Punta Marina Terme di Ravenna

Punta Marina di Ravenna

Punta Marina Terme è una frazione del comune di Ravenna, situata immediatamente ad Est del centro della città, sul litorale. È il secondo dei Lidi Sud, dopo Marina di Ravenna, Lido Adriano (col quale forma oramai un’unica conurbazione), Lido di Dante, Lido di Classe e Lido di Savio. È caratterizzata da ampie spiagge sabbiose e da una grande pineta.
Amministrativamente, fa parte della Circoscrizione del Mare.

Punta Marina è un centro che ha la sua massima vitalità nella stagione estiva, grazie alla presenza di numerosi turisti e pendolari che animano la vita della zona. La ricettività può contare su diversi alberghi e pensioni, tre campeggi molto capienti, un villaggio turistico, ristoranti e pizzerie, e numerosissimi stabilimenti balneari che fungono da polo di attrazione, offrendo ai propri clienti, oltre a qualificati servizi di spiaggia, anche ristoranti e locali per il divertimento serale e notturno. All’ingresso della frazione è ben visibile un parco giochi che propone intrattenimenti diurni e serali, completato da una piscina con alti scivoli ad acqua.

Punta Marina è sede di un noto stabilimento termale, posizionato anch’esso direttamente sulla spiaggia, specializzato in cure marine.

La zona in cui attualmente sorge Punta Marina Terme era originariamente la foce dei fiumi Ronco e Montone; i detriti apportati dalle loro acque avevano formato nel tempo una vera e propria “punta” di terra che avanzava stagionalmente.

Punta Ravenna rimase un’area acquitrinosa fino agli inizi del XX secolo. Le bonifiche degli anni venti diedero vita all’assetto attuale, e quindi nacque la possibilità di accogliere pescatori, contadini e braccianti con le loro famiglie. La frazione assunse il nome attuale di Punta Marina.
Negli anni trenta fu aperta la prima scuola pubblica. In questo periodo spuntarono sulla spiaggia i primi capanni in legno fatti dai bagnanti.

Al termine del conflitto lentamente il paese riprese la via dello sviluppo, fino a diventare uno dei Lidi di Ravenna più visitati. Negli anni settanta esistevano due cinema all’aperto, più di una discoteca per il pubblico giovanile; i turisti, sia italiani che stranieri, abbondavano.
A partire dagli anni novanta la località ha perso quota nei confronti dei lidi confinanti; le presenze hanno cominciato a diminuire; cinema e discoteche hanno chiuso. Oggi Punta Marina è rimasta una meta per famiglie ed anziani in cerca di tranquillità.

Intanto negli ultimi anni si è presentato in tutta la sua gravità il problema dell’erosione costiera. Per fronteggiare le catastrofiche mareggiate che accorciano sempre più la spiaggia del lido e minacciavano gli stabilimenti balneari, sono state costruite delle scogliere che si prolungano dalla spiaggia verso il mare e delle barriere parallele al bagnasciuga.

Punta Marina Terme. (12 marzo 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 1 agosto 2019, 12:43 da it.wikipedia.org

Immagine Punta Marina Terme di Ravenna | Meteo System

Nave Crystal Serenity


Crystal Cruises è una compagnia crocieristica di lusso statunitensi. È proprietà della società giapponese Nippon Yusen Kaisha.

Viene premiata numerose volte dalla rivista statunitense Travel + Leisure come la migliore compagnia crocieristica del mondo.

Si avvale per il servizio di due navi, la Crystal Symphony varata nel 1995 e in grado di ospitare 940 passeggeri e la Crystal Serenity, varata nel 2003 e in grado di ospitarne 1.050.

Le crociere sono previste su itinerari diversi, a turno in continenti diversi, seguendo degli itinerari a tema più che dei percorsi fissi classici.

Crystal Cruises. (26 febbraio 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 10 maggio 2019, 23:54 da it.wikipedia.org

Immagine | Panomax

Pian Cansiglio

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Webcam panoramica da Pian Cansiglio – Casera Le Rotte (Fregona – TV – Italia), quota 1056m s.l.m.

