Roccaraso, Pescocostanzo e Rivisondoli.

La città sorge sul limitare di una valle molto ampia, sulla riva destra del Sangro. Le sorgenti di questo corso d’acqua si trovano nei pressi della cittadina di Pescasseroli, nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Prima di raggiungere il territorio comunale di Castel di Sangro, il Sangro si immette nel Lago di Barrea, un bacino artificiale creato nel 1951. Dopo aver attraversato l’abitato di Castel di Sangro, il Sangro riceve l’acqua di altri affluenti e può essere considerato non più torrente ma fiume. Presso Villa Santa Maria, in provincia di Chieti, il Sangro si immette nel Lago di Bomba, un altro bacino artificiale. Il Sangro termina il proprio percorso sfociando nel Mar Adriatico.

La città è caratterizzata da un clima appenninico, reso più rigido dagli influssi di aria fredda provenienti dall’Adriatico e dalla vicinanza ai massicci montuosi del Greco e delle Mainarde. Le estati sono secche e ventilate, con temperature che possono superare i 30 gradi. Rispetto al resto dell’Alto Sangro, gode di un clima più gradevole e relativamente meno nevoso.

Una tradizione castellana ormai caduta in disuso è quella della Maitunata: il giorno di Capodanno, i giovani castellani giravano casa per casa cantando una canzone, detta la Matunata, con la quale chiedevano delle offerte.

Tra le attività tipiche è possibile annoverare quella della tessitura. A Castel di Sangro vengono prodotti tappeti e arazzi di pregio, arricchiti con figure geometriche. Oggi viene visitata anche per le sue bellezze artistiche, specialmente per la figura di Teofilo Patini, ma durante le festività, è interessata da arrivi provenienti dalla Campania e dal sud Italia, per la sua vicinanza al comprensorio sciistico di Roccaraso.

Per via della sua posizione è definito la “porta d’Abruzzo”.

Vi ha sede la società di calcio Associazione Sportiva Dilettantistica Castel di Sangro che ha disputato anche la serie B dal 1996 al 1998.

Castel di Sangro. (7 giugno 2020). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 19 giugno 2020, 08:58 da it.wikipedia.org

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Lago di Campotosto dal Monte Piano

Lago di Campotosto

Lago di Campotosto

Il lago di Campotosto è il più grande lago artificiale d’Abruzzo ed è il secondo d’Europa, situato interamente in provincia dell’Aquila, tra i comuni di Campotosto (da cui prende il nome), Capitignano e L’Aquila, tra il versante settentrionale del Gran Sasso d’Italia, quello occidentale dei Monti della Laga ed i Monti dell’Alto Aterno.

In epoca glaciale il bacino lacustre aveva la forma di una doppia Y. Al termine delle ere glaciali è rimasto l’alveo dove scorre il Rio Fucino. Il lago artificiale fu creato tra gli anni Trenta e Quaranta del XX secolo con la costruzione di tre dighe, con lo scopo di utilizzarne le acque per il funzionamento delle centrali idroelettriche site nella valle del Vomano. La creazione del lago artificiale ha assunto la forma di una V, in pratica la parte superiore della doppia Y. I due rami della V vengono detti di Campotosto e di Mascioni in relazione ai principali centri abitati che si stagliano lungo le sponde.

L’invaso ha inondato l’alveo torbiero che riforniva industrie locali di combustibili. Infatti, fino ai primi decenni del Novecento dal fondo del lago veniva estratta la torba e, per facilitarne il trasporto, era stata costruita una teleferica che convogliava il materiale estratto fino alla stazione di Capitignano. Da qui il trasporto si innestava sulle direttrici nazionali tramite la ferrovia L’Aquila-Capitignano costruita appositamente per tale commercio. Con la realizzazione del lago artificiale l’attività estrattiva fu abbandonata.

Posto ad un’altitudine di 1.313 m s.l.m., con una superficie di 1400 ettari ed una profondità massima compresa tra i 30 e i 35 metri[1], dal punto di vista idrografico fa parte del bacino idrografico del fiume Vomano, che scende nell’omonima valle fino al mar Adriatico e della riserva naturale statale omonima, istituita su una superficie di 1.600 ettari nel 1984 a tutela dell’ambiente naturale e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed è interamente costeggiato dalla Strada statale 577 del Lago di Campotosto. Transita qui un tratto della grande Ippovia del Gran Sasso.

Il lago di Campotosto è situato a poca distanza dalla strada statale 80 che lo lambisce meridionalmente e collega L’Aquila con Teramo e il versante adriatico. In alternativa è possibile utilizzare la strada statale 577 da Amatrice oppure altre strade minori da Montereale e Capitignano.

