Monginevro – Viste dalla Serre Thibaud

Monginevro - Viste dalla Serre Thibaud

Monginevro - Viste dalla Serre Thibaud

Monginevro - Viste dalla Serre Thibaud

Monginevro - Viste dalla Serre Thibaud

Monginevro - Viste dalla Serre Thibaud

Monginevro - Viste dalla Serre Thibaud

Monginevro - Viste dalla Serre Thibaud

Monginevro (in francese Montgenèvre) è un comune francese di 527 abitanti situato nel dipartimento delle Alte Alpi nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Situata all’altitudine di 1 860 metri Monginevro prende il nome dal colle del Monginevro, uno dei principali valichi tra Italia e Francia. Montgenèvre è anche una nota stazione sciistica e costituisce la porta sud della Via Lattea, noto comprensorio sciistico.
Si trovano 17,09 km² in Val di Susa annessi dal comune di Claviere in seguito al trattato di pace del 1947 e alle rettifiche del 1976.

Pur essendo in Francia il comune appartiene alla Regione geografica italiana e al bacino idrografico del Po, dato che dal colle del Monginevro nasce la Dora Riparia. La prosecuzione della strada statale 24 in territorio francese porta verso il sud della Francia (Gap e la Provenza).

Data la posizione sul colle, il clima è generalmente ventilato e le giornate di sole sono moltissime; le numerose perturbazioni invernali apportano consistenti quantità di neve ed in inverno temperature rigide mantengono la neve ottimale per gli appassionati di sport invernali.

Si tratta del primo paese dopo il confine italo-francese sulla strada del colle del Monginevro denominato in epoca romana Druantium: il comune chiude il Briançonnais.
Nel 1947 con il trattato di Parigi il colle passa dall’Italia alla Francia.

Il paese di Monginevro è molto importante per il tracciato storico della Via Francigena, in quanto costituisce l’inizio del percorso in terra italiana ed anche lo spartiacque del tracciato della via Domizia verso Santiago di Compostela: una targa ricorda questo crocevia di cammini storici.
Successivamente il tracciato prosegue verso Claviere e poi discende verso Cesana Torinese.

Monginevro. (15 settembre 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 28 novembre 2016, 10:39 da it.wikipedia.org

Immagini | m.webcam-hd.com

Antartide – Base Generale Bernardo O’Higgins

Antartide - Base Generale Bernardo O'Higgins

La Base Generale Bernardo O’Higgins è una stazione di ricerca del Cile posta in Antartide, circa 30 km a sud del punto più settentrionale della penisola Antartica.

Prende il nome da Bernardo O’Higgins, considerato il “Padre della Patria” del Cile.

Fu inaugurata il 18 febbraio 1948 dal presidente del Cile Gabriel González Videla ed è una delle basi permanenti antartiche di più vecchia istituzione. È una base permanente gestita dall’esercito cileno, con un personale di circa 45 persone in estate e circa 18 in inverno. Può ospitare fino a 60 persone.

Nel 1991 l’agenzia spaziale tedesca DLR vi ha installato la German Antarctic Receiving Station (GARS), usata per raccogliere dati di sensori posizionati in antartide da reinviare ai satelliti, che altrimenti andrebbero persi.

Base generale Bernardo O’Higgins. (24 settembre 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 23 novembre 2016, 10:19 da it.wikipedia.org

Immagine | ivs.bkg.bund.de

Ny-Ålesund – Isole Svalbard

Ny-Ålesund – Isole Svalbard

Ny-Ålesund - Isole Svalbard

Ny-Ålesund, situato nel nord-ovest dell’isola di Spitsbergen, la più estesa dell’arcipelago delle Svalbard, è il secondo insediamento umano più a nord del mondo.

Ny-Ålesund è un insediamento situato nel nord-ovest dell’isola di Spitsbergen, la più estesa dell’arcipelago delle Svalbard (Norvegia), popolato da circa 200 abitanti in estate e soltanto 30 in inverno, per lo più ricercatori. È raggiungibile in nave durante il periodo estivo e in motoslitta (6 ore da Longyearbyen) durante il periodo invernale, oppure con collegamento aereo da Longyearbyen tramite un servizio intrasettimanale di un piccolo aereo oltre ovviamente all’elicottero.

