Camogli – Vista sulla passeggiata

Camogli - Vista sulla passeggiata

Camogli (Camoggi in ligure[3]) è un comune italiano di 5 332 abitanti[1] della città metropolitana di Genova in Liguria.

Tipico borgo marinaro, centro turistico noto per il suo porticciolo e per i palazzi variopinti sul lungomare. È anche chiamata la “Città dei mille bianchi velieri”[4]. I suoi abitanti, i camogliesi, per tradizione locale vengono talvolta denominati camoglini, sul modello del ligure camoggin.

Il centro della città di Camogli che occupa la vallata a ponente del monte di Portofino si affaccia sul Golfo Paradiso, all’estremità occidentale del promontorio portofinese, nella riviera di levante, ad est di Genova. Appartiene a Camogli la parte più ampia del parco naturale regionale di Portofino, mentre lo specchio acqueo antistante il promontorio fa parte dell’Area naturale marina protetta Portofino.

L’aspetto architettonico più rilevante della cittadina è la presenza di edifici colorati che si affacciano sulla spiaggia. I colori e le linee più chiare orizzontali (dette marcapiano) servivano ai marinai camogliesi per riconoscere più facilmente la propria abitazione tra i vari piani dei palazzi del borgo e farvi ritorno dopo la pesca. La maggior parte degli edifici del centro storico sono stati edificati con un susseguirsi di aggiunte e modifiche nel corso dei secoli. Spesso le aggiunte riguardavano anche singole stanze che modificavano l’aspetto sia interiore che esteriore dei palazzi. La nascita di un figlio di un navigante o quanto ricavato da un lungo imbarco, spesso erano le motivazioni da cui nasceva una nuova appendice al palazzo esistente.

Nel 1913, secondo una moda il cui esempio più eclatante è la promenade di Nizza, vennero abbattuti i palazzi prospicienti il mare creando la passeggiata a mare, con la rotonda in stile littorio. La scelta dell’abbattimento fu dettata anche dallo stato in cui versavano gli immobili, strutture in legno e pietra da secoli preda di ondate e salsedine. La spiaggia, o perlomeno l’incremento della poca preesistente, si ebbe con il terreno di risulta della realizzazione del tracciato della ferrovia Genova-La Spezia, con l’apertura delle gallerie a levante (verso Santa Margherita Ligure) e a ponente (verso Recco). Dal materiale di risulta dei lavori al tracciato ferroviario si ottenne anche la trasformazione del territorio in prossimità della ferrovia stessa, con la creazione del terrapieno che andò a costituire le basi per l’attuale piazza Matteotti, su cui affaccia il teatro Sociale.

La caratteristica degli edifici costruiti a breve distanza dal mare si deve però alle caratteristiche del territorio. Camogli è costruita lungo le pendici di un rilievo quasi a picco sul mare.

Questo aspetto orografico ha l’effetto di garantire a Camogli un clima particolarmente temperato, tipico di alcune località del levante genovese, non riuscendo i venti freddi provenienti dalla pianura Padana a raggiungere la costa. Anche per questo Camogli è un’apprezzata località turistica.

Camogli. (13 agosto 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 29 novembre 2019, 15:21 da it.wikipedia.org

Immagine Camogli – Vista sulla passeggiata | Hotel Cenobio dei Dogi

Messico – Punta Cancún a Cancún

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Cancún (pron. /kænˈkuːn/ o /kɑːn-/, in spagnolo [kaŋˈkun]) è una città di 743 626 abitanti situata nello Stato di Quintana Roo, nel Messico meridionale.

Rinomata località turistica, sorge nella penisola dello Yucatán e si affaccia sul golfo del Messico.

La popolazione residente nel 2010 è di circa 630.000 abitanti, anche se il numero dei presenti in forma temporanea, come spesso avviene in località turistiche, aumenta sensibilmente nei periodi di maggior turismo e nei giorni di vacanza.