Il Cansiglio (Canséi o Canséjo in veneto) è un vasto altopiano delle Prealpi Bellunesi, circondato dall’omonima foresta, situato a cavallo di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, ad un’altitudine compresa tra i 900m e 1200m s.l.m., nella regione storico-geografica dell’Alpago, principalmente nei territori del comuni di Tambre, Fregona, Caneva e Alpago.

L’altopiano si eleva rapidamente dalla sottostante pianura veneto-friulana oltre i 1.000 m d’altitudine. Si tratta invero di una conca “coronata” da alcune cime rocciose: a sud-ovest il Costa, la Cima Valsotta, il Millifret e il Pizzoc, che lo dividono dalla Val Lapisina, ad est il gruppo del Cavallo, oltre il quale si trova il Piancavallo.

Sono presenti vari fenomeni di origine carsica, in particolar modo doline e inghiottitoi. I più celebri sono il Bus de la Lum, il Bus della Genziana e l’Abisso del Col della Rizza i quali sono profondi rispettivamente -180, -585 e -794 metri.

Quasi tutto il suo territorio è ricoperto da selve che prendono nell’insieme il nome di bosco o Foresta del Cansiglio. Predomina soprattutto la faggeta, autoctona, sviluppatasi su substrati carbonatici, ma sono presenti ampiamente specie non autoctone, come le aghifoglie (soprattutto abete rosso). Le particolarità climatiche della conca, inoltre, fanno sì che la distribuzione delle specie vegetali sia invertita, per cui piante tipiche degli ambienti più freddi si trovano a basse altitudini e viceversa. Di grande effetto visivo è la presenza in primavera di una estesa fioritura nemorale di anemone, sotto la faggeta. Vasti spazi, ubicati soprattutto nella conca, sono adibiti a pascolo e ancor oggi vi si pratica la pastorizia (ovini e bovini soprattutto).

Cansiglio. (8 marzo 2019). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 15 marzo 2019, 16:46 da it.wikipedia.org

Immagine | meteo ravanel

Punta Maladecia

Punta Maladecia

La Punta Maladecia (2.745 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Marittime situata in provincia di Cuneo.

La montagna sovrasta la valle che da Vinadio sale al santuario di Sant’Anna ed al Colle della Lombarda.

Si può salire sulla vetta lasciando l’automobile lungo la strada che conduce al Colle della Lombarda; più in particolare dopo che la strada si è diramata da quella che sale al santuario di Sant’Anna si percorrono i tornanti in salita e poi quando la strada diventa più pianeggiante si posteggia lungo la strada a quota di circa 2.000 metri.

Punta Maladecia. (17 luglio 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 9 agosto 2018, 12:16 da it.wikipedia.org

Immagine | Santuario Sant’Anna di Vinadio

Vallombrosa

Vallombrosa

Vallombrosa è un toponimo che indica sia una foresta posta sulle pendici sud del Pratomagno, sia una località, posta all’interno di tale foresta, nel territorio del comune di Reggello. Vi è ubicata la stazione meteorologica di Reggello Vallombrosa.

In località Vallombrosa è ospitata l’omonima riserva, oltre a un rinomato arboreto ed un vasto prato, frequentatissimo nel periodo estivo in particolar modo dagli abitanti di Firenze in cerca di refrigerio.

Il monumento più noto è l’abbazia dei monaci vallombrosani, dai quali si può essere anche ospitati. Per opera di Giovanni Gualberto si costituì una comunità impegnata a seguire gli insegnamenti degli apostoli e dei padri della Chiesa; semplicità, povertà, meditazione, lavoro: questi i punti su cui convergeva la propria quotidianità.

Vallombrosa è spesso associata nonché fraintesa con la vicina frazione di Saltino.

La fama del complesso Vallombrosa-Saltino come stazione climatica, infatti, nacque nella seconda metà del XIX secolo, e raggiunse il suo apice all’inizio del XX secolo, grazie anche alla ferrovia Sant’Ellero-Saltino, da tempo dismessa.