È situata sulla penisola di Brøggerhalvøya, in quella che un tempo era conosciuta come Baia del Re; da qui partì Nobile per la sua spedizione in dirigibile, qui Amundsen fissò la sua base preferita per le avventure polari; in suo ricordo è stato eretto un busto nella “piazza” del paese. Essendo situata oltre il 78º parallelo nord Ny-Ålesund vanta molti record: ad esempio ospita l’ufficio postale più a nord del mondo, così come l’albergo. Non vi sono anziani, né bambini.

L’area è sede di un osservatorio scientifico di estrema importanza sia per i geologi, sia per i meteorologi: sulla collina che si erge dietro all’abitato infatti funziona perennemente una postazione meteo tra le più importanti al mondo; tale postazione continua ad offrire dati rilevanti sulle variazioni climatiche e sull’inquinamento del pianeta. Sulla Zeppelin station è posta pure una web cam assolutamente panoramica, soprattutto nelle prime ore del giorno durante i periodi tra maggio e settembre.

Tra le basi scientifiche di diversi paesi presenti, vi è anche la Base Artica Italiana Dirigibile Italia, in onore alle imprese di Nobile, e gestita dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nel settembre 2009 è stata inaugurata dal Presidente del Dipartimento Terra e Ambiente del CNR la Amundsen-Nobile Climate Change Tower, per lo studio del bilancio di energia alla superficie.

Ny-Ålesund. (27 ottobre 2015). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 22 dicembre 2015, 08:57 da it.wikipedia.org

Immagine Ny-Ålesund | svein-nordahl.com

Monte Bianco – Aiguille du Midi (Skyway Monte Bianco)

Monte Bianco - Aiguille du Midi (Skyway Monte Bianco)
Cresta dell'Aiguille du Midi (Skyway Monte Bianco)
Cresta dell’Aiguille du Midi
Vista sul Monte Bianco dall'Aiguille du Midi (Skyway Monte Bianco)
Vista sul Monte Bianco dall’Aiguille du Midi
Vista sulla Valle di Chamonix dalla sommità di Aiguille du Midi (Skyway Monte Bianco)
Vista sulla Valle di Chamonix dalla sommità di Aiguille du Midi
Vista sull'Aiguille du Midi da Punta Helbronner (Skyway Monte Bianco)
Vista sull’Aiguille du Midi da Punta Helbronner

L’Aiguille du Midi è la guglia più alta (3.842 m) delle Aiguilles de Chamonix e si trova nella parte meridionale del massiccio del Monte Bianco.

L’Aguille du Midi è raggiunta da una funivia che parte da Chamonix. Per questo motivo è molto frequentata da turisti, da sciatori per la discesa del ghiacciaio della Mer de Glace, e da alpinisti, per salire velocemente in quota per le ascensioni sulle montagne circostanti o per raggiungere il Rifugio des Cosmiques.

La prima ascensione della cima Nord fu compiuta il 4 agosto 1818 da Antoni Malczewski, Jean-Michel Balmat e cinque altre guide. La cima Sud, la più elevata, fu invece raggiunta il 5 agosto 1856 da Alexandre Devouassoux, Ambroise e Jean Simond.

Nei pressi della montagna sorge il Rifugio des Cosmiques, luogo di pernottamento e di partenza per varie ascensioni del massiccio del monte Bianco.

L’Aiguille du Midi è stato trasformato nel tempo in un vero e proprio alveare umano dedicato al turismo. È stato trafitto da una rete di tunnel e possiede vari servizi, alcuni dedicati alle strutture ricettive.

Sulla sommità settentrionale, l’arrivo e la partenza della funivia, sopra il ristorante 3842 (3842 metri di altitudine è la vetta dell’Aiguille du Midi) secondo ristorante più alto d’Europa (dietro il Piccolo Cervino a Zermatt ), e anche sopra la terrazza Chamonix. Poi c’è una caffetteria, croque – minute e sullo sfondo, la terrazza Aravis.

Dalla cima nord, la porta d’ingresso dà accesso alle gallerie del picco centrale, si accede alla galleria del ghiaccio e alla terrazza Monte Bianco. Si accede, poi, attraverso questi tunnel per l’uscita alla cresta NE e la Vallée Blanche e dall’altro per la funivia dei Ghiacciai.

L’ascensore dà accesso alla terrazza posta sulla sommità cima (picco centrale, detta anche vetta meridionale), ai piedi della torre di telecomunicazioni.