Si divide in due aree: una situata nella parte continentale, dove c’è la vera e propria città, e l’altra in un’isola lunga 22 km, su cui si estende la zona degli alberghi (zona hotelera). Delimitata a nord dalla Bahia de Mujeres, a est dal Mar dei Caraibi ed a ovest dalla Laguna Nichupte, l’isola di Cancún, a forma di 7, è unita alla terraferma da due ponti: quello sul canale Nichupte, a 4 km dal centro della città, e quello sul canale Nizuc, all’estremo opposto, che unisce la Punta Nizuc alla parte continentale, vicino all’aeroporto ed alla Riviera Maya. Nella città sorgono parecchie sedi decentrate dei principali uffici governativi del Quintana Roo, di cui la capitale è Chetumal, della sede vescovile di Cancún-Chetumal e di 12 consolati.

Il clima è caldo violento e molto umido nel periodo estivo, che coincide con il periodo delle piogge, mentre durante l’inverno si ha un clima caldo con poca umidità, con una quasi mancanza di pioggia ed una temperatura media di 25 gradi.

La denominazione esatta presentava dei dubbi: in alcune carte geografiche il nome dell’area appariva come Kankun (un solo vocabolo), che in Maya significa “pentola di serpenti” o “nido di serpenti”. Però nei primi documenti di Infratur (l’ente incaricato dello sviluppo e della programmazione urbanistica, che oggi si chiama Fonatur), la designazione appare separata in due vocaboli: Kan Kun, e, a volte, Can Cún (forse per influenza spagnola). Cancún, l’attuale denominazione, si deve forse alla comodità fonetica, all’uso o al caso.

Cancún. (2 giugno 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 27 novembre 2019, 13:56 da it.wikipedia.org

Immagine | Webcams de Mexico

Maluha Bay – Torre Chianca – Lecce

Torre Chianca è una località balneare salentina, frazione di Lecce da cui dista 10 km.

La località prende il nome dall’omonima torre cinquecentesca fatta costruire dagli Spagnoli per difendere il Salento dagli attacchi dei pirati Saraceni. Nasce come derivazione del vicino borgo di Case Simini, località del comune di Lecce appena più nell’entroterra.

Di particolare interesse naturalistico sono i bacini Idume e Fetida, dove crescono alghe characee e brasca pettinata. Qui si getta nel mare il fiume sotterraneo Idume. Lungo le sponde sono presenti fitti canneti, una “steppa salata” di salicornia annuale e piante quali il narciso.

L’antica torre di avvistamento, risale al Cinquecento nel periodo in cui Carlo V fece custodire il Salento dalle incursioni turche. Oggi è in parte crollata.

Torre Chianca, come tutta la litoranea leccese, ha un clima subtropicale secco, caratterizzato da inverni miti e brevi con una temperatura massima di 19-20° la mattina e di 17-19° la sera, con punte di 29-30° percepiti nelle giornate più afose, le primavere e gli autunni hanno temperature elevate con picchi di anche 35°; le estate sono molto lunghe e particolarmente afose, con temperature intorno ai 33° di mattina e di 19-20° la sera, ma le temperature percepite per via degli elevatissimi tassi di umidità si spingono quasi sempre oltre i 40° con picchi record da 50-55°. Si contano 116 giornate con temperature sopra i 30° e di 40 giorni con temperature percepite oltre i 45°. Le precipitazioni sono quasi assenti, la siccità di protrae in tutto l’anno, cadono mediamente 169 mm di pioggia in 17 giorni l’anno. La zona è ventilata con correnti provenienti soprattutto da nord, sud e sud-est

A Torre Chianca sono presenti la flora e la fauna tipici della macchia mediterranea, con piante spettacolari. Per quanto riguarda la fauna ittica sono presenti molti cefali, gamberi, moscatelle, e molto altro.

Torre Chianca (Lecce). (21 settembre 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 27 novembre 2019, 12:02 da it.wikipedia.org

Immagine | 365 giorni nel Salento

Punta Marina Terme di Ravenna

Punta Marina di Ravenna

Punta Marina Terme è una frazione del comune di Ravenna, situata immediatamente ad Est del centro della città, sul litorale. È il secondo dei Lidi Sud, dopo Marina di Ravenna, Lido Adriano (col quale forma oramai un’unica conurbazione), Lido di Dante, Lido di Classe e Lido di Savio. È caratterizzata da ampie spiagge sabbiose e da una grande pineta.
Amministrativamente, fa parte della Circoscrizione del Mare.