L’annessione del Trentino a seguito della prima guerra mondiale comportò una decisa perdita d’interesse per Vallombrosa e per Saltino, in quanto i villeggianti preferivano le nuove mete alpine, relegando le due località ad un interesse locale.

Nonostante questo costante declino la località sembrò trovare, a partire dal 1960, un nuovo rilancio turistico con la realizzazione di una stazione sciistica sulla vetta del vicino Monte Secchieta. Il naturale comprensorio sciistico che si venne a creare permise a Vallombrosa, grazie alla vicinanza a Firenze, di offrire un’immagine turistica di livello elitario rispetto ad altre località turistiche montane della Toscana. La chiusura degli impianti sciistici, avvenuta nel 1988, non ha trovato seguito, anche a causa di vive polemiche per il danno ambientale che avrebbero potuto portare nuovi impianti e ha lasciato la località senza possibilità di offrire alternative ai turisti nel periodo invernale.

Vallombrosa. (18 aprile 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 31 luglio 2018, 06:50 da it.wikipedia.org

Immagine | Meteo System

Monte della Neve

Monte della Neve

Il Monte della Neve (3.178 m s.l.m. – Schneespitze in tedesco) è una montagna delle Alpi Breonie nelle Alpi Retiche orientali. Si trova lungo il confine tra l’Italia (provincia autonoma di Bolzano) e l’Austria (Tirolo).

Si può salire sulla vetta partendo dal Rifugio Cremona (2.423 m).

Monte della Neve. (21 settembre 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 18 luglio 2018, 08:15 da it.wikipedia.org

Le Alpi Retiche orientali (Östliche Rätische Alpen in tedesco) sono una sezione delle Alpi. Secondo la classificazione della SOIUSA appartengono alle Alpi Centro-orientali. La vetta più alta è il Wildspitze che raggiunge i 3.772 m s.l.m.

Interessano l’Austria (Land del Tirolo) e l’Italia (Regione Trentino-Alto Adige).

Secondo la Partizione delle Alpi del 1926 le Alpi Retiche formavano una sola sezione alpina. Di conseguenza le Alpi Retiche orientali erano inglobate nella più grande sezione.

L’AVE non definisce sezioni alpine di grandi dimensioni ma, seguendo motivazioni soprattutto di carattere morfologico, suddivide le Alpi Orientali in gruppi montuosi di dimensioni minori. Pertanto definisce le Alpi Venoste, le Alpi dello Stubai e le Alpi Sarentine come gruppi indipendenti.

La SOIUSA ha cercato una mediazione tra le due precedenti situazioni. Da una parte ha mantenuto il concetto di sezione anche se, per motivi principalmente di composizione geologica, ha suddiviso le Alpi Retiche in tre sezioni distinte: Alpi Retiche occidentali, Alpi Retiche orientali ed Alpi Retiche meridionali. Ha inoltre introdotto il concetto di sottosezione alpina andando così a ricuperare i gruppi dell’AVE.

Alpi Retiche orientali. (21 settembre 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 18 luglio 2018, 08:14 da it.wikipedia.org

Immagine Monte Della Neve | Comune di Livigno

Antartide – Stazione Palmer

Antartide - Palmer Station

La Stazione Palmer è situata nell’Isola di Anvers ed è l’unica base di ricerca antartica degli Stati Uniti situata a nord del Circolo Polare Antartico ed ospita fino a 40 persone in estate ed una decina in inverno.

La stazione è stata costruita nel 1968 ed è utilizzata dal Programma Antartico degli Stati Uniti d’America e prende il nome da Nathaniel Brown Palmer.

Nathaniel Brown Palmer (Stonington, 8 agosto 1799[1] – Stonington, 21 giugno 1877) è stato un navigatore, esploratore e cacciatore di foche statunitense.