Dalla fine del 2013 vi è anche il cosiddetto “Passo nel vuoto”, una costruzione in vetro e acciaio parallepipida a strapiombo da cui si ha la sensazione di essere sospesi nel vuoto. L’attrazione è compresa nel prezzo della salita in funivia.

Il 23 giugno 2015 la funivia Skyway Monte Bianco ha fatto il suo viaggio inaugurale. La stazione di arrivo a punta Helbronner a quota 3465mt offre al pubblico una vista impagabile.

Aiguille du Midi. (7 ottobre 2015). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 19 ottobre 2015, 13:28 da it.wikipedia.org

Immagine Aiguille du Midi – Compagnie du Mont Blanc Chamonix

Madagascar – Andilana Beach Resort

Madagascar - Andilana Beach Resort

Vista sulla piscina
Madagascar - Andilana Beach Resort - Piscina

Vista sulla spiaggia
Madagascar - Andilana Beach Resort - Spiaggia

Lo Andilana Beach Resort è posizionato sull’Isola di Nosy Be.

Nosy Be o Nossi-bé è un’isola poco al largo della costa nordoccidentale del Madagascar. Appartiene alla provincia di Antsiranana, e conta 60.000 abitanti.

In lingua malgascia, “nosy be” significa “grande isola”. Storicamente, all’isola furono attribuiti diversi nomi nel corso dei secoli. All’inizio del periodo coloniale, nel XVII secolo, l’isola veniva chiamata Assada. Nomi malgasci alternativi sono Nosy Manitra (“isola profumata”) o Antsirambazaha.

I primi abitanti di Nosy Be erano di etnia Sakalava; in seguito giunsero sull’isola piccoli gruppi di Antankarana, Zafinofotsy, abitanti delle Comore, indiani e Antandroy. Fu annessa al regno di Radama intorno al 1837.

Nosy Be è uno dei poli turistici principali del Madagascar. Altra risorsa importante è l’agricoltura: vi si coltivano, fra l’altro, caffè, cacao, vaniglia, cannella e ylang-ylang, da cui si estrae un’essenza usata nell’industria dei profumi (proprio da queste coltivazioni derivava il nome “isola profumata”). Fino a pochi anni fa, si coltivava anche canna da zucchero.

Nosy Be è un’isola vulcanica, situata alla latitudine sud 13° 21′ e longitudine est 40° 21′, a circa 8 km dalla costa del Madagascar, nel canale di Mozambico. Ha un’area complessiva di 300 km² e il punto più alto, costituito dal monte Lokobe, è 450 m s.l.m. Il capoluogo dell’isola è la città di Andoany, nota nel periodo coloniale come Hell-Ville, dal nome dell’ammiraglio francese Anne Chrétien Louis de Hell.

È circondata da un arcipelago di altre isole minori fra cui Nosy Komba (celebre per i lemuri macaco), Nosy Sakatia, Nosy Tanikely, Nosy Mitsio, Nosy Raty, Nosy Fanihy, Nosy Faly, Nosy Mamoko e Nosy Iranja, nonché numerosi isolotti disabitati come Nosy Kivongy, Nosy Antsoha e Nosy Ankazoberavina[1].

Sull’isola di Nosy Be ci sono undici laghi vulcanici, che costituiscono un’importante risorsa d’acqua per la coltivazione e un ottimo habitat per i coccodrilli. Il paesaggio è molto vario e dominato da grandi colline e rilievi minori, come il già menzionato Lokobe e il monte Passot (350 m). La costa è frastagliata e ricca di insenature e piccole baie.

Il clima di Nosy Be è ideale per il turismo. 27 gradi di media con percentuali molto basse di umidità. Il Massiccio di Tsaratanana protegge l’isola dai forti venti di nord est che colpiscono il Madagascar in agosto, e le acque del canale di Mozambico sono calde in tutte le stagioni dell’anno. In estate (dicembre, gennaio e febbraio e marzo) l’umidità è elevata a causa delle piogge notturne e del caldo del giorno; nello stesso periodo l’isola, soprattutto la costa orientale, può essere interessata dal passaggio di cicloni.

L’isola ospita la Riserva naturale di Lokobe, una delle cinque riserve naturali integrali del Madagascar, che protegge quanto rimane della foresta pluviale tropicale che un tempo ricopriva interamente l’isola.