Punta Marina è un centro che ha la sua massima vitalità nella stagione estiva, grazie alla presenza di numerosi turisti e pendolari che animano la vita della zona. La ricettività può contare su diversi alberghi e pensioni, tre campeggi molto capienti, un villaggio turistico, ristoranti e pizzerie, e numerosissimi stabilimenti balneari che fungono da polo di attrazione, offrendo ai propri clienti, oltre a qualificati servizi di spiaggia, anche ristoranti e locali per il divertimento serale e notturno. All’ingresso della frazione è ben visibile un parco giochi che propone intrattenimenti diurni e serali, completato da una piscina con alti scivoli ad acqua.

Punta Marina è sede di un noto stabilimento termale, posizionato anch’esso direttamente sulla spiaggia, specializzato in cure marine.

La zona in cui attualmente sorge Punta Marina Terme era originariamente la foce dei fiumi Ronco e Montone; i detriti apportati dalle loro acque avevano formato nel tempo una vera e propria “punta” di terra che avanzava stagionalmente.

Punta Ravenna rimase un’area acquitrinosa fino agli inizi del XX secolo. Le bonifiche degli anni venti diedero vita all’assetto attuale, e quindi nacque la possibilità di accogliere pescatori, contadini e braccianti con le loro famiglie. La frazione assunse il nome attuale di Punta Marina.
Negli anni trenta fu aperta la prima scuola pubblica. In questo periodo spuntarono sulla spiaggia i primi capanni in legno fatti dai bagnanti.

Al termine del conflitto lentamente il paese riprese la via dello sviluppo, fino a diventare uno dei Lidi di Ravenna più visitati. Negli anni settanta esistevano due cinema all’aperto, più di una discoteca per il pubblico giovanile; i turisti, sia italiani che stranieri, abbondavano.
A partire dagli anni novanta la località ha perso quota nei confronti dei lidi confinanti; le presenze hanno cominciato a diminuire; cinema e discoteche hanno chiuso. Oggi Punta Marina è rimasta una meta per famiglie ed anziani in cerca di tranquillità.

Intanto negli ultimi anni si è presentato in tutta la sua gravità il problema dell’erosione costiera. Per fronteggiare le catastrofiche mareggiate che accorciano sempre più la spiaggia del lido e minacciavano gli stabilimenti balneari, sono state costruite delle scogliere che si prolungano dalla spiaggia verso il mare e delle barriere parallele al bagnasciuga.

Punta Marina Terme. (12 marzo 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 1 agosto 2019, 12:43 da it.wikipedia.org

Immagine Punta Marina Terme di Ravenna | Meteo System

Nave Crystal Serenity


Crystal Cruises è una compagnia crocieristica di lusso statunitensi. È proprietà della società giapponese Nippon Yusen Kaisha.

Viene premiata numerose volte dalla rivista statunitense Travel + Leisure come la migliore compagnia crocieristica del mondo.

Si avvale per il servizio di due navi, la Crystal Symphony varata nel 1995 e in grado di ospitare 940 passeggeri e la Crystal Serenity, varata nel 2003 e in grado di ospitarne 1.050.

Le crociere sono previste su itinerari diversi, a turno in continenti diversi, seguendo degli itinerari a tema più che dei percorsi fissi classici.

Crystal Cruises. (26 febbraio 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 10 maggio 2019, 23:54 da it.wikipedia.org

Immagine | Panomax

Punta Maladecia

Punta Maladecia

La Punta Maladecia (2.745 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Marittime situata in provincia di Cuneo.

La montagna sovrasta la valle che da Vinadio sale al santuario di Sant’Anna ed al Colle della Lombarda.

Si può salire sulla vetta lasciando l’automobile lungo la strada che conduce al Colle della Lombarda; più in particolare dopo che la strada si è diramata da quella che sale al santuario di Sant’Anna si percorrono i tornanti in salita e poi quando la strada diventa più pianeggiante si posteggia lungo la strada a quota di circa 2.000 metri.

