Alberobello – Vista sui Trulli

Alberobello - Vista sui Trulli

Alberobello (Aiarubbédde in apulo-barese[3]) è un comune italiano di 10 751 abitanti della città metropolitana di Bari, in Puglia, al centro della Valle d’Itria e della Terra dei Trulli.

Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate trulli (Casedde o Cummersa) che, dal 6 dicembre del 1996, sono patrimonio dell’umanità dell’UNESCO[4], fa parte della Valle d’Itria e della Murgia dei Trulli.

L’origine del nome è stata oggetto di studi e recenti contributi[5][6] secondo cui la denominazione originaria era Silva Alborelli, come risulta dal più antico documento a conoscenza degli studiosi, e cioè il Diploma d’investitura del 15 maggio 1481 del Re Ferrante d’Aragona, col quale i beni del defunto Conte Giuliantonio I, l’eroe di Otranto, furono assegnati al figlio Andrea Matteo illetterato. In detto documento, ricavato dal Grande Archivio di Napoli (Reg. Privil. fol. 32 e 59, vol. 39) e riportato nel testo integrale, si legge Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari.

Il nome divenne ufficiale il 22 giugno del 1797 per scelta degli abitanti ed era emerso anche il nome Ferrandina in onore di re Ferranteone.

La storia di questi edifici molto particolari è legata a un editto del Regno di Napoli che nel XV secolo sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione. Anche perché la malta era costosa.

Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi.

Essi erano realizzati dalla maestranza assunta per la costruzione del trullo e ne identificavano l’artigiano. In base alla qualità della fattura del pinnacolo si poteva dunque identificare non solo la destrezza artigianale del costruttore, ma anche il valore della costruzione. Una maggiore spesa nella costruzione del trullo permetteva di individuare pertanto, le famiglie più abbienti da quelle meno facoltose.

Per quanto riguarda i simboli dipinti sopra i tetti dei trulli spesso assumono un significato religioso come la croce o il cuore trafitto; talvolta possono rappresentare segni dello zodiaco. come il capricorno Pinnacolo e simbolo dipinto insieme formavano una sorta di identificativo civico, e per non incontrare il malocchio. In quanto per lungo tempo Alberobello ha visto negarsi un riconoscimento ufficiale da parte dei conti di Conversano. Questi simboli furono fatti soprattutto nel periodo fascista.

Nel periodo fascista fu costruito il Belvedere con affianco la gradinata e i bagni pubblici.

Nel periodo fascista sui coni dei trulli veniva posto la scritta “W IL DUCE” anche perché negli anni ’30 ci fu la visita di Benito Mussolini ad Alberobello che non si fece più.

Nel 1960 ci fu la visita di Aldo Moro

Nella Domenica delle Palme vengono messi sui trulli le palme come segno di benedizione.

I trulli si trovano anche nella campagna di Alberobello su ogni terreno (fondo).

Alberobello. (11 aprile 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 12 aprile 2017, 14:23 da it.wikipedia.org

Immagine Alberobello | meteovalleditria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.