Passo del Gallo – Tunnel Munt La Schera

Passo del Gallo - Munt La Schera

La galleria Munt La Schera o galleria la Drossa o galleria Livigno permette di collegare Livigno con Zernez e la val Monastero (Svizzera), tutto l’anno anche quando gli altri passi sono chiusi. È stato costruito dalla società svizzera Engadiner Kraftwerke AG per la costruzione della diga del Punt dal Gallo e quindi del bacino artificiale del lago di Livigno (detto anche lago del Gallo). Pur essendo completamente in territorio svizzero l’imbocco che dà verso l’Italia è a poche centinaia di metri dal confine. All’imbocco vi è comunque un distaccamento della Guardia di finanza, affiancata a quello della dogana svizzera.

La galleria è ad una sola corsia. Il transito avviene in una delle due direzioni, alternando ogni 15 minuti. Sono ammessi veicoli di un’altezza massima di 3,6 metri e una larghezza massima di 2,5 metri. Il passaggio nella galleria è soggetto a pedaggio. Il costo per la stagione estivo 2019 per un biglietto di andata è di 17 CHF o 16 EUR (per macchine fino a 3,5 t.)[1]. La galleria da gennaio 2010 è aperta per 24 ore al giorno, salvo interventi di manutenzione effettuati in bassa stagione a maggio e ottobre.

Galleria Munt La Schera. (10 dicembre 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 2 gennaio 2020, 16:14 da it.wikipedia.org/w/index.php?title=Galleria_Munt_La_Schera&oldid=109351871

Immagine | Comune di Livigno

Pintura di Bolognola

Pintura di Bolognola - Partenza Skilift Pintura 1

Pintura di Bolognola – Partenza Skilift Pintura 1

Pintura di Bolognola - Partenza Skilift Porte di Berro

Pintura di Bolognola – Partenza Skilift Porte di Berro

Pintura di Bolognola - Partenza Skilift Castelmanardo

Pintura di Bolognola – Partenza Skilift Castelmanardo

Bolognola è un comune italiano di 140 abitanti della provincia di Macerata nelle Marche.

È il comune più alto delle Marche. Si trova al centro del Parco nazionale dei Monti Sibillini, che nel 2006 l’ha scelta come sede per il reinserimento in natura del camoscio appenninico. Sorge nei pressi del letto del fiume Fiastrone, del quale ospita le sorgenti. La cima più alta nel suo territorio è il Monte Rotondo, sotto la vetta del quale si apre l’inaccessibile forra dell’Acquasanta, con l’omonima e splendida cascata naturale. È principalmente un centro turistico, estivo (con le numerose escursioni possibili nel suo territorio) e invernale (grazie agli impianti scioviari, ristrutturati tra il 2005 e il 2006). Il centro abitato è costituito da tre nuclei risalenti al medioevo: Villa da Capo (o Villa Malvezzi) a sud, Villa di Mezzo (o Villa Pepoli) e Villa da Piedi (o Villa Bentivoglio) a nord. A quota 1331 m s.l.m., e a circa 3 km dal centro del paese, è situata l’unica frazione di Pintura, nata come centro turistico e sviluppatasi attorno agli impianti scioviari.

La stazione meteorologica di Bolognola è la stazione meteorologica di riferimento per la città di Bolognola. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a -2,4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +17,4 °C. Le precipitazioni medie annue si aggirano ai 800 mm, mediamente distribuite in 89 giorni, con un minimo relativo in estate ed un picco in autunno. La neve fa la sua apparizione circa trenta volte l’anno in paese, e quasi sempre con accumuli molto significativi. In media ci sono 94 giorni di gelo all’anno.

La leggenda vuole che Bolognola sia stata fondata nel basso medioevo, nel XIV secolo, da tre nobili bolognesi esuli in queste terre ai tempi delle lotte tra guelfi e ghibellini. I tre nobili, Pepoli, Malvezzi e Bentivoglio, avrebbero dapprima fondato il paese di Appennino, nei pressi del Santuario di Macereto, per poi spostarsi nell’alta valle del Fiastrone. Qui avrebbero fondato tre nuclei abitati contigui (Capo la villa, Villa di mezzo e Pie’ la villa), che insieme costituirebbero tuttora il borgo di Bolognola. Il nome del paese, secondo questa tradizione, starebbe a significare appunto “Piccola Bologna”. Sulla base di questa erronea convinzione, alle tre ville sono state successivamente attribuiti i nomi dei tre presunti fondatori.