Punta Maladecia. (17 luglio 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 9 agosto 2018, 12:16 da it.wikipedia.org

Immagine | Santuario Sant’Anna di Vinadio

Vallombrosa

Vallombrosa

Vallombrosa è un toponimo che indica sia una foresta posta sulle pendici sud del Pratomagno, sia una località, posta all’interno di tale foresta, nel territorio del comune di Reggello. Vi è ubicata la stazione meteorologica di Reggello Vallombrosa.

In località Vallombrosa è ospitata l’omonima riserva, oltre a un rinomato arboreto ed un vasto prato, frequentatissimo nel periodo estivo in particolar modo dagli abitanti di Firenze in cerca di refrigerio.

Il monumento più noto è l’abbazia dei monaci vallombrosani, dai quali si può essere anche ospitati. Per opera di Giovanni Gualberto si costituì una comunità impegnata a seguire gli insegnamenti degli apostoli e dei padri della Chiesa; semplicità, povertà, meditazione, lavoro: questi i punti su cui convergeva la propria quotidianità.

Vallombrosa è spesso associata nonché fraintesa con la vicina frazione di Saltino.

La fama del complesso Vallombrosa-Saltino come stazione climatica, infatti, nacque nella seconda metà del XIX secolo, e raggiunse il suo apice all’inizio del XX secolo, grazie anche alla ferrovia Sant’Ellero-Saltino, da tempo dismessa.

L’annessione del Trentino a seguito della prima guerra mondiale comportò una decisa perdita d’interesse per Vallombrosa e per Saltino, in quanto i villeggianti preferivano le nuove mete alpine, relegando le due località ad un interesse locale.

Nonostante questo costante declino la località sembrò trovare, a partire dal 1960, un nuovo rilancio turistico con la realizzazione di una stazione sciistica sulla vetta del vicino Monte Secchieta. Il naturale comprensorio sciistico che si venne a creare permise a Vallombrosa, grazie alla vicinanza a Firenze, di offrire un’immagine turistica di livello elitario rispetto ad altre località turistiche montane della Toscana. La chiusura degli impianti sciistici, avvenuta nel 1988, non ha trovato seguito, anche a causa di vive polemiche per il danno ambientale che avrebbero potuto portare nuovi impianti e ha lasciato la località senza possibilità di offrire alternative ai turisti nel periodo invernale.

Vallombrosa. (18 aprile 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 31 luglio 2018, 06:50 da it.wikipedia.org

Immagine | Meteo System

Monte della Neve

Monte della Neve

Il Monte della Neve (3.178 m s.l.m. – Schneespitze in tedesco) è una montagna delle Alpi Breonie nelle Alpi Retiche orientali. Si trova lungo il confine tra l’Italia (provincia autonoma di Bolzano) e l’Austria (Tirolo).

Si può salire sulla vetta partendo dal Rifugio Cremona (2.423 m).

Monte della Neve. (21 settembre 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 18 luglio 2018, 08:15 da it.wikipedia.org

Le Alpi Retiche orientali (Östliche Rätische Alpen in tedesco) sono una sezione delle Alpi. Secondo la classificazione della SOIUSA appartengono alle Alpi Centro-orientali. La vetta più alta è il Wildspitze che raggiunge i 3.772 m s.l.m.

Interessano l’Austria (Land del Tirolo) e l’Italia (Regione Trentino-Alto Adige).

Secondo la Partizione delle Alpi del 1926 le Alpi Retiche formavano una sola sezione alpina. Di conseguenza le Alpi Retiche orientali erano inglobate nella più grande sezione.

L’AVE non definisce sezioni alpine di grandi dimensioni ma, seguendo motivazioni soprattutto di carattere morfologico, suddivide le Alpi Orientali in gruppi montuosi di dimensioni minori. Pertanto definisce le Alpi Venoste, le Alpi dello Stubai e le Alpi Sarentine come gruppi indipendenti.