Nosy Be. (30 agosto 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 15 settembre 2016, 14:09 da it.wikipedia.org

Immagine Andilana Beach Resort | Andilana Resort

Eiger Parete nord (The North Face)

Eiger Parete nord (The North Face)

Eiger - Vista sulla parete nord (The North Face)

Eiger - Vista sulla parte nord (The North Face)

Eiger - Vista sulla parte nord (The North Face)

L’Eiger è una montagna svizzera delle Alpi bernesi, situata nella regione montuosa dell’Oberland. È particolarmente famosa per la sua parete nord, che ha costituito uno dei principali problemi alpinistici degli anni trenta.

Si trova nelle Alpi Bernesi, in prossimità della località di Grindelwald. La cresta principale (cresta Mittellegi), che sale in direzione ovest-sud-ovest, raggiunge la vetta per piegare verso sud, scendendo ad un colle che separa l’Eiger dal vicino Mönch; dalla vetta del Mönch la cresta scende al passo dello Jungfraujoch, punto di arrivo della Ferrovia della Jungfrau. Dalla vetta dell’Eiger si dipartono due creste secondarie: una scende in direzione ovest verso il colle della Kleine Scheidegg, l’altra digrada verso sud-ovest.

Tutte le facce della montagna sono assai scoscese. La via normale si sviluppa sul versante occidentale.

La montagna è attraversata dal tunnel della ferrovia Jungfraubahn, che unisce la Kleine Scheidegg allo Jungfraujoch. Si tratta di una ferrovia a scartamento ridotto con alimentazione a corrente trifase, attiva dal 1898. La ferrovia ha due stazioni intermedie in galleria all’interno dell’Eiger, la Eigerwand e la Eismeer, che rappresentano due punti panoramici rispettivamente sulla parete nord dell’Eiger e sul ghiacciaio di Grindelwald (Grindelwaldgletscher). La stazione di partenza alla Kleine Scheidegg offre un’ottima visuale della parete nord dell’Eiger, e permette quindi di seguire (con l’ausilio di cannocchiali e binocoli) le cordate che ne tentano la salita.

La parete nord dell’Eiger rappresentò a lungo un problema alpinistico insolubile. Le grosse difficoltà della parete sono soprattutto di carattere ambientale: a causa della sua esposizione, infatti, presenta ampie zone di neve perenne e ghiacciai, ed è soggetta a numerose frane, distacchi e scariche di pietre, soprattutto nella stagione estiva, a causa del disgelo diurno di parte del ghiaccio.

Per questi motivi la parete fu evitata fino agli anni trenta del XX secolo, quando si susseguirono diversi tentativi di salirla. Il primo ebbe luogo nel 1934, da parte degli alpinisti tedeschi Willy Beck, Kurt Löwinger e Georg Löwinger. La cordata riuscì a salire fino ad una quota di 2.900 m, poi si ritirò.

Nel 1935 la salita fu tentata da un’altra cordata tedesca, composta da Karl Mehringer e Max Sedlmeyer. I due raggiunsero una quota di 3.300 m, ma furono sorpresi dal maltempo, che li bloccò in parete, dove morirono; il posto dove si fermarono è da allora noto come bivacco della morte.

Nel 1936 vi fu un ulteriore tentativo, da parte di due cordate separate: i tedeschi Andreas Hinterstoisser e Toni Kurz, e gli austriaci Willy Angerer ed Edi Rainer. Incontratesi in parete, le due cordate decisero di unire le forze nel tentativo. Hinterstoisser riuscì ad oltrepassare il passaggio chiave della via, un lungo traverso esposto che oggi porta il suo nome (traversata Hinterstoisser). Nelle fasi successive però Angerer fu colpito alla testa da una scarica di pietre, rimanendone ferito; tentò comunque di proseguire. Al quarto giorno di salita, a causa delle cattive condizioni di Angerer e del peggiorare del tempo, il gruppo decise di ritirarsi; non riuscendo però ad effettuare a ritroso la traversata Hinterstoisser, dovettero scendere per la via più diretta, molto esposta a valanghe e scariche. Quasi alla fine della discesa, il gruppo fu appunto travolto da una valanga: Angerer, Rainer ed Hinterstoisser morirono immediatamente, mentre Toni Kurz morì di sfinimento il giorno successivo, nonostante i tentativi di salvarlo da parte di un’apposita squadra di soccorso.

Eiger. (13 novembre 2015). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 20 novembre 2015, 08:53 da it.wikipedia.org

Immagine | Jungfrau e Hotel Belvedere