L’intero invaso è interamente circondato da un lungolago, sul tracciato della stessa strada statale 577, lungo circa 40 km. In corrispondenza del punto più stretto del lago è situato un ponte stradale (in sostituzione dell’adiacente e antiquato Ponte delle stecche) che consente un più rapido collegamento tra le sponde meridionale e settentrionale.

Il lago, interamente compreso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, è meta di sportivi e turisti soprattutto nella stagione estiva. L’attrazione principale è il lungolago che si estende per poco più di 40 km e consente il collegamento tra i vari centri abitati; essendo pressoché pianeggiante, si presta bene al cicloturismo. Altre attività frequenti sono il footing, il trekking e soprattutto l’equitazione, quest’ultima ben sviluppata grazie all’inserimento di Campotosto nell’itinerario dell’ippovia del Gran Sasso per un totale di circa 300 km attrezzati. In acqua è anche possibile fare windsurf, kitesurf, e kayak. Il perimetro del lago in acqua è di circa 30 km.

Il turismo è connesso anche alle località nelle vicinanze, in particolare il Passo delle Capannelle, luogo particolarmente amato da ciclisti e motociclisti, e le stazioni sciistiche (più distanziate) di Campo Imperatore e Prati di Tivo. La zona è inoltre rinomata per alcune eccellenze gastronomiche, tra cui la mortadella di Campotosto.

A seguito del terremoto dell’Aquila del 2009 si è accesa una forte polemica riguardo alla diga di Campotosto; secondo ricostruzioni geologiche la diga è costruita nella zona di rispetto della faglia dei monti della laga, una struttura geologica lunga circa 30 km, la cui completa attivazione porterebbe alla rottura dell’opera. Secondo alcune ricostruzioni la struttura si è mossa più volte negli ultimi 8000 anni. Le polemiche si sono inasprite durante la sequenza sismica di Norcia-Amatrice del 2016/2017 quando il giorno 18 gennaio 2017 un settore della faglia di Campotosto ha causato 4 eventi di Magnitudo momento da 5.0 a 5.5 danneggiando il paese.

Lago di Campotosto. (6 maggio 2020). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 20 maggio 2020, 08:15 da it.wikipedia.org

Immagine | Pescara Meteo

Rifugio Pomilio sulla Maiella

Rifugio Pomilio sulla Maiella

Rifugio Pomilio sulla Maiella – Vista NW

Rifugio Pomilio sulla Maiella

Rifugio Pomilio sulla Maiella – Vista NE

Il rifugio Bruno Pomilio è un rifugio montano situato sulla cresta della Majelletta (massiccio della Maiella) a 1888 m s.l.m., sulla strada che da Passolanciano sale al Blockhaus, all’interno del parco nazionale della Majella, in provincia di Chieti, nel territorio del comune di Rapino. Fa parte del comprensorio sciistico di Passolanciano-Maielletta e da esso dipartono percorsi escursionistici e scialpinistici che raggiungono il Blockhaus (2.145 m s.l.m.) e da qui tutte le maggiori vette della Maiella (Cima delle Murelle, Monte Acquaviva, Monte Focalone e Monte Amaro).

Dal rifugio diparte un impianto di risalita del comprensorio che raggiunge la quota massima di circa 2000 m poco sotto Cima Blockhaus. Poco più a monte del rifugio verso est dipartono invece profondi e scoscesi valloni che scendono fino a valle nel territorio del comune di Pennapiedimonte. Nei pressi del rifugio sono presenti importanti installazioni di ponti radio di telecomunicazioni per la zona del chietino e del pescarese. La vista dal rifugio abbraccia a sud tutte le cime maggiori del massiccio e la sottostante zona collinare di Chieti e Pescara ad est fino al medio Adriatico, poste ad oltre 1500 m di dislivello più a valle. In questa zona sono stati trovati reperti archeologici risalenti all’età del bronzo e al paleolitico.

Inaugurato nel 2011, di proprietà del Club Alpino Italiano (CAI), dispone di 40 posti letto ed altri servizi di base, come bar e ristorante.

Vi si accede d’estate e autunno direttamente dalla Maielletta tramite strada asfaltata; dal rifugio in su la strada è interdetta al traffico veicolare tranne che per biciclette e a piedi. D’inverno e primavera è raggiungibile sci ai piedi sempre dalla Maielletta.

Rifugio Bruno Pomilio. (7 gennaio 2020). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 20 maggio 2020, 07:54 da it.wikipedia.org

Immagine | Pescara Meteo