La SOIUSA ha cercato una mediazione tra le due precedenti situazioni. Da una parte ha mantenuto il concetto di sezione anche se, per motivi principalmente di composizione geologica, ha suddiviso le Alpi Retiche in tre sezioni distinte: Alpi Retiche occidentali, Alpi Retiche orientali ed Alpi Retiche meridionali. Ha inoltre introdotto il concetto di sottosezione alpina andando così a ricuperare i gruppi dell’AVE.

Alpi Retiche orientali. (21 settembre 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 18 luglio 2018, 08:14 da it.wikipedia.org

Immagine Monte Della Neve | Comune di Livigno

Antartide – Stazione Palmer

Antartide - Palmer Station

La Stazione Palmer è situata nell’Isola di Anvers ed è l’unica base di ricerca antartica degli Stati Uniti situata a nord del Circolo Polare Antartico ed ospita fino a 40 persone in estate ed una decina in inverno.

La stazione è stata costruita nel 1968 ed è utilizzata dal Programma Antartico degli Stati Uniti d’America e prende il nome da Nathaniel Brown Palmer.

Nathaniel Brown Palmer (Stonington, 8 agosto 1799[1] – Stonington, 21 giugno 1877) è stato un navigatore, esploratore e cacciatore di foche statunitense.

Negli anni 1810 le pelli delle foche dei mari antartici erano molto preziose come oggetto da vendere in Cina. Essendo un cacciatore di foche capace e senza paura, Palmer ottenne il primo incarico di comando all’età di 21 anni. Il suo vascello, un piccolo sloop di nome Hero, era lungo soli 14 metri. Palmer si diresse a sud sulla Hero all’inizio dell’estate antartica del 1820–1821. Cercando in maniera aggressiva nuove colonie di foche a sud di Capo Horn, il 17 novembre 1820, Palmer ed i suoi uomini divennero i primi statunitensi ed il terzo gruppo in generale a scoprire la penisola Antartica. Le più grandi navi capitanate da Fabian Gottlieb von Bellingshausen e Edward Bransfield dissero di aver avvistato la terra già nel 1820. Assieme al cacciatore inglese George Powell, Palmer scoprì il vicino arcipelago delle isole Orcadi Meridionali.

Dopo aver concluso una carriera da cacciatore di foche ricca di successi Palmer, ancora nel fiore degli anni, si dedicò alla guida di navi veloci per i trasporti espressi. Nel 1843 il capitano Palmer assunse il comando della Paul Jones nel suo viaggio inaugurale da Boston a Hong Kong, giungendovi 111 giorni dopo. In questo nuovo ruolo il capitano del Connecticut percorse molte delle principale rotte mondiali. Osservando forze e debolezze delle barche che navigavano gli oceani in quel periodo, Palmer progettò miglioramenti a scafo e sartiame. Questi miglioramenti permisero a Palmer di partecipare allo sviluppo a metà del XIX secolo delle navi clipper.

Palmer concluse la sua carriera di navigatore e si trasferì nella sua città natale di Stonington, diventando proprietario di navi clipper pilotate da altri. Morì nel 1877 all’età di 77 anni.

La terra di Palmer, parte della penisola Antartica, e l’arcipelago Palmer sono dedicati a lui.

Un programma scientifico antartico gestito dal governo statunitense continua a ricordare il ruolo di Palmer nell’esplorazione dell’Antartide. La stazione Palmer, situata nelle isole delle foche che Palmer esplorò, la nave clipper N.B. Palmer (costruita da Jacob Aaron Westervelt) e la rompighiaccio antartica RV Nathaniel B. Palmer prendono il nome dal capitano Palmer.

La baia di Hero nelle isole Shetland Meridionali prende il nome dalla nave di Palmer, la Hero, uno dei vascelli della flotta di Pendleton partita da Stonington che visitò le isole nel 1820-1821.

La Hero da’ il nome anche alla rupe di Hero, una scarpata scoperta nell’emisfero meridionale del pianeta Mercurio nel 1973.

La sua casa a Stonington, la Capt. Nathaniel B. Palmer House, fu dichiarata National Historic Landmark nel 1996.

Nathaniel Palmer. (26 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 17 luglio 2018, 13:23 da it.wikipedia.org

Immagine Stazione Palmer | The USAP Portal: Science and Support in Antarctica – Palmer Station Webcams