Negli anni 1810 le pelli delle foche dei mari antartici erano molto preziose come oggetto da vendere in Cina. Essendo un cacciatore di foche capace e senza paura, Palmer ottenne il primo incarico di comando all’età di 21 anni. Il suo vascello, un piccolo sloop di nome Hero, era lungo soli 14 metri. Palmer si diresse a sud sulla Hero all’inizio dell’estate antartica del 1820–1821. Cercando in maniera aggressiva nuove colonie di foche a sud di Capo Horn, il 17 novembre 1820, Palmer ed i suoi uomini divennero i primi statunitensi ed il terzo gruppo in generale a scoprire la penisola Antartica. Le più grandi navi capitanate da Fabian Gottlieb von Bellingshausen e Edward Bransfield dissero di aver avvistato la terra già nel 1820. Assieme al cacciatore inglese George Powell, Palmer scoprì il vicino arcipelago delle isole Orcadi Meridionali.

Dopo aver concluso una carriera da cacciatore di foche ricca di successi Palmer, ancora nel fiore degli anni, si dedicò alla guida di navi veloci per i trasporti espressi. Nel 1843 il capitano Palmer assunse il comando della Paul Jones nel suo viaggio inaugurale da Boston a Hong Kong, giungendovi 111 giorni dopo. In questo nuovo ruolo il capitano del Connecticut percorse molte delle principale rotte mondiali. Osservando forze e debolezze delle barche che navigavano gli oceani in quel periodo, Palmer progettò miglioramenti a scafo e sartiame. Questi miglioramenti permisero a Palmer di partecipare allo sviluppo a metà del XIX secolo delle navi clipper.

Palmer concluse la sua carriera di navigatore e si trasferì nella sua città natale di Stonington, diventando proprietario di navi clipper pilotate da altri. Morì nel 1877 all’età di 77 anni.

La terra di Palmer, parte della penisola Antartica, e l’arcipelago Palmer sono dedicati a lui.

Un programma scientifico antartico gestito dal governo statunitense continua a ricordare il ruolo di Palmer nell’esplorazione dell’Antartide. La stazione Palmer, situata nelle isole delle foche che Palmer esplorò, la nave clipper N.B. Palmer (costruita da Jacob Aaron Westervelt) e la rompighiaccio antartica RV Nathaniel B. Palmer prendono il nome dal capitano Palmer.

La baia di Hero nelle isole Shetland Meridionali prende il nome dalla nave di Palmer, la Hero, uno dei vascelli della flotta di Pendleton partita da Stonington che visitò le isole nel 1820-1821.

La Hero da’ il nome anche alla rupe di Hero, una scarpata scoperta nell’emisfero meridionale del pianeta Mercurio nel 1973.

La sua casa a Stonington, la Capt. Nathaniel B. Palmer House, fu dichiarata National Historic Landmark nel 1996.

Nathaniel Palmer. (26 marzo 2017). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 17 luglio 2018, 13:23 da it.wikipedia.org

Immagine Stazione Palmer | The USAP Portal: Science and Support in Antarctica – Palmer Station Webcams

Bellaria

Porto-canale di Bellaria

Porto-canale di Bellaria

Bellaria-Igea Marina (Belària e Igea Maròina in romagnolo) è un comune italiano di 19 580 abitanti della provincia di Rimini in Emilia-Romagna.

Bellaria-Igea Marina è situata nell’estremità meridionale della Pianura Padana e risente, seppur marginalmente, del suo clima: affacciandosi sull’alto Adriatico la località è tra il clima mediterraneo e il continentale temperato. Se le estati sono molto calde ma costantemente ventilate e poco piovose, gli inverni hanno invece caratteristiche prettamente padane. Le precipitazioni si concentrano principalmente in primavera e autunno. L’inverno a Bellaria-Igea Marina è comunque piuttosto freddo poiché esposto alle rigide correnti balcaniche e in alcuni casi siberiane che portano neve e gelo.