La realtà storica è invero ben diversa. È ormai assodato che un originario nucleo abitato esistesse nell’area dove attualmente sorge Bolognola già abbondantemente prima del 1200. Il toponimo non avrebbe nulla a che fare con il capoluogo emiliano, bensì potrebbe derivare dal latino Bononia (terra di cose buone), poi trasformatosi con il tempo in “Bononiola”. Forse ancora più plausibile è la derivazione dal celtico bona (luogo fortificato), stante la presenza di evidenti tracce della cultura celtica nell’area dei Sibillini. Altra possibile e più suggestiva interpretazione, è quella secondo la quale all’origine del toponimo ci sarebbe il culto della dea Bona, anticamente diffuso nei monti Sibillini.

Il borgo divenne in seguito Libero comune, subendo sempre molto l’influenza dei Da Varano, signori di Camerino, che eressero anche un castello – di cui oggi restano solo poche rovine – nella Villa di mezzo (conosciuto, sulla scorta della leggenda, come Castello Pepoli).

La popolazione cominciò drasticamente a diminuire nella prima metà del XX secolo, a causa soprattutto delle due grandi valanghe staccatesi dal sovrastante Monte Sassotetto, che, negli inverni del 1930 e del 1934, fecero 19 vittime ciascuna, radendo al suolo buona parte degli edifici più antichi.

L’abitato è stato danneggiato dallo sciame sismico che ha colpito il centro Italia nel 2016/2017.

Bolognola. (1 luglio 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 30 dicembre 2019, 13:22 da it.wikipedia.org

Immagini | Bolognola-ski

Monte Terminillo

Partenza piste tappeto togo (quota 1610m) - Terminillo

Partenza piste tappeto togo (quota 1610m) – Terminillo

Chiesa Pian De Valli (quota 1600m) - Terminillo

Chiesa Pian De Valli (quota 1600m) – Terminillo

Tre Cime Del Terminillo (quota 1670m) - Terminillo

Tre Cime Del Terminillo (quota 1670m) – Terminillo

Il Terminillo (2 217 m s.l.m.) è una montagna dell’Italia centrale che fa parte del gruppo appenninico dei Monti Reatini. Posto nel Lazio a circa 100 km a nord-est di Roma, amministrativamente ricade in diversi comuni del Reatino, tra cui lo stesso capoluogo provinciale (da cui dista circa 20 km), Leonessa e Poggio Bustone.

Noto anticamente come Monte Gurgure e Mons Tetricus, il Terminillo è uno dei simboli più noti della Sabina: ivi sorge una rinomata stazione sciistica, frequentata soprattutto dagli abitanti della Capitale, in ragione di cui esso è anche chiamato la montagna di Roma, e dagli abitanti delle zone limitrofe, in particolare Terni, Perugia e Viterbo. Dal punto di vista sportivo, oltre alle attività invernali che ospita, fin dagli anni trenta del XX secolo è saltuariamente utilizzato come traguardo delle tappe ciclistiche di montagna del Giro d’Italia.

L’intero massiccio nel senso più esteso ricade all’interno del territorio di diversi comuni del Reatino: Rieti, Leonessa, Micigliano, Posta, Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri e Morro Reatino. Il vero e proprio “Terminillo” ricade su quattro comuni: Rieti, Leonessa, Micigliano, Cantalice. Le principali località turistiche sono Pian de Valli, appartenente al comune di Rieti, Campoforogna e Rialto Terminillo, appartenenti al comune di Micigliano e Campo Stella nel comune di Leonessa.

Dal punto di vista geologico e geomorfologico si tratta di un massiccio calcareo abbastanza vasto (perimetro di quasi 70 km), quasi distaccato e isolato dagli altri gruppi montuosi dell’Appennino centrale, tipicamente appenninico quanto a geomorfologia (mai troppo aspra, ma comunque articolata) e quanto a flora e fauna presenti.