Le ultime stagioni invernali, soprattutto tra il 2009 e il 2013 hanno visto interessanti accumuli nevosi dopo una serie di invernate poco rigide: nella prima metà di febbraio 2012 il territorio, così come tutta la Romagna e buona parte dell’Italia colpite dall’eccezionale Ondata di freddo del febbraio 2012, è stato investito da gelide correnti siberiane che a contatto con correnti più miti ha prodotto nevicate abbondantissime e quasi storiche con accumuli che hanno toccato i 70 cm sul litorale. A seguito del rasserenamento le temperature sono crollate anche a -12 °C.

Il toponimo di Bellaria compare per la prima volta in un documento del 1359, come nome di una fattoria fortificata che si trovava vicino alla chiesa di Santa Margherita, presso la foce del fiume Uso. Nel 1382, posseduta dai Malatesta, vi soggiornò a forza Luigi I d’Angiò, venuto in Italia con un forte esercito francese alla conquista del regno di Napoli:

… A dì XVIII d’agosto venne il duca (Luigi) e sua gente ad albergo a Bellaire e lì bruciò e guastò ciò ch’era fuori de la fortezza […] e ciò avvenne perché misser Galaotto de’ Malatesti non volle dargli punto di vittovaglia per tutte le sue terre (Ann. Chronicon ariminense etc. In L.A. Muratori, Rerum Italiacarum Scriptores etc. C. 924. T. XV. Milano, 1727).

La località passò in diverse mani, fra cui appunto quelle dei Malatesta: attualmente ne rimane solamente il ricordo nel toponimo del luogo (e Castèl).

Alla fine del XIX secolo si estendeva sulla sinistra della foce una borgata di case di pescatori, che ricoveravano le proprie barche nel fiume.

Agli inizi del ‘900 Vittorio Belli diede il nome della dea Igea, figlia di Asclepio ad un villaggio per le vacanze, progettato nella pineta tra il torrente Uso e la “Torre Pedrera”. “Marina” fu associato al nome Igea, quando nella zona meridionale si installarono colonie estive per bambini.

Il comune fu istituito nel 1956[2] per scorporo di tre frazioni del comune di Rimini: Bellaria, Igea Marina e Bordonchio.

Bellaria-Igea Marina, dal giorno della sua trasformazione in nuovo comune della provincia di Rimini, ha accresciuto la popolazione. Essa, dapprima costituita esclusivamente da famiglie occupate nelle attività legate alla marineria e al turismo è incrementata da emigranti provenienti da altre regioni italiane, come pure da nuclei familiari non italiani che hanno trovato lavoro nell’edilizia.

La vastità del comune di Bellaria Igea Marina presenta la maggior parte delle attività commerciali nella parte nord del comune oltre il fiume Uso, mentre la parte sud, eccetto la zona litoranea costituita da alberghi (aperti solo nell’estate) ed ex colonie, presenta i quartieri del Belverde e Bordonchio composti da nuovi complessi residenziali.

La tradizionale attività peschereccia di Bellaria prosegue tuttora: il porto fluviale, pur migliorato non consente tuttavia l’approdo di imbarcazioni di grandi dimensioni. La pesca occupa circa 100 addetti, riuniti in Società cooperativa denominata Società Cooperativa Marinara – Bellaria; mentre circa 20 addetti non sono legati ad alcuna associazione. Vengono praticate: la pesca a strascico, la pesca delle vongole la pesca da posta con reti a tramagli, la pesca con i “cugulli” o “bertovelli” (per la cattura delle seppie) e con i cestelli (per le lumache di mare). Esiste anche l’allevamento di mitili in mare aperto ad una distanza di circa 3 miglia dalla costa. La maggior parte del prodotto viene oggi commercializzato attraverso la grande distribuzione, ma è recentissima la costruzione del mercato ittico all’ingrosso e se ne attende l’inaugurazione e conseguente apertura.[6]

Il turismo balneare è favorito dai 7 km di spiaggia e dal mare poco profondo in prossimità della spiaggia, con numerosi stabilimenti balneari. Le strutture ricettive e le offerte di attività e svaghi sono numerose, e per un certo numero di anni ha avuto anche un parco acquatico, l’Aquabell, benché ormai sia chiuso dal 2008.

Fonte | Wikipedia

Immagine | MeteoBellaria