Il Terminillo confina a nord con l’altopiano di Leonessa, a est con le strette gole del Velino, a sud con la valle del fiume Velino, e a ovest con la vasta e pianeggiante Piana Reatina. I principali versanti per accedere alla montagna sono quello sud-occidentale che affaccia su Rieti, quello settentrionale che guarda verso Leonessa, e quello orientale verso Micigliano. Il versante meridionale è molto più antropizzato e sfruttato a livello turistico, ed è posto a grande dislivello rispetto al fondovalle. Il versante settentrionale o leonessano è posto a minor dislivello, ma è più aspro, selvaggio e integro, con presenza di rupi rocciose, circhi glaciali, brecciai e valli incontaminate (Vallonina e Valle Scura), ed è quello che ricorda maggiormente le cime alpine e dolomitiche. Dalla Sella di Leonessa (il punto di unione stradale trai due versanti) è possibile ammirare l’imponente massiccio roccioso alto oltre 2000 metri, posto a poche centinaia di metri di distanza.

Dal Terminillo si diparte la dorsale più occidentale dell’Appennino centrale che si innesta a sud-est ai vicini monti del Cicolano, poi a seguire i Monti Carseolani e i Monti Simbruini e così via procedendo verso sud est lungo lo spartiacque appenninico primario, oppure innestandosi sulla dorsale centrale dell’Appennino Centrale con il gruppo montuoso del Monte Nuria, le Montagne della Duchessa e il Velino-Sirente.

Il massiccio del Terminillo consta di diverse cime che superano i 2000 metri (la cima del Terminillo, il Monte Terminilletto (2104 m), la Cresta Sassetelli (2139 m), il Monte Elefante (2015 m), il Monte di Cambio (2081 m)) ed altre a quote inferiori (Monte Terminilluccio (1864 m), Monte Macchialaveta (1824), Monte Tilia (1775 m), Monte Corno (1735 m), Monte la Tavola (1696 m), Cima d’Arme (1678 m), Monte Rosato (1504 m)) e su ogni versante è segnato da ampie e profonde vallate che ne determinano i confini orografici e lo separano da altri piccoli gruppi montuosi minori che lo circondano (i Monti di Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri e Morro Reatino). Tra queste valli spiccano per interesse naturalistico la Vallonina che scende verso Leonessa dall’omonima Sella di Leonessa, le valli Ravara e di Capo Scura che scendono invece verso il corso del fiume Velino e l’antica consolare Salaria. Sul versante opposto sono invece le Valli dell’Inferno e degli Angeli che scendono verso la piana reatina e i monti di Cantalice.

Il massiccio ospita due stazioni sciistiche, una più nota e frequentata sul versante meridionale che prende il nome direttamente dal massiccio (Terminillo) e posta in località Pian de’ Valli (1640 m s.l.m.), l’altra posta sul versante opposto settentrionale (Campo Stella), geograficamente non collegate tra loro. Entrambe le stazioni hanno un bacino potenziale di utenza che copre l’Umbria, tutto il Lazio settentrionale, cioè la provincia di Rieti e quella di Viterbo, e parte di quello centrale cioè parte della provincia di Roma.

La stazione meridionale del Terminillo è situata a 20 km dalla città di Rieti con cui è collegata attraverso la Strada statale 4 bis del Terminillo. Dispone di 4 impianti di risalita dislocati tra i 1500 e 1864 metri di quota, 40 km di piste dedicate allo sci alpino e 20 km di tracciati dedicati allo sci nordico, oltre alla presenza di buone strutture ricettive.

È ancora funzionante la funivia storica realizzata nel 1938, nella stazione di partenza vi sono le decorazioni realizzate dal pittore tardo-futurista Achille Dal Lago[31].

Nel biennio 2005-2007, all’interno di un piano di riammodernamento degli impianti, sono state installate nuove seggiovie quadriposto ed è previsto un piano complessivo di estensione del chilometraggio delle piste, per completare il collegamento con la Vallonina e gli impianti di Campo Stella.

Unica in tutto il Centro Italia è l’illuminazione delle piste per lo sci di fondo utilizzabili anche in piena notte.

Monte Terminillo. (23 dicembre 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 30 dicembre 2019, 13:08 da it.wikipedia.org

Immagini | Terminillo Riders